Arthur Hayes afferma che Bitcoin non ha bisogno del CLARITY Act dopo il no del Senato
Punti chiave
- •Il Senato statunitense non ha avanzato il CLARITY Act con una votazione procedurale chiusa 49-50, al di sotto dei 60 voti necessari, dopo che quattro repubblicani si sono uniti ai democratici nell'opporvisi.
- •Bitcoin ha perso il supporto a 76.000 dollari ed è stata scambiata vicino a 75.700–76.000 dollari, mentre Ethereum, Solana e XRP hanno registrato cali di circa il 2–8% nel mercato crypto più ampio.
- •Il co-fondatore di BitMEX Arthur Hayes ha definito il CLARITY Act insignificante per Bitcoin, sostenendo che fattori macro come i Treasury statunitensi e i bond giapponesi contano più delle leggi USA sulla struttura di mercato per il suo prezzo.
- •Hayes ha mantenuto la previsione che Bitcoin raggiunga un nuovo massimo storico prima della fine del 2026, avvertendo però che un indeimento del mercato azionario statunitense potrebbe innescare vendite da margin call di asset liquidi, incluso Bitcoin.
- •Il CEO di Coinbase Brian Armstrong ha definito la battuta d'arresto una delusione, ma ha affermato che la chiarezza normativa può comunque emergere tramite SEC e CFTC, che stanno sviluppando regole più chiare per il settore.

Bitcoin è rimasto sotto pressione il 16 settembre dopo che il Senato statunitense non è riuscito ad avanzare il CLARITY Act, la proposta di legge sulla struttura di mercato bloccatasi in una votazione procedurale. BTC è stata scambiata vicino a 75.700–76.000 dollari, mentre Ethereum, Solana e XRP hanno registrato cali più ampi, di circa il 2–8%, nell'intero mercato crypto, come evidenziato da WuBlockchain.
Il co-fondatore di BitMEX Arthur Hayes ha affermato che la battuta d'arresto normativa non cambia le prospettive a lungo termine di Bitcoin. Ha sostenuto che le condizioni macroeconomiche contano più della proposta di legge statunitense sulla struttura di mercato per il prezzo di Bitcoin.
Hayes: “Bitcoin non ha bisogno del Clarity Act”
Intervenuto in una recente intervista podcast con Altcoin Daily, Hayes ha descritto il Clarity Act come “assolutamente insignificante” per Bitcoin. Ha aggiunto che l'unico baluardo creato dalla normativa sarebbe limitato ai mercati statunitensi e servirebbe principalmente ad attrarre fondi di venture capital. A suo avviso, la legge sarebbe alla fine dannosa per il settore crypto statunitense, limitando creatività e innovazione.
“I think the Clarity Act is a terrible thing for US crypto for actual creativity, useful things that have product-market fit. Bitcoin didn't need the Clarity Act from 2009 until the present; it doesn't need it for the future”, ha detto Hayes.
Hayes ritiene invece che il prezzo di Bitcoin sia ampiamente correlato a fattori macro come i Treasury statunitensi e i bond giapponesi. Ha inoltre criticato il governo statunitense, affermando che favorisce le aziende AI con sede negli USA e collabora con le banche per reperire capitale per salvarle, mostrando invece nessun interesse comparabile a investire persino nelle principali aziende crypto come Coinbase. In tal senso, ha sostenuto, Bitcoin e le aziende crypto restano relativamente indipendenti.
Hayes punta ancora a un nuovo massimo storico nel 2026
Durante un'intervista con The Rollup l'8 settembre — dichiarazioni diffuse anche da WuBlockchain — Hayes ha detto di attendersi che Bitcoin raggiunga un nuovo massimo storico prima della fine dell'anno. Ha indicato fattori strutturali a sostegno dell'allentamento monetario che potrebbero alla fine portare a un'emissione monetaria su larga scala, pur ritenendo che il ciclo politico statunitense possa influire sui tempi di attuazione delle politiche.
Secondo Hayes, un rally di Bitcoin potrebbe svolgersi come un impulso deciso, seguito da consolidamento e correzione prima di un nuovo movimento rialzista. Nella sua intervista ad Altcoin Daily, ha aggiunto di usare a malapena l'analisi tecnica per Bitcoin, preferendo seguire il lavoro dell'analista dei mercati azionari Milton Berg. Ha osservato che l'andamento del prezzo di Bitcoin ha seguito sempre più il mercato azionario statunitense, avvertendo che se le azioni USA si indebolissero, gli investitori che detengono asset simili a margine potrebbero ricevere margin call, spingendoli a vendere asset liquidi — con Bitcoin potenzialmente tra i primi.
Dopo il fallimento del CLARITY Act, Bitcoin ha perso il supporto a 76.000 dollari, rompendo il livello locale che aveva retto la recente struttura di mercato. L'attenzione si è ora spostata sulla fascia 60.000–70.000 dollari — con il prossimo supporto chiave individuato a 70.000 dollari — una zona di domanda importante per BTC. L'analista Beehive ha notato che se gli acquirenti difenderanno di nuovo questa zona, l'attuale ribasso potrebbe trasformarsi in una più ampia liquidity sweep. Tuttavia, la rottura della base macro più ampia rafforzerebbe lo scenarioassista.
Il CLARITY Act non raggiunge i 60 voti
Il CLARITY Act non è avanzato al Senato statunitense dopo che una votazione procedurale si è chiusa 49-50, al di sotto dei 60 voti necessari per far procedere la normativa crypto. Quattro repubblicani si sono uniti ai democratici votando contro la misura, come riportato da Reuters.
In qualità di legge sulla struttura di mercato, il CLARITY Act mira a definire come gli asset digitali sono classificati e quale regolatore statunitense — la SEC o la CFTC — li supervisiona, una questione centrale per il modo in cui le aziende crypto possono costruire e operare nel Paese.
Il CEO di Coinbase Brian Armstrong ha definito la battuta d'arresto del Senato una “delusione”. Tuttavia, ha affermato che la chiarezza normativa emergerà comunque tramite la SEC e la CFTC statunitensi, che stanno lavorando per portare regole più chiare per il settore. Con la legge in stallo, quel percorso guidato dalle autorità di regolamentazione — anziché una nuova legge — rappresenta ormai la principale via del settore verso regole statunitensi più chiare nel breve termine.
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. Gli investimenti in criptovalute comportano rischi, e gli sviluppi politici e macroeconomici possono causare forti volatilità di mercato.
Fonte: The Market Periodical