NotizieAzioniWarren Buffett continua a guidare le scelte azionarie di Berkshire mentre si accendono gli allarmi sulle valutazioni di mercato

Warren Buffett continua a guidare le scelte azionarie di Berkshire mentre si accendono gli allarmi sulle valutazioni di mercato

Autore: Blockonomi·

Punti chiave

  • In un’intervista alla CNBC, Buffett ha affermato di aver personalmente avviato la partecipazione di Berkshire in Alphabet, apparsa per la prima volta nelle partecipazioni del conglomerato nel terzo trimestre dello scorso anno.
  • Greg Abel, diventato CEO a dicembre, si concentra sulla supervisione delle controllate operative di Berkshire e sulle acquisizioni, compreso il via libera all’operazione Taylor Morrison Home da 6,8 miliardi di dollari, anziché sulle decisioni di acquisto azionario.
  • La partecipazione di Berkshire in Alphabet è aumentata di circa 17 miliardi di dollari nel secondo trimestre fino a 37,77 miliardi di dollari, classificandosi al terzo posto tra le partecipazioni; successivamente il vantaggio su Coca-Cola si è ridotto a circa 20 milioni di dollari alla chiusura di venerdì.
  • Il rapporto CAPE dell’S&P 500 è salito a 40,6 a luglio, il livello più alto dal settembre 2000, e storicamente l’indice non ha mai registrato rendimenti triennali positivi da letture superiori a 40, con una media di -30%.
  • Gli analisti prevedono una crescita degli utili del 50% nel secondo trimestre per le società dell’S&P 500, la più forte al di fuori delle riprese post-recessione, lasciando aperto il dubbio se la forza degli utili guidata dall’IA possa sostenere le attuali valutazioni.
Warren Buffett continua a guidare le scelte azionarie di Berkshire mentre si accendono gli allarmi sulle valutazioni di mercato

Warren Buffett ha trasferito formalmente lo scorso dicembre a Greg Abel le responsabilità di amministratore delegato di Berkshire Hathaway, ma gli sviluppi recenti indicano che il passaggio di consegne al vertice non si è esteso al portafoglio azionario. Buffett resta il principale artefice delle scelte sui titoli del conglomerato e l’ultima attività trimestrale lo dimostra chiaramente.

Secondo Bloomberg News, il massiccio acquisto di azioni Alphabet da parte di Berkshire nel secondo trimestre — un’operazione da 10 miliardi di dollari — è nato da una conversazione nel fine settimana con Goldman Sachs. Mentre Abel ha dato rapida approvazione all’accordo, fonti citate da Barron’s rivelano che Buffett è stato la forza trainante dietro l’acquisto. In un’intervista alla CNBC condotta il mese scorso, Buffett ha dichiarato esplicitamente di aver personalmente “initiated” la posizione in Alphabet, emersa per la prima volta tra le partecipazioni di Berkshire nel terzo trimestre dell’anno precedente. La dimensione dell’operazione è rilevante perché i documenti depositati da Berkshire sono osservati con attenzione per capire come la società stia allocando il capitale in un mercato in cui i grandi indici già trattano a valutazioni elevate.

Chi dirige davvero il portafoglio azionario

Secondo l’analista di Barron’s Andrew Bary, Abel non dispone di credenziali sostanziali nella gestione di portafoglio e non sta dirigendo le decisioni di acquisto di azioni. Abel si concentra invece sulla supervisione delle varie controllate operative di Berkshire e sulla ricerca di opportunità di acquisizione per il conglomerato.

Abel ha comunque eseguito un caso rilevante di impiego di capitale. Ha approvato l’acquisizione di Taylor Morrison Home da 6,8 miliardi di dollari, anche se la transazione è stata finalizzata dopo la chiusura del secondo trimestre. Il secondo investimento più rilevante del trimestre, una posizione in Delta Air Lines, è attribuito al gestore di portafoglio Ted Weschler e non ad Abel. Questa ripartizione delle responsabilità aiuta a spiegare perché i movimenti azionari di Berkshire possano continuare a riflettere le preferenze di lunga data di Buffett, anche se la leadership quotidiana si sposta altrove.

Alphabet supera di poco Coca-Cola

La posizione di Berkshire in Alphabet è aumentata di circa 17 miliardi di dollari nel secondo trimestre, un incremento che ha portato il colosso tecnologico al terzo posto tra le partecipazioni del conglomerato. Al 30 giugno, Alphabet rappresentava un valore di mercato di 37,77 miliardi di dollari, superando di poco Coca-Cola, che era a 32,51 miliardi di dollari.

Le due partecipazioni si sono mosse in direzioni nettamente diverse da quella data di riferimento, con Alphabet in calo del 3,5% mentre Coca-Cola è salita del 12,1%. Alla chiusura di venerdì, il vantaggio di Alphabet su Coca-Cola si era ridotto a soli 20 milioni di dollari. Per chi osserva Berkshire, il confronto offre un’istantanea di come le decisioni di allocazione di un singolo trimestre possano rapidamente ridisegnare la classifica delle maggiori partecipazioni azionarie della società.

Preoccupazioni sulle valutazioni di mercato e il parametro CAPE

Oltre ai movimenti di portafoglio, Buffett ha lanciato a maggio un avvertimento completo sul mercato. Ha descritto gli investitori come animati da una “gambling mood” — trattando le azioni come puntate da casinò — e ha definito alcune valutazioni come “very silly”.

I dati di mercato danno peso a questa preoccupazione. Il rapporto prezzo/utili corretti per il ciclo (CAPE) dell’S&P 500, un parametro di valutazione sviluppato dal premio Nobel Robert Shiller, è salito a 40,6 a luglio. Si tratta del livello più alto registrato per il benchmark dalla crisi del mercato dot-com del settembre 2000. Valutazioni così elevate per l’S&P 500 si sono verificate solo nel 3% del periodo trascorso dal lancio dell’indice nel 1957.

Lo storico delle performance successive a letture del CAPE superiori a 40 delinea un quadro preoccupante. Partendo da livelli così elevati, l’indice non ha mai fornito rendimenti positivi nei successivi periodi triennali e la performance media su tre anni in questi scenari è stata un calo del 30%.

Gli analisti prevedono che le società componenti dell’S&P 500 registreranno una crescita degli utili del 50% nel secondo trimestre, il che rappresenterebbe la crescita più robusta al di fuori dei periodi di ripresa post-recessione. Alcuni osservatori di mercato suggeriscono che una solida crescita degli utili potrebbe giustificare le attuali valutazioni dell’indice, osservando che il parametro CAPE si basa su dati storici e non incorpora le traiettorie future degli utili. Resta aperto il punto se la forza degli utili trainata dall’intelligenza artificiale possa sostenere gli attuali livelli di mercato.