NotizieAzioniLeopold Aschenbrenner scommette miliardi sulle infrastrutture energetiche degli ex miner di Bitcoin per il calcolo AI

Leopold Aschenbrenner scommette miliardi sulle infrastrutture energetiche degli ex miner di Bitcoin per il calcolo AI

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • Situational Awareness LP deteneva un'esposizione azionaria di 13,67 miliardi di dollari al 31 marzo 2026, quasi il triplo dei 5,52 miliardi registrati a fine 2025.
  • Le posizioni principali del fondo includono gli ex miner di Bitcoin IREN, Core Scientific, Riot Platforms e CleanSpark, oltre a Bloom Energy e CoreWeave.
  • Il fondo ha dichiarato circa 7,46 miliardi di dollari in opzioni put su titoli dei semiconduttori, scommettendo che il vero collo di bottiglia dell'AI sia l'energia e le infrastrutture fisiche, non i chip.
  • A metà 2026 il fondo ha subito perdite significative tra la volatilità dei titoli AI e ha liquidato gran parte delle azioni quotate tramite una transazione con Citadel.
Leopold Aschenbrenner scommette miliardi sulle infrastrutture energetiche degli ex miner di Bitcoin per il calcolo AI

Leopold Aschenbrenner, l'ex ricercatore di OpenAI ora gestore di un fondo hedge, ha effettuato una delle scommesse più audaci della recente storia dei mercati. Il suo fondo, Situational Awareness LP, deteneva un'esposizione azionaria di 13,67 miliardi di dollari al 31 marzo 2026, quasi il triplo dei 5,52 miliardi registrati a fine 2025. La tesi centrale: gli ex miner di Bitcoin con ingenti infrastrutture energetiche rappresentano il vero investimento sul collo di bottiglia per la scalabilità dell'AI.

Aschenbrenner è noto soprattutto per 'Situational Awareness', un saggio del 2024 secondo cui l'intelligenza artificiale generale potrebbe arrivare entro la fine del decennio e che le espansioni della capacità di calcolo sarebbero il fattore decisivo per raggiungerla — una visione del mondo che incornicia direttamente il posizionamento del fondo. Il fondo stesso ha fatto notizia quando le sue dichiarazioni sono diventate pubbliche, offrendo una rara finestra su come un grande fondo guidato da una tesi stia operando sul tema delle infrastrutture AI.

Le principali posizioni del 24enne ricordano un roster di aziende che un tempo gestivano magazzini pieni di ASIC per il mining. IREN, Core Scientific, Riot Platforms e CleanSpark figurano in modo prominente nel portafoglio, accanto alla società energetica Bloom Energy e all'azienda di calcolo CoreWeave.

L'energia prima dei chip

La filosofia di investimento di Aschenbrenner ribalta la narrativa convenzionale sull'AI. Il suo fondo scommette sul fatto che i chip non siano più la vera risorsa scarsa. Secondo la sua visione, i vincoli reali alla scalabilità dell'AI sono l'energia e il territorio: assicurarsi connessioni alla rete, costruire sottostazioni e ottenere permessi edili.

La scommessa arriva nel bel mezzo di una documentata corsa all'elettricità nel settore AI, dove utility e gestori di rete negli Stati Uniti hanno segnalato un boom di richieste di interconnessione da parte di sviluppatori di data center, e le nuove strutture vengono sempre più localizzate in base alla disponibilità di energia piuttosto che alla connettività in fibra.

Gli ex miner di Bitcoin possiedono esattamente quegli asset. Nel corso degli anni hanno negoziato contratti di acquisto di energia, assicurato siti industriali vicino a elettricità economica e costruito le infrastrutture di raffreddamento ed elettriche necessarie per far funzionare migliaia di macchine a pieno regime. Al confronto, sostituire i mining rig con cluster di GPU è la parte relativamente facile.

Core Scientific ha già avviato questa transizione, annunciando accordi di hosting AI che includono contratti pluriennali destinati a generare ricavi sostanziali. In meno di quattro anni, l'azienda è passata dalla richiesta di bancarotta alla fine del 2022 a diventare uno dei titoli infrastrutturali AI più discussi. La svolta rispecchia un pattern più ampio nel settore: Hut 8, TeraWulf e altri ex miner hanno ugualmente firmato accordi di hosting AI o riconvertito asset energetici per il calcolo ad alte prestazioni, mosse che a volte hanno guidato forti rivalutazioni delle loro azioni quotate.

La copertura sui semiconduttori

Ciò che rende il posizionamento di Aschenbrenner particolarmente notevole è l'altro lato della transazione. Accanto alle posizioni lunghe su miner ed energia, il fondo ha dichiarato circa 7,46 miliardi di dollari in opzioni put su titoli dei semiconduttori.

La logica riflette la stessa tesi. Se l'energia e le infrastrutture fisiche sono il vero collo di bottiglia, il mercato potrebbe stare sopravvalutando l'offerta di chip e sottovalutando tutto ciò che sta a valle: il terreno, l'energia, i permessi e i sistemi di raffreddamento. Una GPU chiusa in una scatola non genera ricavi; una GPU collegata a un rack in una struttura con 200 megawatt di energia garantita sì.

Dal crypto al calcolo: la tendenza più ampia

CoreWeave, un'altra delle posizioni chiave del fondo, rappresenta l'espressione più pura di questa tesi. L'azienda è nata come operazione di mining di criptovalute prima di trasformarsi in un provider di cloud GPU, e da allora ha attratto miliardi in finanziamenti per costruire data center dedicati all'AI.

L'inclusione di Bloom Energy aggiunge un ulteriore livello. Bloom produce celle a combustibile a ossido solido in grado di generare energia in loco — una potenziale soluzione per i data center che non possono attendere anni per i potenziamenti della rete elettrica. Questo approccio 'behind-the-meter' sta suscitando crescente interesse nell'industria dei data center, dove le code di interconnessione alla rete possono durare anni nei mercati chiave.

Il drawdown e cosa verrà dopo

A metà 2026, Situational Awareness LP ha subito forti perdenze tra la più ampia volatilità dei titoli legati all'AI. Il drawdown è stato abbastanza significativo da spingere a una grande liquidazione di azioni quotate tramite una transazione con Citadel. L'episodio ricorda che il posizionamento concentrato e guidato da una tesi taglia in entrambi i sensi: la stessa leva sulla domanda di infrastrutture AI che ha alimentato la rapida crescita del fondo ha anche amplificato le perdenze quando il sentiment è cambiato.

Per chi valuta i miner nel portafoglio di Aschenbrenner, la metrica chiave non è più l'hash rate. È la capacità in megawatt sotto contratto per i carichi di lavoro AI e il differenziale di margine tra il mining di un Bitcoin e l'affitto di un rack a un'azienda AI. Da monitorare le future dichiarazioni sui termini contrattuali, sulla qualità creditizia degli inquilini e se la capacità AI prevista verrà effettivamente energizzata secondo i tempi — gli stessi fattori che metteranno alla prova la tesi dell'energia-prima-dei-chip.