NotizieAzioniIl CEO di Apple John Ternus: l'azienda non lancerà l'IA “per il gusto dell'IA”

Il CEO di Apple John Ternus: l'azienda non lancerà l'IA “per il gusto dell'IA”

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • •Il CEO di Apple John Ternus ha dichiarato che l'azienda intende utilizzare l'IA in modo intensivo nei suoi prodotti, ma rifiuta di rilasciare funzionalità esistenti per il gusto di farlo.
  • •Apple dà priorità all'elaborazione on-device per l'IA, una strategia che contrasta con gli approcci basati sul cloud di molti servizi IA concorrenti.
  • •La versione più capace e aggiornata di Siri è stata ritardata di circa due anni ed è arrivata solo questa estate, diventando il simbolo più visibile delle presunte difficoltà di Apple nell'IA.
  • •Ternus ha respinto l'idea che gli agenti IA potrebbero sostituire lo sviluppo dei prodotti centrali di Apple, descrivendo la creazione di prodotti come un'attività fondamentalmente umana e personale.
  • •Ternus è diventato CEO di Apple il 1° settembre 2026, subentrando a Tim Cook dopo aver trascorso più di due decenni nell'organizzazione di ingegneria hardware dell'azienda.
Il CEO di Apple John Ternus: l'azienda non lancerà l'IA “per il gusto dell'IA”

Il nuovo amministratore delegato di Apple, John Ternus, ha un messaggio per chiunque ritenga l'azienda in ritardo nella corsa all'IA: non è in ritardo, sta semplicemente scegliendo il suo momento. In un'intervista a Steven Levy di Wired, Ternus ha difeso l'approccio misurato di Apple all'intelligenza artificiale dopo circa due anni in cui l'azienda è stata ampiamente descritta come in ritardo, sostenendo che Apple utilizzerà l'IA in modo intensivo nei suoi prodotti rifiutandosi di trattarla come un trucco di marketing.

"Non vogliamo lanciare l'IA per il gusto dell'IA", ha detto Ternus.

L'intervista è stata realizzata il 30 ottobre 2026 e la sua pubblicazione è coincisa con la settimana di lancio di un nuovo MacBook Pro con touchscreen, presentato da Apple a Los Angeles. Il tempismo ha collocato le dichiarazioni a circa due mesi dall'inizio del mandato di Ternus e accanto al lancio di un prodotto hardware, dando alla sua filosofia sull'IA un contesto di prodotto immediato.

Cosa ha detto davvero Ternus

Ternus ha detto a Levy che Apple farà ampio affidamento sull'IA nei prossimi prodotti, descrivendola come uno strumento che l'azienda intende pienamente utilizzare. Ha però tracciato un confine netto su come questa tecnologia verrà impiegata, segnalando che le funzionalità devono servire uno scopo chiaro per gli utenti anziché esistere per il gusto di farlo.

Ternus ha inoltre respinto l'idea che gli agenti IA potrebbero prendere il controllo del nucleo dell'attività di Apple. Ha descritto la creazione di prodotti come un'attività fondamentalmente umana e personale. A suo avviso, il software in grado di scrivere codice o generare design non sostituisce il giudizio che sta dietro a un buon prodotto.

Il problema Siri e la reputazione che ne è derivata

Negli ultimi due anni, Apple è stata ampiamente descritta come in ritardo rispetto ai rivali sull'IA, e la prova più grande era Siri. L'azienda ha ritardato il rilascio di una versione più capace del suo assistente vocale, e l'aggiornamento di Siri è arrivato solo questa estate.

Apple ha annunciato per la prima volta le funzionalità di Apple Intelligence nel 2024, costruendo la sua spinta sull'IA attorno a capacità integrate in iPhone, iPad e Mac anziché in un chatbot autonomo. Questa struttura lega la portata dell'IA di Apple agli iPhone, iPad e Mac che le persone possiedono già, anziché all'adozione di un prodotto separato. Il prolungato ritardo dell'aggiornamento personalizzato di Siri è diventato comunque il simbolo più visibile delle difficoltà dell'azienda e ha alimentato la percezione che fosse rimasta indietro rispetto a concorrenti più rapidi.

La risposta di Ternus è che Apple non ha mai cercato di vincere la stessa corsa di tutti gli altri. Anziché competere frontalmente con i principali sviluppatori di IA, l'azienda sta integrando l'intelligenza nelle app e nelle funzionalità che le persone utilizzano già.

Privacy ed elaborazione on-device come strategia

L'altro pilastro della proposta di Ternus riguarda il luogo in cui l'IA viene effettivamente eseguita. Apple dà priorità all'elaborazione on-device, il che significa che gran parte del calcolo avviene sul telefono o sul laptop dell'utente anziché su server remoti. L'enfasi sul calcolo locale contrasta con l'approccio basato sul cloud di molti servizi IA concorrenti, che in genere eseguono i loro modelli in grandi centri dati.

Ternus ha presentato la privacy e il beneficio per l'utente come elementi centrali del modo in cui Apple pensa all'IA. Ha anche segnalato un impegno verso la cybersecurity e verso l'idea di dispositivi come l'iPhone che agiscono come hub personale intelligente.

Questo approccio è una partenza deliberata dall'inseguimento di modelli IA generalisti di grandi dimensioni. Apple scommette che ai clienti interessino più i miglioramenti utili e privati che non quale azienda abbia il modello più grande nella classifica dei benchmark.

Un nuovo CEO, un copione familiare

Ternus ha assunto il ruolo di CEO di Apple il 1° settembre 2026, dopo l'addio di Tim Cook, che aveva guidato l'azienda dal 2011. A 51 anni, Ternus ha sottolineato la continuità con la leadership che ha ereditato. È entrato in Apple nel 2001 e ha trascorso più di due decenni nell'organizzazione hardware dell'azienda, ricoprendo infine il ruolo di senior vice president dell'ingegneria hardware prima di assumere la carica più alta.

Ciò che occorre osservare da qui in poi è l'esecuzione anziché i benchmark: con l'aggiornamento di Siri ormai in distribuzione e l'IA prevista per l'intera gamma, le funzionalità che Apple lancerà prossimamente mostreranno se l'orientamento “prima lo scopo, tutto on-device” verrà mantenuto.

Nel complesso, i commenti di Ternus presentano la strategia IA di Apple come una questione di tempismo deliberato anziché di assenza: l'azienda prevede di integrare l'IA in tutta la sua gamma di prodotti, ma alle sue condizioni e secondo i suoi tempi, con la privacy e l'utilità quotidiana — anziché il dominio nei benchmark — come priorità dichiarate.