Il Senato Usa blocca il CLARITY Act sulla crypto da 2.300 miliardi con un voto di 49-50, Bitcoin scende rapidamente sotto i 76.000 dollari
Punti chiave
- •Il Senato ha respinto il 15 settembre con un voto di 49-50 la mozione di passaggio all'esame del CLARITY Act, non raggiungendo i 60 voti necessari per far avanzare la legge.
- •Il Digital Asset Market Clarity Act (H.R. 3633), già approvato dalla Camera, mirava a ripartire tra SEC e CFTC l'autorità regolamentare sugli asset digitali.
- •I democratici avevano richiesto 126 modifiche sostanziali alla bozza finale repubblicana, tra cui nuove disposizioni etiche, maggiori poteri di applicazione per i procuratori generali statali e una maggiore autorità del Tesoro sui flussi di deposito delle stablecoin.
- •Dopo il voto, Bitcoin è sceso da oltre 77.000 dollari a circa 75.600 dollari, e le azioni di Coinbase e Circle sono crollate.
- •La mozione fallita impedisce per ora alla legge di arrivare al dibattito in aula, lasciando la supervisione degli asset digitali alle leggi esistenti e alle regole delle agenzie, mentre i legislatori potrebbero tornare sulla normativa.

Il Senato statunitense ha bloccato il prossimo passo nell'approvazione del CLARITY Act, una delle più grandi iniziative legislative del settore delle criptovalute, con un voto procedurale il 15 settembre. La mozione è stata respinta con 49-50, non raggiungendo la soglia dei 60 voti necessaria per far avanzare il disegno di legge. Quattro repubblicani si sono uniti ai democratici nel votare contro la proposta, lasciando in dubbio il percorso della legge.
Il CLARITY Act non raggiunge i 60 voti
Il Digital Asset Market Clarity Act, presentato come H.R. 3633, mira a stabilire regole federali più chiare per gli asset digitali e a definire come i mercati crypto sarebbero supervisionati dai regolatori statunitensi. Uno dei suoi obiettivi centrali è tracciare confini giurisdizionali più netti tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), due agenzie la cui autorità sovrapposta sugli asset digitali è da tempo contestata. La SEC ha generalmente perseguito i casi sugli asset digitali ai sensi della legge sui valori mobiliari, mentre la CFTC supervisiona i mercati delle materie prime e dei derivati — una divisione che la legge è progettata per risolvere. I sostenitori hanno osservato che una giurisdizione più chiara potrebbe ridurre l'incertezza regolamentare per gli exchange e le altre società crypto. La legge era già passata alla Camera, e l'approvazione del Senato era il passo rimasto necessario per avviarla verso l'entrata in vigore.
Il voto del Senato non era un voto per approvare legge. Era un voto procedurale — una mozione di passaggio all'esame — destinato a determinare se l'aula avrebbe preso in considerazione la normativa e la avrebbe avviata verso una votazione in aula. Secondo le regole del Senato, tali mozioni richiedono in genere 60 voti per superare l'ostruzionismo. Poiché nessuno dei due partiti detiene da solo 60 seggi, superare quella soglia richiedeva il sostegno di entrambi gli schieramenti. La mozione ha ricevuto 49 voti a favore e 50 contrari, un conteggio che è rimasto anche al di sotto della soglia di 51-49 citata come necessaria per avviare l'esame del disegno di legge in aula. Poiché la mozione è fallita, la legge non passerà per ora al dibattito in aula.
Le modifiche dell'ultima ora non hanno spezzato l'impasse
La legge era stata ampiamente emendata prima di essere presentata al Senato. I democratici avevano richiesto 126 modifiche sostanziali alla bozza finale repubblicana, resa disponibile il 14 settembre. La versione aggiornata conteneva nuove disposizioni etiche, maggiori poteri di applicazione per i procuratori generali statali e poteri aggiuntivi per il Dipartimento del Tesoro sui flussi di deposito delle stablecoin.
I sostenitori della legge avevano negoziato modifiche per più di un anno, aggiungendo disposizioni sulla finanza decentralizzata, sulle stablecoin, sulla supervisione dei mercati degli asset digitali e sulle tutele per gli sviluppatori. Quelle revisioni non sono comunque bastate per ottenere l'approvazione del Senato.
Bitcoin e titoli crypto reagiscono
La battuta d'arresto in Senato si è riflessa rapidamente sui mercati delle criptovalute. Bitcoin è sceso da oltre 77.000 dollari a circa 75.600 dollari dopo il voto, e le azioni di Coinbase e Circle sono crollate durante la seduta. La reazione ha evidenziato i dubbi persistenti su quando una normativa crypto statunitense completa potrebbe essere pronta.
La reazione del mercato è particolarmente rilevante per le società crypto che hanno posizionato il CLARITY Act come potenziale base per una certezza regolamentare a lungo termine. Per exchange, emittenti e sviluppatori, il fallimento della legge prolunga l'ambiguità su quale regolatore federale stabilisca le regole per le specifiche attività sugli asset digitali. In assenza di una legge del Congresso, le questioni importanti sul trattamento e sulla supervisione degli asset digitali rimangono nel limbo, lasciate alle leggi esistenti, alle regole delle agenzie e alle future decisioni regolamentari.
Il voto negativo non significa necessariamente che la regolamentazione crypto statunitense sia crollata. I regolatori, tra cui SEC e CFTC, mantengono comunque l'autorità all'interno delle rispettive giurisdizioni, e i legislatori potrebbero presto rivedere la normativa. Il risultato di 49-50 tuttavia, rappresenta una battuta d'arresto significativa per lo sforzo del settore crypto di muoversi verso un quadro federale unificato sulla struttura di mercato per gli asset digitali.
Fonte: CryptoNinjas