La Collins della Fed segnala disponibilità a un rialzo dei tassi a settembre se i dati lo richiederanno
Punti chiave
- •La presidente della Fed di Boston, Susan Collins, ha espresso disponibilità a sostenere un rialzo dei tassi alla riunione di settembre qualora i dati economici richiedessero un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.
- •Collins ha appoggiato la decisione di luglio di mantenere i tassi invariati e ha descritto l'attuale posizione di politica come moderatamente restrittiva anziché sufficientemente ferma.
- •Considera l'inflazione una preoccupazione maggiore rispetto ai segnali contrastanti del mercato del lavoro e ha invitato a non trarre conclusioni definitive dai singoli rapporti sull'occupazione.
- •Collins non ha diritto di voto nel Federal Open Market Committee quest'anno, il che significa che le sue posizioni politiche hanno un peso immediato inferiore rispetto a quelle dei membri votanti.
- •I mercati finanziari attualmente prezzano la probabilità di un cambiamento dei tassi del prossimo mese a circa pari probabilità, con il prossimo rapporto CPI atteso come fortemente influente.

La presidente della Federal Reserve di Boston, Susan Collins, ha indicato che sostenerebbe un aumento dei tassi di interesse alla riunione di settembre della Federal Reserve qualora i dati economici in arrivo richiedessero un irrigidimento della politica monetaria, pur precisando di aver appoggiato la decisione di mantenere i tassi invariati alla riunione di luglio.
Le osservazioni della Collins arrivano nel mezzo della più aggressiva campagna di irrigidimento monetario della Fed degli ultimi decenni, un ciclo che ha visto la banca centrale innalzare il proprio tasso di riferimento politico da livelli prossimi allo zero nel tentativo di riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2 per cento.
Collins ha descritto l'attuale posizione della politica della Fed come "moderatamente restrittiva", ma ha avvertito che le condizioni economiche dei prossimi mesi potrebbero richiedere un ulteriore irrigidimento della politica. Ha affermato che sarebbe pronta a raising i tassi in uno scenario del genere.
Sul mercato del lavoro, Collins ha messo in guardia dal trarre conclusioni definitive dalle ultime cifre sull'occupazione. Ha osservato che le assunzioni nel settore privato rimangono positive e che il tasso di disoccupazione è ancora relativamente stabile, pur riconoscendo che periodici periodi di crescita negativa dell'occupazione non dovrebbero sorprendere, così come letture inaspettatamente forti.
"C'è molto da osservare, ma l'inflazione è troppo alta", ha detto Collins, descrivendo i complessivi dati del mercato del lavoro come piuttosto contrastanti e individuando i rischi legati all'inflazione come la maggiore preoccupazione.
La trascrizione completa è disponibile qui (potrebbe essere a pagamento).
Collins non detiene un seggio con diritto di voto nel Federal Open Market Committee quest'anno, il che significa che le sue posizioni politiche hanno un peso immediato inferiore rispetto a quelle dei membri votanti. Ciononostante, i presidenti delle Federal Reserve regionali contribuiscono routinariamente al dibattito interno del comitato, e i loro commenti pubblici sono attentamente scrutinati dai mercati alla ricerca di segnali sull'ampiezza del consenso tra i policymaker. Le sue osservazioni sottolineano la accresciuta sensibilità dei funzionari della Fed ai dati in arrivo in vista della decisione di settembre.
Gli operatori di mercato attualmente considerano la prospettiva di una mossa sui tassi del prossimo mese come praticamente un lancio di moneta. I tempi delle osservazioni della Collins sono degni di nota, in quanto arrivano appena prima del rapporto sull'Indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti di luglio, uno dei barometri dell'inflazione più seguiti che la Fed monitora insieme all'indice dei prezzi delle spese di consumo personale (PCE). Le sue osservazioni attribuiscono ulteriore enfasi ai dati sull'inflazione, amplificando il significato di eventuali sorprese al rialzo o al ribasso.
Le comunicazioni della Federal Reserve, a seguito dei recenti cambiamenti nella forward guidance, hanno lasciato i mercati con minore chiarezza sul percorso politico di breve periodo. In seguito a quella che gli osservatori hanno descritto come una modifica nel tono della guidance, la Fed sembra subordinare fortemente qualsiasi decisione di settembre al prossimo giro di dati economici. Se i dati continuano ad arrivare senza un chiaro segnale direzionale, un'incertezza prolungata potrebbe diventare una caratteristica distintiva dell'attuale ciclo politico, complicando la pianificazione per imprese e famiglie.