NotizieCryptoBanche e procuratori generali di 17 Stati contestano il CLARITY Act prima del voto

Banche e procuratori generali di 17 Stati contestano il CLARITY Act prima del voto

Autore: CoinLineup·

Punti chiave

  • Il CLARITY Act è un disegno di legge sulla struttura del mercato volto a chiarire se la supervisione dei diversi asset crypto spetti alla SEC o alla CFTC; i legislatori non hanno ancora votato il provvedimento.
  • Le banche contestano la normativa prima del voto, e le disposizioni sui rendimenti delle stablecoin rappresentano uno dei principali punti delle loro obiezioni.
  • Una precedente fase di contestazione dei banchieri sui rendimenti delle stablecoin ha portato il provvedimento ad accumulare oltre 100 emendamenti.
  • Diciassette procuratori generali di Stato contestano il provvedimento, aggiungendo una dimensione statale legata alle questioni sulla prevalenza della legge federale su quella statale.
  • La data esatta del voto, l’aula e la fase procedurale restano non confermate finché un calendario ufficiale non verificherà il programma.
Banche e procuratori generali di 17 Stati contestano il CLARITY Act prima del voto

Il CLARITY Act, il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto diretto al voto, sta ora affrontando contestazioni da due fronti: le banche e un gruppo di 17 procuratori generali di Stato. La reazione contraria segnala nuove frizioni sul modo in cui gli Stati Uniti intendono regolamentare gli asset digitali. Il voto non si è ancora tenuto ed entrambe le contestazioni sono arrivate nella fase che lo precede.

Le banche sollevano obiezioni prima del voto

Le banche stanno contestando il CLARITY Act, una proposta di legge che stabilirebbe le regole per la regolamentazione degli asset crypto negli Stati Uniti. La contestazione arriva prima che i legislatori votino il provvedimento, in un momento cruciale per la normativa. Per approfondimenti correlati, si veda CLARITY Act Faces 100+ Amendments as Bankers Oppose Stablecoin Rewards.

Per i lettori che non conoscono il termine, i rendimenti delle stablecoin sono vantaggi o proventi associati alla detenzione di stablecoin, token progettati per seguire il valore di un’attività di riferimento come il dollaro. Finora, questa disposizione è stata uno dei principali punti di attenzione dell’industria bancaria nel dibattito.

Le informazioni disponibili confermano che le banche fanno parte dei gruppi che hanno sollevato preoccupazioni. Da sole, tuttavia, non indicano il nome di ogni istituzione coinvolta né illustrano nel dettaglio ciascuna obiezione. Per approfondimenti correlati, si veda Illinois crypto tax lawsuit faces second challenge.

Non è la prima volta che il settore bancario entra in conflitto con il provvedimento. Precedenti articoli hanno rilevato che la misura aveva ricevuto oltre 100 emendamenti dopo che i banchieri avevano contestato i rendimenti delle stablecoin, a dimostrazione del forte coinvolgimento dell’industria nel testo. Per approfondimenti correlati, si veda Top Crypto News for Wed, Apr 15: CLARITY Act Deadline, Senate Gridlock.

I gruppi bancari hanno inoltre collegato il provvedimento a preoccupazioni più ampie sulle stablecoin. Precedenti resoconti hanno descritto come un rinvio abbia alimentato un avvertimento di Wall Street sulle stablecoin, mentre la Casa Bianca ha reagito. Le norme sulla struttura del mercato riguardano direttamente le banche perché contribuiscono a determinare come i prodotti di asset digitali si inseriscono accanto ai servizi finanziari tradizionali; i ripetuti interventi del settore mostrano che l’industria considera la fase di elaborazione del testo il momento per far valere le proprie ragioni.

La contestazione dei procuratori generali di Stato

Oltre alle banche, un gruppo di 17 procuratori generali di Stato sta contestando il CLARITY Act. I procuratori generali sono i principali funzionari legali dei rispettivi Stati e spesso intervengono quando le norme federali potrebbero incidere sui poteri statali. Il loro coinvolgimento aggiunge una dimensione statale a un dibattito federale.

Questa dimensione è rilevante perché la legislazione federale può prevalere sulla legge statale, ovvero sostituirla, e il modo in cui un quadro crypto nazionale gestisce il confine tra autorità federale e statale è esattamente il tipo di questione che i funzionari legali statali tendono a esaminare.

Il numero dei funzionari, 17, proviene dalle notizie relative a questo sviluppo. I loro nomi individuali, gli Stati rappresentati e la formulazione esatta delle loro preoccupazioni dovrebbero essere verificati attraverso dichiarazioni ufficiali, come quelle pubblicate dagli uffici dei procuratori generali di Stato, tra cui la pagina dei comunicati stampa del procuratore generale di New York.

Non è ancora chiaro se i procuratori generali e le banche condividano le stesse obiezioni. Il fatto che due gruppi contestino lo stesso provvedimento non significa che stiano coordinando le proprie azioni o sollevando questioni identiche; il grado di convergenza potrebbe emergere con la pubblicazione delle dichiarazioni ufficiali.

Cosa osservare con l’avvicinarsi del voto

Il CLARITY Act è un disegno di legge sulla struttura del mercato che mira a chiarire quale autorità di regolamentazione supervisioni i diversi asset crypto. Questa questione è da tempo fonte di confusione per il settore. Nel sistema statunitense, la confusione si è concentrata soprattutto sul confine tra la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission, le due agenzie federali più spesso al centro delle questioni sulla giurisdizione crypto.

Le contestazioni arrivano prima del voto, ma la data esatta, l’aula e la fase procedurale non sono confermate dalle informazioni disponibili. I lettori dovrebbero considerare non verificata qualsiasi indicazione temporale specifica finché un calendario ufficiale non ne confermerà i dettagli.

Le tempistiche sono già state un punto di forte tensione. La copertura del provvedimento ha seguito le critiche suscitate da un rinvio in vista di un voto a settembre, un tema che i lettori possono monitorare mentre il calendario si definisce. Le posizioni ufficiali possono essere verificate man mano che vengono pubblicate attraverso una ricerca delle dichiarazioni più recenti.

Poiché il provvedimento ha già accumulato oltre 100 emendamenti durante una precedente fase di contestazione da parte dei banchieri, un indicatore concreto da seguire è se le nuove obiezioni si tradurranno in ulteriori modifiche al testo o resteranno espresse in dichiarazioni esterne al processo di elaborazione.

Per un normale detentore di crypto, la conclusione pratica è semplice. Le regole sulle crypto negli Stati Uniti sono ancora in fase di definizione e questo disegno di legge è uno dei principali tentativi di stabilirle. Osservare chi lo sostiene o lo contesta, e per quali motivi, aiuta a comprendere quale potrebbe essere l’esito della legge.

Avvertenza: questo articolo è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Effettuare sempre le proprie ricerche prima di prendere decisioni.