NotizieMacroIl BOJ probabilmente alzerà i tassi a settembre e di nuovo a gennaio, secondo l’ex membro del board Adachi

Il BOJ probabilmente alzerà i tassi a settembre e di nuovo a gennaio, secondo l’ex membro del board Adachi

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • I trader attribuiscono circa l’80% di probabilità a un rialzo dei tassi della Bank of Japan nella decisione di politica monetaria del 18 settembre, secondo Adachi.
  • Adachi ha avvertito che mantenere i tassi fermi potrebbe innescare un nuovo indebolimento dello yen e un’accelerazione dell’inflazione importata, con la valuta vicina a 159 per dollaro.
  • Le richieste pubbliche del segretario al Tesoro USA Scott Bessent per tassi giapponesi più elevati danno al governatore Ueda copertura politica per agire nonostante la posizione pro-stimolo del governo Takaichi.
  • Adachi si aspetta un ulteriore rialzo a gennaio e stima che il tasso di riferimento possa infine raggiungere circa 2.75%, ben al di sopra della previsione mediana degli economisti di circa 1.5%.
  • L’inflazione core giapponese è salita all’1.8% a luglio, mentre la spesa dei consumatori è scesa dello 0.1% su base annua nel trimestre aprile-giugno, lasciando la debolezza della domanda domestica come rischio chiave per ulteriori strette aggressive.
Il BOJ probabilmente alzerà i tassi a settembre e di nuovo a gennaio, secondo l’ex membro del board Adachi

La Bank of Japan probabilmente alzerà il proprio tasso di interesse di riferimento il mese prossimo, confermando diffuse speculazioni di mercato, e potrebbe seguire con un altro aumento già a gennaio, secondo l’ex membro del board Seiji Adachi.

I trader attribuiscono circa l’80% di probabilità a un rialzo quando il board prenderà la prossima decisione di politica monetaria il 18 settembre, ha detto Adachi lunedì in un’intervista a Bloomberg (gated).

La valutazione dell’ex insider della BOJ è che la banca centrale si sia messa in trappola: con i mercati che prezzano così pienamente un rialzo di settembre, mantenere i tassi fermi ora comporta più rischi che muoversi. Con lo yen ancora debole nonostante l’intervento valutario coordinato USA-Giappone, Adachi ha avvertito che una decisione di lasciare i tassi invariati potrebbe riaccendere una vendita della valuta e aumentare il rischio di un’inflazione più rapida trainata dai costi elevati delle importazioni.

"The BOJ is pretty much boxed in. Markets have almost fully priced in a hike," he said. "If the BOJ doesn't hike, the yen could weaken sharply again."

Lo yen scambiava intorno a 159 per dollaro nel pomeriggio di lunedì a Tokyo, non lontano dal livello psicologicamente importante di 160. Un rialzo a settembre è ora quasi completamente prezzato dai mercati, il che significa che il rischio maggiore per la valuta riguarda un eventuale mantenimento inatteso dei tassi, più che il rialzo in sé.

Pressione politica da Washington

Adachi ha richiamato le dichiarazioni pubbliche del segretario al Tesoro USA Scott Bessent, che ha affermato che l’azione di politica economica dovrebbe seguire l’intervento sulla valuta e ha espresso la speranza che il governatore Kazuo Ueda porti i tassi più in alto. Quel sostegno, ha detto Adachi, offre a Ueda un’apertura utile per alzare i tassi, rendendo più difficile per il governo pro-stimolo della premier Sanae Takaichi opporsi a una mossa.

"Bessent has repeatedly indicated the BOJ is the next one to move," he said. "Given that, the government can't say stop it to the BOJ."

L’invito pubblico di Bessent a tassi giapponesi più elevati aggiunge una dimensione politica alla decisione, restringendo di fatto lo spazio per il governo pro-stimolo di Tokyo nel contrastare l’azione della BOJ.

Un percorso di rialzo più ripido

Adachi ha detto che il contesto inflazionistico del Giappone è abbastanza forte da rendere probabile che la BOJ continui ad aumentare i tassi oltre il rialzo previsto a settembre, con un ulteriore intervento più probabile a gennaio che a dicembre, che a suo avviso sarebbe percepito come troppo rapido.

Secondo lui, il ciclo di restrizione monetaria andrà ben oltre il livello dell’1.25% al 1.5% un tempo considerato terminale per questo ciclo. Usando un semplice calcolo basato sulla Taylor rule, ha stimato che il tasso di riferimento potrebbe dover salire fino a circa 2.75%, lasciandolo potenzialmente al 2% o poco più entro la fine del prossimo anno. Si tratterebbe di un livello decisamente più alto rispetto alla previsione mediana degli economisti, pari a circa 1.5%.

Se la visione di Adachi si rivelasse corretta e il ciclo di restrizione si estendesse verso il 2% o oltre nel corso del prossimo anno, questo segnerebbe un percorso sensibilmente più ripido rispetto alla previsione mediana, con implicazioni per i rendimenti dei JGB, le carry trade e il posizionamento sullo yen ben oltre la decisione immediata di settembre.

Le quotazioni di mercato risultano in larga misura allineate alla sua visione. Gli overnight index swap indicano una salita all’1.25% entro settembre, seguita da un ulteriore aumento di 25 punti base entro gennaio — una dinamica che, secondo Adachi, aiuta ad alleggerire l’onere di comunicazione della BOJ, lasciando che le aspettative si costruiscano gradualmente prima di qualsiasi mossa.

Inflazione in aumento, consumi in ritardo

L’inflazione core del Giappone è salita all’1.8% a luglio, il secondo aumento mensile consecutivo, e Adachi ha detto che ciò ha convinto molti economisti del settore privato che i costi legati al conflitto in Medio Oriente stiano iniziando a riflettersi sui prezzi giapponesi, dato l’elevato affidamento del Paese su energia e alimentari importati. Prevede che l’inflazione possa accelerare oltre il 2.5%.

Un rischio chiave per le prospettive, ha affermato, è la debolezza della spesa dei consumatori, scesa dello 0.1% su base annua nel trimestre aprile-giugno nonostante un contributo una tantum derivante da una domanda anticipata prima di un cambiamento normativo.

"Consumer spending is lacking momentum," Adachi said. "A key point to watch is whether the BOJ can keep raising aggressively if consumer spending remains weak due to the hit from higher inflation and higher rates."

I dati deboli sui consumi complicano il quadro, lasciando aperta la domanda su quanto la BOJ possa spingersi con ulteriori rialzi se la spesa delle famiglie resterà debole.