Il petrolio scende di 2 dollari su un rapporto non confermato di cessate il fuoco tra USA e Iran e riapertura di Hormuz
Punti chiave
- •Brent e WTI sono scesi ciascuno di circa due dollari al barile dopo che RIA Novosti ha riferito di un accordo di cessate il fuoco tra USA e Iran che includerebbe la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
- •La notizia del cessate il fuoco si basa su fonti militari pakistane e di sicurezza iraniane non identificate e non è stata confermata da Reuters, Bloomberg, Associated Press o da funzionari di Washington, Teheran o degli Stati del Golfo.
- •Testate di Stato iraniane come IRNA e Press TV, che storicamente si sono mosse rapidamente per confermare sviluppi favorevoli a Teheran, non avevano ripreso la notizia al momento della stesura.
- •Il ribasso prolunga un più ampio ritracciamento in cui il greggio è sceso per tre sedute consecutive e si trova circa cinque punti percentuali sotto i massimi della scorsa settimana, favorito anche da un pacchetto di sanzioni statunitensi considerato più mite del previsto.
- •I trader sono in attesa di conferme o smentite da agenzie occidentali, funzionari statunitensi o media di Stato iraniani, e vedono il rischio di una brusca inversione se non dovessero arrivare riscontri.

Brent e WTI sono scesi entrambi di circa due dollari nell'arco di un'ora sulla notizia, aggiungendosi a un ribasso che ha già riportato il greggio circa cinque punti percentuali sotto i massimi della scorsa settimana. Il movimento è rilevante perché gran parte del premio recente sul petrolio è legata ai timori attorno allo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per i flussi globali di greggio, quindi anche titoli non confermati possono cambiare rapidamente il tono del mercato. Ciononostante, la reazione appare eccessiva rispetto alla solidità delle fonti che la sostengono. Una singola agenzia che cita contatti militari e di sicurezza stranieri non identificati costituisce una base esile per una riprezizzazione da due dollari, e i trader dovrebbero vigilare su una brusca inversione qualora la notizia non guadagnasse credibilità su altre agenzie di stampa o sui media di Stato di Teheran nelle prossime ore.
Il petrolio sta scontando una voce, non un accordo confermato, e le fonti finora disponibili non sono proporzionate all'entità del movimento dei prezzi.
Brent e WTI sono scesi entrambi di circa due dollari al barile nell'ultima ora dopo che l'agenzia di Stato russa RIA Novosti ha riferito che tra Stati Uniti e Iran era stato concordato un cessate il fuoco. Il rapporto indicava inoltre che l'accordo includeva la libera navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, con un annuncio formale atteso nei prossimi giorni.
Secondo RIA, l'informazione si basa su resoconti di fonti militari pakistane e di sicurezza iraniane. La notizia non è stata confermata da Reuters, Bloomberg, Associated Press o altre grandi agenzie internazionali, né è stata confermata da funzionari di Washington, Teheran o degli Stati del Golfo. Testate di Stato iraniane come IRNA e Press TV, che storicamente si sono mosse rapidamente per confermare sviluppi favorevoli a Teheran, non avevano ripreso la notizia al momento della stesura.
I trader stanno considerando le fonti con cautela. La Russia non è parte diretta delle negoziazioni tra USA e Iran, e sarebbe uno schema inusuale che una testata di Stato russa fosse la prima a confermare una svolta nei colloqui tra Washington e Teheran. Il Pakistan ha svolto in più occasioni un autentico ruolo di mediazione nel conflitto, il che conferisce una certa plausibilità alla menzione di contatti militari pakistani, ma la catena di attribuzione rimane a diversi passaggi da qualsiasi conferma ufficiale.
Separatamente, gli operatori di mercato hanno notato che il direttore della CIA si trova attualmente a Mosca. Sebbene i tempi abbiano attirato l'attenzione, non vi è alcuna indicazione che la visita sia collegata alla sostanza del rapporto di RIA, e non dovrebbe essere interpretata come una prova di conferma.
Il movimento dei prezzi si aggiunge a un mercato già in indebolimento. Il greggio era sceso per tre sedute consecutive questa settimana dopo che un pacchetto di sanzioni statunitensi rivolto ai partner commerciali dell'Iran era stato considerato dai mercati meno severo del previsto, e dopo che erano emerse notizie di distinte iniziative di mediazione pakistane riguardanti una proposta legata all'esistente memorandum d'intesa tra USA e Iran. Su questo sfondo, una notizia non confermata di cessate il fuoco arrivata su un mercato già ribassista ha amplificato la reazione dei prezzi.
Le scrivanie sono in attesa di conferme o smentite da parte delle agenzie occidentali, di funzionari statunitensi o dei media di Stato iraniani nelle prossime ore. Data la ristrettezza delle fonti dietro l'informazione, un mancato riscontro aumenterebbe il rischio di una rapida inversione del movimento di oggi.