L’inflazione dei prezzi alla produzione in Cina supera le previsioni e raggiunge il 3,8% ad agosto
Punti chiave
- •I prezzi dei materiali di produzione sono aumentati del 5,0% su base annua ad agosto, rispetto al 4,8% di luglio.
- •I prezzi dell’attività estrattiva sono saliti del 17,8% e quelli delle materie prime del 6,7%, mentre i prezzi dei prodotti lavorati sono aumentati del 3,1%.
- •I prezzi dei beni di consumo sono diminuiti dello 0,5%, con alimentari, abbigliamento e beni di uso quotidiano ancora in deflazione.
- •I prezzi dei beni durevoli sono aumentati dell’1,2% su base annua, accelerando rispetto al rialzo dello 0,4% di luglio.
- •Nei primi otto mesi del 2026, i prezzi alla produzione sono cresciuti complessivamente del 2,0%, rispetto all’aumento dell’1,8% del precedente periodo comparabile.

L’inflazione dei prezzi alla produzione in Cina ha accelerato al 3,8% su base annua ad agosto 2026, rispetto al minimo trimestrale del 3,5% registrato a luglio, risultando superiore alle aspettative del mercato del 3,7%, secondo i dati citati da Trading Economics.
I materiali di produzione guidano l’accelerazione
I prezzi dei materiali di produzione sono aumentati del 5,0% rispetto a un anno prima, accelerando dal rialzo del 4,8% di luglio. Il ritmo più sostenuto è stato supportato dai costi dell’attività estrattiva, saliti del 17,8% dopo l’aumento del 16,4% del mese precedente, e dalle materie prime, cresciute del 6,7% dopo il rialzo del 6,1%. I prezzi dei prodotti lavorati sono aumentati allo stesso ritmo di luglio, segnando un +3,1%.
I dati mostrano che l’accelerazione di agosto si è concentrata maggiormente sui materiali di produzione a monte, in particolare sull’attività estrattiva e sulle materie prime, rispetto ai prezzi dei prodotti lavorati. Queste categorie saranno quindi aree chiave da monitorare nelle prossime pubblicazioni per valutare se l’aumento più ampio dei prezzi alla produzione sia sostenibile.
La deflazione dei beni di consumo si attenua
I prezzi dei beni di consumo hanno continuato a diminuire, sebbene a un ritmo più contenuto, segnando un calo dello 0,5% rispetto alla flessione dello 0,8% di luglio. All’interno della categoria, i prezzi degli alimentari sono diminuiti del 2,3%, dopo il calo del 2,1%, mentre quelli dell’abbigliamento sono scesi dell’1,2%, dopo una diminuzione dell’1,1%. I beni di uso quotidiano hanno registrato una lieve flessione dello 0,8%, in attenuazione rispetto al calo dell’1,0%, mentre i prezzi dei beni durevoli hanno accelerato, aumentando dell’1,2% dopo il rialzo dello 0,4% di luglio.
Il contrasto tra l’aumento dei prezzi dei materiali di produzione e il calo dei prezzi dei beni di consumo evidenzia dinamiche differenti nelle fasi a monte e a valle misurate dall’indice. L’eventuale ulteriore attenuazione della deflazione dei beni di consumo resterà rilevante, insieme all’andamento dei costi dell’attività estrattiva e delle materie prime.
Rimbalzo mensile
Su base mensile, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% ad agosto, recuperando dopo il calo dello 0,7% di luglio. Nei primi otto mesi del 2026, i prezzi alla produzione sono cresciuti complessivamente del 2,0%, superando l’aumento dell’1,8% registrato nel precedente periodo comparabile.
Informazioni sull’indicatore
L’indice dei prezzi alla produzione della Cina, pubblicato mensilmente dall’Ufficio nazionale di statistica, misura i prezzi franco fabbrica ricevuti dai produttori industriali per i loro beni. L’indicatore è ampiamente seguito come misura delle pressioni sui costi a monte nella seconda economia mondiale e il suo andamento viene spesso utilizzato per valutare le pressioni sui prezzi lungo la catena di approvvigionamento. Poiché l’indice rileva i prezzi ricevuti dai produttori anziché i prezzi finali al dettaglio, offre una prospettiva distinta rispetto all’inflazione al consumo e va interpretato insieme all’andamento dei prezzi dei beni di consumo riportato sopra.
Fonte: Trading Economics
Rapporto originale: Hellenic Shipping News