Chi è socialista (o fascista economico)? Le partecipazioni del governo federale sotto Trump all'esame
Punti chiave
- •Il Cato Institute ha catalogato i casi in cui il governo federale statunitense ha acquisito posizioni azionarie in imprese del settore privato, riscontrando che questa pratica è diventata sempre più consuetudinaria durante l'amministrazione Trump.
- •Prima dell'era Trump, le partecipazioni federali in aziende private erano limitate principalmente a crisi acute, come gli interventi del Troubled Asset Relief Program in importanti banche e case automobilistiche nel periodo 2008–2009.
- •In base a una definizione economica rigorosa in cui il socialismo comporta la proprietà collettiva dei mezzi di produzione, l'espansione delle partecipazioni governative ha natura socialista.
- •L'approccio dell'amministrazione Trump, consistente nell'acquisire partecipazioni mantenendo la veste societaria delle entità interessate, colloca la sua politica in una zona ibrida che gli studiosi talvolta definiscono capitalismo di Stato.
- •Il Cato Institute caratterizza questa traiettoria come un netto allontanamento dai principi di libero mercato tradizionalmente associati alle amministrazioni repubblicane, pur senza prevedere se il cambiamento sarà duraturo.

Il termine "socialista" è frequentemente evocato nel discorso politico americano, ma il suo preciso significato economico è spesso trascurato. Attingendo a studi accademici sull'argomento — nello specifico un corso di un semestre intitolato semplicemente "Socialismo", tenuto dal compianto accademico di Harvard Adam Ulam — si può proporre una definizione economica lineare:
Il socialismo è un sistema economico in cui i mezzi di produzione e di distribuzione sono di proprietà o controllati collettivamente.
In base a questa definizione, la questione di chi possa qualificarsi come socialista diventa una questione di accertamento dell'effettiva proprietà e del controllo governativo dei beni economici. Una tabulazione compilata dal Cato Institute, un think tank libertario, documenta l'entità delle partecipazioni del governo federale statunitense in aziende private — e come tali partecipazioni si siano ampliate significativamente durante l'amministrazione Trump.
L'analisi del Cato, redatta da DeHaven (2026), cataloga i casi in cui il governo federale ha acquisito posizioni azionarie o partecipazioni in imprese del settore privato. Secondo questi dati, tali forme di proprietà governativa sono diventate sempre più consuetudinarie sotto la presidenza di Donald Trump, piuttosto che sotto amministrazioni più comunemente associate a politiche economiche interventiste. Ciò è degno di nota perché gli Stati Uniti hanno una storia documentata di acquisizione temporanea di partecipazioni azionarie in aziende private in occasione di crisi acute — in particolare attraverso il Troubled Asset Relief Program (TARP) durante la crisi finanziaria del 2008–2009, quando il governo federale assunse posizioni di proprietà in importanti banche e case automobilistiche, tra cui General Motors e Chrysler — ma i risultati del Cato suggeriscono un mutamento verso l'impiego di tali partecipazioni come strumento di politica ordinaria anziché come misura di emergenza.
Secondo la definizione di cui sopra, questa espansione della proprietà collettiva (cioè governativa) dei mezzi di produzione avrebbe natura socialista. In alternativa, il fenomeno può essere descritto attraverso la lente di un concetto correlato:
Il fascismo economico è un sistema in cui lo Stato esercita un forte controllo sulle imprese private, indirizzando l'attività economica al servizio degli interessi nazionali pur mantenendo l'apparenza della proprietà privata.
Sotto l'uno o l'altro profilo — il socialismo, definito dalla proprietà collettiva, o il fascismo economico, definito dall'indirizzo statale di imprese nominalmente private — il bilancio dell'amministrazione Trump in materia di ampliamento delle partecipazioni del governo federale la colloca tra le presidenze più aggressivamente interventiste nella storia recente degli Stati Uniti, secondo i risultati del Cato Institute.
La distinzione tra i due concetti è sfumata: il socialismo comporta la proprietà collettiva diretta dei mezzi di produzione, mentre il fascismo economico conserva la struttura formale della proprietà privata ma subordina le decisioni d'impresa agli obiettivi statali. L'approccio dell'amministrazione Trump — l'acquisizione di partecipazioni mantenendo la veste societaria delle entità interessate — potrebbe essere caratterizzato come collocato in uno spazio intermedio tra i due concetti, a seconda del grado di controllo operativo esercitato dal governo. Gli studiosi di economia politica hanno talvolta definito tali assetti ibridi "capitalismo di Stato", una categoria applicata a economie tanto diverse quanto quella cinese e norvegese, dove i fondi sovrani detengono partecipazioni commerciali significative.
Il Cato Institute, storicamente critico verso l'intervento governativo nei mercati, ha inquadrato questa tendenza come un allontanamento dai principi di libero mercato tipicamente associati alle amministrazioni repubblicane. Se questo approccio rappresenti un riallineamento duraturo nella governance economica statunitense o una deviazione temporanea dipenderà dalle successive scelte di politica economica — una questione aperta che l'analisi del Cato solleva implicitamente documentando la traiettoria senza prevederne il punto d'arrivo.