NotizieMacroTurbolenze nei mercati obbligazionari, la resa dei conti fiscale della Francia e il dilemma cinese dell'Europa: il podcast Weekly Briefing di Capital Economics

Turbolenze nei mercati obbligazionari, la resa dei conti fiscale della Francia e il dilemma cinese dell'Europa: il podcast Weekly Briefing di Capital Economics

Autore: Capital Economics·

Punti chiave

  • •Capital Economics ha pubblicato il 9 ottobre 2026 un episodio del podcast 'Weekly Briefing' con l'economista capo di gruppo Neil Shearing e gli economisti James Reilly e Jack Allen-Reynolds.
  • •I rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza nelle principali economie avanzate hanno subito una pressione al rialzo sostenuta dovuta a ingenti emissioni sovrane, deficit fiscali persistenti e una domanda più debole alle aste.
  • •I deficit pubblici della Francia sono rimasti ampiamente al di sopra del tetto UE del 3% del PIL, e una serie di declassamenti del rating ha allargato lo spread di finanziamento sui più sicuri titoli tedeschi.
  • •I responsabili politici europei hanno valutato come rispondere all'ondata di beni cinesi a prezzi competitivi, con dazi sui veicoli elettrici cinesidotti nel 2024 a seguito di un'indagine della Commissione Europea sui sussidi.
  • •Ricerche correlate di Capital Economics indicano che il prossimo governo brasiliano avrà bisogno di un inasprimento fiscale di circa il 3,0% del PIL per stabilizzare il rapporto debito pubblico/PIL.
Turbolenze nei mercati obbligazionari, la resa dei conti fiscale della Francia e il dilemma cinese dell'Europa: il podcast Weekly Briefing di Capital Economics

Capital Economics, una società di ricerca economica indipendente, ha pubblicato un nuovo episodio del suo podcast "Weekly Briefing", diffuso il 9 ottobre 2026, in cui gli economisti della società discutono le turbolenze nei mercati dei titoli di Stato, la resa dei conti fiscale della Francia e il dilemma che l'Europa affronta riguardo alla sua relazione economica con la Cina. L'episodio vede la partecipazione dell'economista capo di gruppo Neil Shearing insieme agli economisti di Capital Economics James Reilly e Jack Allen-Reynolds.

Il podcast è disponibile in streaming su Spotify e Apple Podcasts, oppure può essere trovato su altre principali piattaforme di podcast.

Turbolenze nei mercati obbligazionari

Il primo tema dell'episodio riguarda le recenti turbolenze nei mercati dei titoli di Stato. I rendimenti a lunga scadenza nelle principali economie avanzate sono stati sottoposti a una pressione al rialzo sostenuta negli ultimi anni, poiché ingenti emissioni di debito sovrano, deficit fiscali persistenti e una domanda più debole alle aste hanno messo alla prova la profondità del mercato. A differenza dei tassi di policy a breve termine, i rendimenti a lunga scadenza sono determinati dai mercati, quindi i movimenti nella parte lunga della curva si riflettono sui costi di servizio del debito pubblico e fanno parte del contesto in cui le banche centrali definiscono la politica monetaria. La pagina dell'episodio rimanda a un'analisi correlata di Capital Economics su cosa significa il ribasso dei bond per la politica monetaria, oltre a una nota su come un rally azionario sempre più ristretto fa scattare campanelli d'allarme.

La resa dei conti fiscale della Francia

La Francia, seconda economia dell'area euro, ha affrontato un protratto strain fiscale e politico. Ripetute fasi di instabilità politica hanno reso difficile l'approvazione dei bilanci, i deficit pubblici sono rimasti ampiamente al di sopra del tetto UE del 3% del PIL e una serie di declassamenti del rating creditizio ha spinto più in alto i costi di finanziamento del Paese, allargando il premio richiesto dagli investitori rispetto ai più sicuri titoli tedeschi. Questo divario — noto come spread — è uno degli indicatori più osservati dello stress fiscale nell'area euro e in quanto sede di uno dei più grandi mercati di titoli di Stato del blocco, la traiettoria fiscale della Francia ha rilevanza ben oltre i suoi confini. Il podcast esamina cosa significhi questa resa dei conti per la Francia e per l'intero blocco valutario.

Il dilemma cinese dell'Europa

Il terzo tema è l'atteggiamento in evoluzione dell'Europa verso la Cina. I responsabili politici europei stanno valutando come rispondere all'ondata di beni cinesi a prezzi competitivi, dai veicoli elettrici ai prodotti industriali, guidata dalla sovracapacità manifatturiera — una risposta che ha già compreso dazi sui veicoli elettrici cinesi introdotti nel 2024 a seguito di un'indagine antidumping della Commissione Europea sui sussidi — cercando al tempo stesso di preservare le relazioni commerciali e la cooperazione sugli obiettivi climatici. L'episodio esplora i compromessi implicati in un dibattito che si colloca all'intersezione tra competitività industriale, prezzi al consumo e relazioni diplomatiche del blocco.

Ricerche correlate di Capital Economics

Il prossimo governo brasiliano affronta una resa dei conti fiscale — L'economista senior per i mercati emergenti Liam Peach scrive che il prossimo governo brasiliano erediterà una posizione fiscale che richiede un inasprimento fiscale dell'ordine del 3,0% del PIL per stabilizzare il rapporto debito pubblico/PIL. Il debito pubblico lordo del Brasile è salito a livelli elevati negli ultimi anni, con gli oneri interest che assorbono una quota crescente delle entrate pubbliche.

L'Indonesia sostituisce il ministro delle Finanze in mezzo a segnali di reset delle politiche — L'economista senior per l'Asia Gareth Leather riferisce che la decisione dell'Indonesia, annunciata il 9 ottobre 2026, di sostituire il ministro delle Finanze Purbaya Yudhi Sadewa con il suo vice è uno sviluppo positivo, anche se servono ulteriori prove. Purbaya era stato nominato ministro delle Finanze a settembre 2025 dopo la rimozione improvvisa della ministro di lunga data Sri Mulyani Indrawati, una mossa che all'epoca had turbato i mercati finanziari.

Sanzioni "Economic D-Day" (agosto 2026) — L'economista capo per clima e materie prime David Oxley scrive che l'annuncio della "più grande offensiva finanziaria di sempre" da parte degli Stati Uniti alza la posta in gioco con l'Iran e potrebbe allargare la frattura tra le fazioni interne al Paese. Gli Stati Uniti mantengono ampie sanzioni sull'Iran da decenni, mirando alle sue esportazioni di petrolio e al sistema finanziario, e hanno ripetutamente inasprito le restrizioni su Teheran dal ritiro dall'accordo nucleare del 2015 nel 2018.

Fonte: Capital Economics — Weekly Briefing Podcast