Anthropic prevede azioni a super-voto per CEO Dario Amodei e co-fondatori in vista di una possibile IPO a fine 2026
Punti chiave
- •Anthropic sta emettendo azioni a super-voto per il CEO Dario Amodei e gli altri co-fondatori per assicurare il controllo prima di un IPO che potrebbe avvenire già a settembre o ottobre 2026, con Goldman Sachs, JPMorgan e Morgan Stanley riportate come coinvolte nell’operazione.
- •La società ha chiuso un round Series H da $65 billion il 28 maggio 2026, con una valutazione post-money di $965 billion, mentre nei colloqui con gli investitori è stata ipotizzata una valutazione in IPO superiore a $2 trillion.
- •Le azioni a super-voto dovrebbero affiancarsi, e non sostituire, l’attuale governance di Anthropic, in cui il Long-Term Benefit Trust supervisiona la missione e può eleggere e rimuovere una parte del consiglio di amministrazione.
- •Investitori istituzionali come CalPERS hanno criticato le strutture dual-class per l’indebolimento della responsabilità, e S&P Dow Jones Indices ha escluso le società con più classi di azioni dalle nuove inclusioni nell’S&P 500 dal 2017.
- •Anthropic è stata fondata nel 2021 da ex ricercatori di OpenAI guidati da Dario e Daniela Amodei e annovera Google e Amazon tra i suoi maggiori sostenitori.

Anthropic, la società di intelligenza artificiale dietro il chatbot Claude, sta creando una nuova classe di azioni a super-voto per il CEO Dario Amodei e gli altri co-fondatori, una ristrutturazione pensata per assicurare il loro controllo della società in vista della prevista quotazione in Borsa. Anthropic è stata fondata nel 2021 da ex ricercatori di OpenAI guidati da Dario e Daniela Amodei, e annovera Google e Amazon tra i suoi maggiori sostenitori.
La ristrutturazione è stata inizialmente riportata da The Information e successivamente confermata da Bloomberg. Avviene mentre Anthropic si prepara a un initial public offering che potrebbe tenersi già a settembre o ottobre 2026, con Goldman Sachs, JPMorgan e Morgan Stanley che, secondo quanto riportato, sono coinvolte nell’operazione.
Una struttura nota con una variante insolita
Le strutture azionarie dual-class sono da tempo un passaggio comune per i fondatori tecnologici che si avviano ai mercati pubblici. Mark Zuckerberg ne ha usata una per mantenere il controllo di Facebook attraverso anni di boicottaggi degli inserzionisti e audizioni al Congresso, mentre Evan Spiegel di Snap è andato oltre, emettendo azioni per il pubblico prive di qualunque diritto di voto.
La versione di Anthropic è più complessa a causa dell’insolita architettura societaria dell’azienda. Anthropic è organizzata come Public Benefit Corporation, il che significa che i suoi obblighi legali si estendono oltre gli azionisti e includono una più ampia missione sociale. Opera inoltre con un Long-Term Benefit Trust, un livello di governance pensato per mantenere intatti gli impegni dell’azienda sulla sicurezza dell’AI indipendentemente dalle pressioni di mercato di breve termine. I membri del trust sono selezionati per la loro assenza di interessi finanziari nella società e il trust ha il potere di eleggere e rimuovere una parte del consiglio di amministrazione di Anthropic. Anthropic non è sola in questa direzione: OpenAI ha completato una propria ristrutturazione nel 2025, trasferendo le attività for-profit in una Delaware public benefit corporation controllata dalla sua fondazione non profit.
Le azioni a super-voto per i fondatori dovrebbero affiancarsi a questa struttura, non sostituirla. In base all’assetto previsto, il trust continuerebbe a occuparsi della supervisione della missione, mentre i fondatori manterrebbero il controllo strategico quotidiano, anche se gli investitori esterni detengono una quota crescente della società.
I numeri dietro l’offerta
La riorganizzazione della governance non avviene nel vuoto. Anthropic ha chiuso un round di finanziamento Series H il 28 maggio 2026, raccogliendo $65 billion e raggiungendo una valutazione post-money di $965 billion.
Secondo la ricerca, nei colloqui con gli investitori è stata ipotizzata una possibile valutazione in IPO superiore a $2 trillion. Se quel dato fosse confermato, l’offerta si collocherebbe tra le più grandi quotazioni pubbliche della storia dei mercati.
Perché i fondatori vogliono tenere il timone
La logica delle azioni a super-voto è semplice: la pressione degli utili trimestrali e la ricerca AI di lungo periodo non si conciliano bene. Costruire modelli di frontiera è costoso, lento e incerto.
Anthropic ha chiarito di voler inquadrare la propria missione intorno alla sicurezza dell’AI insieme alla sostenibilità commerciale. Mantenere il controllo ai fondatori rende più difficile per gli azionisti attivisti spingere la società verso una monetizzazione più rapida a scapito dell’agenda di ricerca che definisce il marchio.
Detto questo, la struttura di governance sarà sottoposta a scrutinio. Gli investitori istituzionali, in particolare quelli con mandati ESG, sono diventati sempre più scettici nei confronti delle strutture dual-class. Il California Public Employees' Retirement System e altri grandi fondi pensione hanno sostenuto che tali assetti indeboliscono la responsabilità, isolando il management dalle conseguenze. C’è anche una questione di tempistiche. Annunciare azioni a super-voto prima di un IPO è prassi standard, il tipo di elemento che si preferisce inserire nei documenti d’offerta piuttosto che imporre agli azionisti dopo la quotazione. La finestra dell’autunno 2026 offre alla società margine sufficiente per definire i termini di governance, completare le pratiche regolamentari e consentire al mercato di assimilare la struttura prima del pricing day.