Le azioni crypto segnano il più forte rally giornaliero dell'estate: Strategy sale del 12%, Coinbase del 9%
Punti chiave
- •Nella seduta di mercoledì Strategy è salita dell'11,95%, Coinbase ha guadagnato il 9,05%, Circle è avanzata del 9,44% e BitMine è cresciuta del 9,68%.
- •Tutti e quattro i titoli legati alle criptovalute hanno raggiunto nuovi massimi intraday prima di cedere parte dei guadagni a fine giornata.
- •Il rally ha seguito lo short squeeze di Bitcoin verso i 70.000 dollari, che ha liquidato in un'ora oltre un miliardo di dollari in posizioni ribassiste sulle criptovalute.
- •Il Tesoro statunitense ha dichiarato che a partire da settembre raddoppierà almeno il proprio programma di riacquisto di obbligazioni a lungo termine, contribuendo a sostenere diffusamente le attività a rischio.
- •Strategy e Coinbase restano tra le large cap più vendute allo scoperto, aumentando la probabilità di coperture di posizioni corte durante il rally.

I proxy crypto nel mercato azionario hanno messo a segno mercoledì il più forte rally in un solo giorno dell'estate, mentre lo short squeeze di Bitcoin verso i 70.000 dollari si riversava sull'azionario.
La società di tesoreria Bitcoin Strategy, quotata come MSTR, ha guidato il gruppo con un rialzo dell'11,95% a 103,58 dollari, mentre Coinbase (COIN) è salita del 9,05% a 159,47 dollari. L'emittente di stablecoin Circle (CRCL) è cresciuta del 9,44% a 78,50 dollari e la società di tesoreria Ethereum BitMine (BMNR) ha guadagnato il 9,68% a 20,05 dollari, completando il movimento nel piccolo gruppo di titoli crypto quotati di Wall Street.
Nel corso della seduta tutti e quattro i titoli hanno toccato nuovi massimi intraday: MSTR ha raggiunto 106,90 dollari (+13,07% rispetto all'apertura), COIN 165,74 dollari (+12,37%), CRCL 81,22 dollari (+10,10%) e BMNR 20,90 dollari (+12,79%), prima di cedere parte di quei guadagni nell'ultima fase della seduta.
Attività diverse, una sola leva
Ciascuna delle quattro società è legata alle criptovalute in modo diverso, ma si muove sulla stessa leva: il prezzo di Bitcoin. Strategy detiene Bitcoin direttamente come tesoreria aziendale, Coinbase guadagna commissioni sui volumi di trading crypto, Circle emette la stablecoin USDC e incassa rendimenti sulle riserve che la garantiscono, mentre BitMine accumula e mette in staking Ethereum, che reagisce anch'esso al prezzo di Bitcoin in qualità di altcoin più importante del mercato.
Ciò rende il gruppo un barometro utile per capire come il sentiment crypto si trasferisca nei mercati azionari: quando Bitcoin si muove bruscamente, questi titoli possono reagire più velocemente e con più forza delle stesse criptovalute sottostanti. Il balzo azionario di mercoledì ha seguito lo short squeeze di Bitcoin verso i 70.000 dollari, che in una sola ora ha liquidato oltre un miliardo di dollari in posizioni ribassiste sulle criptovalute.
Contesto macro e normativo
Il Tesoro statunitense ha inoltre annunciato che da settembre raddoppierà almeno le dimensioni del proprio programma di riacquisto di obbligazioni a lungo termine, una misura di allentamento della liquidità che mercoledì ha sostenuto in modo diffuso le attività a rischio, con il mercato crypto complessivo in crescita di oltre il 5% nell'attuale seduta.
Il rally è arrivato inoltre a poche ore da un incontro alla Casa Bianca in cui il presidente Trump è atteso con i vertici di SEC e CFTC ed esponenti del settore crypto per discutere le regole sulla struttura dei mercati, oltre alla pubblicazione dei verbali della riunione di luglio della Federal Reserve, entrambi attesi più tardi mercoledì. Ognuno dei due eventi potrebbe aggiungere nuova volatilità al gruppo prima della campanella di chiusura, in particolare per i titoli che vengono scambiati come espressione diretta o indiretta della domanda di criptovalute.
Short seller sotto pressione
Strategy e Coinbase rivestono un significato particolare nel movimento: entrambe figurano tra le large cap più vendute allo scoperto di Wall Street, con Coinbase attualmente quinto titolo più venduto allo scoperto del settore finanziario. Ciò significa che il rally di mercoledì non sta comprimendo solo i trader di derivati crypto: anche gli short seller azionari che scommettono contro questi due titoli sono costretti a coprire le posizioni in un mercato in rialzo.
I numeri stessi di Strategy mostrano perché il titolo si muova così strettamente con Bitcoin. Secondo il più recente filing settimanale, la società deteneva 840.447 BTC e 4,8 miliardi di dollari in contanti, al punto che il prezzo della sua azione funziona quasi come una scommessa con leva sulla criptovaluta che detiene. Bitcoin è stato fortemente ribassista per tutto l'anno, facendo sembrare le posizioni allo scoperto una scommessa «sicura».
BitMine racconta una storia simile sul fronte Ethereum. La società detiene 5,82 milioni di token ETH, per un valore di circa 11,4 miliardi di dollari, pari al 4,8% dell'offerta circolante di Ethereum, come ha dichiarato questa settimana il presidente Tom Lee, il che rende BMNR il più vicino possibile, per un titolo del Nasdaq, a una scommessa pura su Ethereum.
Il quadro dall'inizio dell'anno
Anche dopo il picco di mercoledì, Strategy, Coinbase e BitMine restano profondamente in negativo sull'anno, con gli analisti divisi tra chi vi vede una vera svolta e chi un altro rialzo da copertura di posizioni corte all'interno di un trend ribassista più lungo. I volumi di conferma su questi attivi nelle prossime sedute, insieme alla capacità di Bitcoin di difendere la zona di resistenza di 70.284 dollari segnalata sul grafico di mercoledì, probabilmente stabiliranno quale lettura sia quella giusta.
Fonte: Decrypt