Il petrolio greggio torna a salire mentre crescono i dubbi sul “cessate il fuoco energetico” Russia-Ucraina e persiste l’impasse USA-Iran
Punti chiave
- •Il petrolio greggio è salito lunedì mentre crescevano i dubbi sul cessate il fuoco energetico Russia-Ucraina annunciato dal presidente Trump, che Zelenskiy ha detto essere già stato violato dalla Russia.
- •L’Iran ha giudicata insufficiente la risposta statunitense alla proposta di riaprire lo Stretto di Hormuz ed è ancora in fase di esame delle posizioni americane prima di rispondere tramite intermediari.
- •Gli sforzi per aumentare le esportazioni russe di gasolio verso gli USA potrebbero alleviare le preoccupazioni sulla disponibilità di carburante, ma non sostituiranno i barili di greggio che normalmente transitano da Hormuz.
- •Una svolta nei negoziati USA-Iran e la riapertura dello stretto innescerebbero probabilmente un forte ribasso dei prezzi del petrolio, mentre un esito negativo limiterebbe il ribasso.
- •Sul piano tecnico, gli acquirenti sul grafico giornaliero puntano alla resistenza di 110,00, mentre i venditori mirano a un calo verso il supporto di 68,00, e questa settimana sono attesi i dati USA su CPI, PPI, vendite al dettaglio e richieste di sussidio di disoccupazione.

Il petrolio greggio ha ripreso la sua salita lunedì mentre crescevano i dubbi sul “cessate il fuoco energetico” Russia-Ucraina annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, e i colloqui tra Washington e Teheran sullo Stretto di Hormuz restavano in stallo.
Il mercato aveva fatto marcia indietro nella parte finale della settimana scorsa, dopo che Trump aveva escluso attacchi all’Iran prima delle elezioni di novembre, affermando che le due parti erano state impegnate in discussioni produttive.
Nel fine settimana, l’Iran ha dichiarato che la risposta statunitense alla sua proposta di riaprire lo Stretto di Hormuz era insufficiente. I negoziati per colmare le differenze sono ancora in corso, e il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato lunedì che Teheran sta ancora esaminando le posizioni statunitensi e risponderà tramite intermediari una volta conclusa la revisione. Lo stretto è una delle più importanti rotte di transito petrolifero al mondo, attraversato da una quota rilevante del greggio scambiato a livello globale, motivo per cui persino notizie incrementali sui negoziati tendono a muovere i prezzi.
Trump ha affermato domenica che Russia e Ucraina avrebbero accettato un cessate il fuoco energetico e avrebbero sospeso gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. Secondo Axios, Trump aveva fatto un annuncio simile il mese scorso, ma nessuna delle due parti aveva confermato l’esistenza di un accordo, e Russia e Ucraina hanno continuato ad attaccare le infrastrutture energetiche. Le infrastrutture energetiche sono stati obiettivi ricorrenti per entrambe le parti da quando la guerra è iniziata nel 2022, quindi qualsiasi impegno a risparmiarle è attentamente osservato dai trader del petrolio per verificare se reggerà.
Il presidente ucraino Zelenskiy ha dichiarato lunedì mattina che la Russia aveva violato il cessate il fuoco energetico annunciato da Trump, aggiungendo che Kiev è in attesa dei dettagli dei colloqui tra Stati Uniti e Russia.
Gli sforzi per aumentare le esportazioni russe di gasolio verso gli USA potrebbero contribuire ad alleviare le preoccupazioni sulla disponibilità di carburante, ma non risolveranno la carenza dei flussi di greggio attraverso Hormuz. Il gasolio è un prodotto raffinato e non greggio, quindi le spedizioni aggiuntive incidono sulle forniture di carburante per gli utenti finali senza sostituire i barili che normalmente transitano nello stretto.
Guardando, l’attenzione rimarrà principalmente sui negoziati USA-Iran, anche se un de-escalation nel conflitto saudita-Houthi e negli attacchi Russia-Ucraina potrebbe limitare i guadagni dei prezzi del greggio. Una svolta nei colloqui e la riapertura dello Stretto di Hormuz innescerebbero un forte ribasso dei prezzi del petrolio in attesa di un miglioramento dell’offerta, mentre un esito negativo cambierebbe poco a questo stadio, sebbene limiterebbe il ribasso del greggio.
Analisi tecnica del petrolio greggio – Grafico giornaliero
Sul grafico giornaliero, il petrolio greggio (contratto CFD) è salito in modo piuttosto costante dopo aver rimbalzato sul bordo inferiore del canale, con gli acquirenti pronti a puntare su un rally verso la resistenza di 110,00. Se il prezzo tornerà sul bordo inferiore del canale, ci si attende l’intervento degli acquirenti, con un rischio definito sotto il canale, per continuare a puntare sulla resistenza di 110,00. I venditori, invece, vorranno vedere una rottura al ribasso per posizionarsi su un calo verso il supporto di 68,00, con il livello di 80,00 come primo obiettivo.
Analisi tecnica del petrolio greggio – Grafico a 4 ore
Sul grafico a 4 ore, la rottura della linea di tendenza ribassista ha aperto la strada a un rally verso il livello di 96,77. Se il prezzo arriverà a quel livello, ci si attende l’intervento dei venditori, con un rischio definito al di sopra del livello, per posizionarsi su un calo verso il bordo inferiore del canale. Gli acquirenti, invece, cercheranno una rottura al rialzo per estendere le posizioni rialziste verso la resistenza di 110,00.
Analisi tecnica del petrolio greggio – Grafico a 1 ora
Sul grafico a 1 ora, il prezzo è tornato su una linea di tendenza rialzista secondaria e ha rimbalzato, con gli acquirenti pronti a spingere verso la resistenza di 96,77. In mattinata, il prezzo ha rotto al rialzo la contro-tendenza ribassista, e gli acquirenti hanno rafforzato le posizioni rialziste verso 96,77 sulla rottura. I venditori vorranno vedere il prezzo scendere sotto la contro-tendenza per puntare su un ritracciamento verso la linea di tendenza rialzista, dove gli acquirenti probabilmente interverranno di nuovo per spingere verso nuovi massimi. Le linee rosse sul grafico definiscono il range giornaliero medio di oggi.
Prossimi catalizzatori
Mercoledì è atteso il rapporto CPI statunitense. Giovedì, il calendario economico porta il PPI USA, le vendite al dettaglio USA e gli ultimi dati sulle richieste di sussidio di disoccupazione USA. CPI e PPI sono indicatori chiave dell’inflazione che alimentano le attese sulla politica della Federal Reserve, mentre le richieste di sussidio offrono una lettura settimanale del mercato del lavoro. L’attenzione, tuttavia, resterà sui negoziati USA-Iran.