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Il gas TTF è correttamente prezzato mentre i rischi di Hormuz e dell'inverno tengono i prezzi elevati?

Autore: Hellenic Shipping News·

Punti chiave

  • Citi stima un prezzo invernale del TTF ponderato per probabilità di circa 61 €/MWh, ben al di sotto del contratto ottobre 2026 a 72,90 €/MWh e della fascia novembre-marzo a 70,90 €/MWh al momento della sua analisi.
  • I prezzi europei del gas sono volatili mentre i trader valutano contemporaneamente due incertezze: i tempi della ripresa del transito normale nello Stretto di Hormuz e la severità dell'inverno, con livelli di stoccaggio europei bassi in vista della stagione fredda.
  • Una quota consistente del commercio globale di GNL, compresi i carichi qatarioti, transita per lo Stretto di Hormuz, che rappresenta un collo di bottiglia per il mercato del gas via mare anche se l'Europa non importa direttamente attraverso di esso.
  • L'analisi di Citi sugli ultimi tre anni indica che i fondi di investimento sono attualmente un motore chiave dei prezzi del gas europeo, e il loro coinvolgimento accresce il rischio di improvvise inversioni, come illustrato dal brusco movimento del petrolio alla fine del 2018.
  • Citi ha rivisto le previsioni sui prezzi del gas a 60 €/MWh per il terzo trimestre 2026, 56 €/MWh per il quarto trimestre 2026 e 41 €/MWh per il 2027.
Il gas TTF è correttamente prezzato mentre i rischi di Hormuz e dell'inverno tengono i prezzi elevati?

I prezzi europei del gas naturale potrebbero stare scontando un eccesso di rischio legato all'incerta riapertura dello Stretto di Hormuz e al prossimo inverno, con Citigroup che stima un prezzo invernale ponderato per probabilità ben al di sotto dei livelli attuali di mercato.

L'analisi di Citi colloca il prezzo invernale ponderato per probabilità a circa 61 euro per megawattora, rispetto a un contratto TTF ottobre 2026 a 72,90 €/MWh e alla fascia novembre-marzo a 70,90 €/MWh al momento dell'analisi della banca. Il divario suggerisce che il mercato sta attribuendo un premio sostanziale ai rischi di interruzione delle forniture e alle condizioni meteorologiche.

Il TTF, il Title Transfer Facility olandese, è il prezzo di riferimento del gas in Europa e un punto di riferimento globale per i carghi di GNL, quindi i suoi livelli si ripercuotono su contratti e costi energetici dei consumatori ben oltre i Paesi Bassi.

Hormuz e il meteo mantengono il TTF volatile

I prezzi europei del gas sono aumentati bruscamente e sono rimasti volatili perché i trader cercano di valutare contemporaneamente due variabili incerte: quando riprenderà il transito normale attraverso lo Stretto di Hormuz e quanto sarà freddo il prossimo inverno.

L'incertezza è particolarmente significativa perché i livelli di stoccaggio del gas in Europa sono bassi in vista dell'inverno, rendendo il mercato più sensibile a qualsiasi interruzione delle forniture di gas naturale liquefatto. Una quota consistente del commercio globale di GNL — compresi i carichi del massimo esportatore, il Qatar — transita per Hormuz, rendendo lo stretto un collo di bottiglia per il mercato del gas via mare, anche se l'Europa stessa non importa direttamente attraverso di esso. Anche i prezzi del GNL asiatico sono saliti, con i due mercati collegati dal commercio globale di GNL.

Secondo Citi, la situazione ha attratto anche più investitori esterni al mercato energetico tradizionale, in parte perché i prezzi del gas possono incidere sull'inflazione e per il ricordo dei forti aumenti dei prezzi scatenati dai tagli alle forniture nel 2022.

Invece di utilizzare un unico scenario di base, Citi ha modellato diverse combinazioni di tempistiche di riapertura di Hormuz e condizioni meteorologiche invernali, calcolando poi una media ponderata per probabilità dei prezzi risultanti.

I fondi alimentano il rialzo, ma Citi vede un rischio al ribasso

Citi ha affermato che il posizionamento attuale non appare così esteso come nel marzo 2026 o nel 2024, nonostante i prezzi siano significativamente più alti. Ciò suggerisce che il rialzo non è guidato solo dai trader già posizionati sul mercato, con acquirenti fondamentali e fondi di investimento probabilmente impegnati in misura maggiore.

La banca ha precisato che la sua analisi degli ultimi tre anni indica che i fondi di investimento sono attualmente un motore chiave dei prezzi del gas europeo, in particolare rispetto al periodo successivo allo shock iniziale della guerra tra Russia e Ucraina.

Ciò rende il mercato vulnerabile a improvvise inversioni. Citi ha citato il brusco movimento dei prezzi del petrolio alla fine del 2018 come promemoria del fatto che i mercati energetici possono correggere rapidamente quando le paure sulle forniture svaniscono.

Citi ha quindi rivisto al ribasso le previsioni sui prezzi del gas a 60 €/MWh per il terzo trimestre 2026, 56 €/MWh per il quarto trimestre e 41 €/MWh per il 2027.

La banca ha riconosciuto che i prezzi potrebbero salire sensibilmente in scenari avversi, ma la questione chiave è se tali rischi siano già pienamente riflessi nei prezzi attuali. Per gli osservatori del mercato, i punti di riferimento da seguire includono gli sviluppi sul transito di Hormuz, i ritmi di prelievo dagli stoccaggi con l'arrivo dell'inverno e se il posizionamento dei fondi di investimento continui a crescere — gli stessi fattori su cui si basa il quadro ponderato per probabilità di Citi.

Fonte: Investing.com via Hellenic Shipping News