NotizieMacroIl Dipartimento di Stato USA critica il Brasile dopo il rifiuto dei visti a funzionari prima delle elezioni

Il Dipartimento di Stato USA critica il Brasile dopo il rifiuto dei visti a funzionari prima delle elezioni

Autore: Rawstory·

Punti chiave

  • Il Brasile ha negato i visti a Riley M. Barnes e Samuel Samson, due alti funzionari del Dipartimento di Stato USA che avrebbero dovuto visitare il Paese la prossima settimana.
  • Le elezioni del 4 ottobre dovrebbero vedere contrapposti il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente in carcere.
  • Persone vicine a da Silva hanno affermato che il governo brasiliano considerava la delegazione USA programmata collegata agli sforzi dei figli di Jair Bolsonaro per delegittimare le elezioni nel caso in cui Flávio Bolsonaro perdesse.
  • Il Dipartimento di Stato ha dichiarato false le accuse secondo cui la visita fosse finalizzata a compromettere le elezioni brasiliane.
  • Il tribunale elettorale brasiliano ha respinto le affermazioni che collegano le sue macchine per il voto a Smartmatic e afferma che gli osservatori internazionali hanno ritenuto sicuro il sistema.
Il Dipartimento di Stato USA critica il Brasile dopo il rifiuto dei visti a funzionari prima delle elezioni

Il Dipartimento di Stato USA ha criticato il Brasile sabato dopo che il Paese ha negato i visti a due alti funzionari dell’amministrazione Trump, tra le preoccupazioni a Brasília che la visita potesse far parte di un tentativo di compromettere le prossime elezioni presidenziali brasiliane, ha riportato The Wall Street Journal.

Le elezioni brasiliane del 4 ottobre vedranno contrapposti il presidente uscente di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva e il parlamentare di estrema destra Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Jair Bolsonaro sta attualmente scontando una pena detentiva di 27 anni per aver pianificato un colpo di Stato dopo la sconfitta contro da Silva nel 2022.

Flávio Bolsonaro ha incontrato il presidente Donald Trump alla Casa Bianca ed è ampiamente considerato il candidato preferito di Washington. Trump ha già imposto dazi al Brasile e sanzionato giudici della Corte Suprema per il procedimento contro Bolsonaro padre, rendendo la disputa sui visti l’ultimo punto di attrito in un rapporto già teso dal caso Bolsonaro e dalla posizione pubblica di Washington sulle elezioni brasiliane.

“Brazil’s Foreign Ministry said Saturday it had denied visas for Riley M. Barnes, assistant secretary from the State Department’s Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor, and ⁠Samuel Samson, a deputy assistant secretary of state,” the Journal’s report reads.

“Brazil’s government believes [a] planned delegation is part of a concerted effort by Jair Bolsonaro’s sons – including his son Eduardo, who lives in the U.S. – to discredit the elections in case Flávio Bolsonaro loses in October, said people close to da Silva.”

Il Dipartimento di Stato USA ha confermato al Journal che Barnes e Samson avrebbero dovuto recarsi in Brasile la prossima settimana per incontri sull’integrità elettorale e su altre questioni. Il dipartimento ha respinto le accuse secondo cui gli incontri fossero destinati a compromettere le elezioni brasiliane.

“Any insinuation of a ‘ploy’ to undermine a democratic nation’s election is a baseless lie,” the State Department said in a statement, according to the Journal.

I funzionari brasiliani sono stati recentemente allarmati da dichiarazioni sull’integrità elettorale fatte da Flávio Bolsonaro, molto simili a quelle promosse da Trump e dalla sua amministrazione. L’attenzione sulla tecnologia di voto è particolarmente sensibile in Brasile perché il tribunale elettorale del Paese ha difeso pubblicamente la sicurezza del suo sistema di voto elettronico contro accuse di frode.

“Brazilian officials said alarm bells went off in the capital of Brasília earlier this week when Flávio Bolsonaro told diplomats that the country’s electronic-voting machines were produced by the Venezuelan company Smartmatic, insinuating they were vulnerable to fraud,” the Journal’s report reads.

“Brazil’s election court has rejected those claims, saying that Smartmatic has never supplied voting machines used in Brazilian elections and that international observers have consistently found the country’s system to be secure.”