La stagione degli utili AI divide le azioni software: Palantir (PLTR) decolla mentre Datadog (DDOG) e Figma scivolano
Punti chiave
- •Datadog e Figma hanno entrambe superato le aspettative di utili trimestrali, ma hanno subito cali azionari superiori al 15% a causa delle preoccupazioni degli investitori riguardo alle pressioni sui margini legate all'AI.
- •Figma assorbe tutti i costi di inferenza AI per le funzionalità in beta senza addebitare tariffe di utilizzo ai clienti, creando un profilo di spesa fondamentalmente diverso rispetto ai tradizionali modelli di erogazione SaaS.
- •Il balzo del 30% delle azioni Palantir a seguito di forti risultati di ricavi evidenzia che le aziende che integrano l'AI in contratti aziendali di lungo termine affrontano meno pressioni sui margini rispetto ai concorrenti basati su abbonamenti.
- •L'iShares Expanded Tech-Software Sector ETF ha perso più del 2% giovedì e rimane circa il 3% al di sotto del proprio livello di partenza per l'anno, pur avendo recuperato oltre il 35% dai minimi di aprile.
- •Le liquidazioni forzate presso l'hedge fund specializzato in AI Situational Awareness hanno intensificato la pressione al ribasso sui titoli legati alle infrastrutture durante i mesi estivi e hanno complicato il quadro generale degli investimenti in AI.

Giovedì ha portato una volatile sessione di contrattazione per i titoli software, mentre i report sugli utili trimestrali hanno sottolineato la difficoltà di individuare chiari vincitori tra le aziende basate sull'AI. Pur superando le aspettative sia in termini di ricavi che di profitti, Datadog (DDOG) e Figma hanno visto i propri corsi azionari scendere di oltre il 15%.
Le preoccupazioni sulla redditività sono state il principale motore delle vendite. Datadog ha riportato un margine di profitto lordo rettificato dell'80%, mancando di poco le previsioni di Wall Street dell'80,7%. Sebbene la discrepanza sembri ridotta, ha alimentato l'inquietudine degli investitori riguardo al potenziale dell'AI di erodere le consolidate strutture di profitto del settore software. Storicamente, le aziende software hanno goduto di valutazioni premium fondate sull'assunzione di margini elevati costanti e di una crescita dei ricavi scalabile, rendendo anche una modesta compressione dei margini un segnale sensibile per gli investitori che valutano se l'integrazione dell'AI rafforzi o minacci quel modello economico.
Figma ha affrontato una dinamica simile. La piattaforma di collaborazione per il design ha superato le aspettative di utili, ma ha avvertito che i crescenti costi di inferenza AI stanno comprimendo i propri margini. Attualmente l'azienda assorbe i costi computazionali dell'elaborazione dei prompt AI dei clienti per le funzionalità in beta senza applicare tariffe di utilizzo. Questa struttura dei costi rappresenta una sfida industriale più ampia: man mano che i fornitori di software integrano capacità di AI generativa nei propri prodotti, i costi di calcolo variabili associati all'esecuzione dei modelli di inferenza creano un profilo di spesa fondamentalmente diverso rispetto alla tradizionale erogazione SaaS basata su cloud, dove i costi marginali per ogni utente aggiuntivo sono minimi.
"Non addebitiamo ai clienti l'utilizzo dei prodotti attualmente in beta e sosteniamo noi il costo dell'inferenza senza un offset dei ricavi di consumo", ha dichiarato il CFO di Figma Praveer Melwani durante la conference call sugli utili dell'azienda.
Performance divergente tra le aziende software
La stagione degli utili ha prodotto risultati misti nel panorama software. Palantir (PLTR) è sursa del 30% martedì dopo aver riportato una forte crescita dei ricavi. Durante la conference call con gli analisti, l'azienda ha sfidato direttamente OpenAI e Anthropic, mettendo in discussione le loro capacità nell'AI aziendale. Il modello commerciale di Palantir differisce strutturalmente da molti concorrenti sotto pressione: i suoi contratti con clienti governativi e di grandi imprese tendono a integrare le capacità AI in distribuzioni di lungo periodo e ad alto valore, anziché inserirle in livelli di abbonamento self-service in cui i costi di inferenza scalano con l'attività del singolo utente.
Cloudflare e JFrog hanno entrambe pubblicato risultati trimestrali incoraggianti e registrato guadagni settimanali. Queste aziende hanno inquadrato l'intelligenza artificiale come un catalizzatore di crescita piuttosto che come una minaccia per i propri business, posizionandosi all'interno dello stack infrastrutturale AI, dove la domanda di content delivery, sicurezza e gestione della supply chain del software cresce di pari passo con l'adozione diffusa dell'AI.
HubSpot e Salesforce sono state tra gli altri declinatori di rilievo durante il periodo.
Prospettive per il settore software
L'iShares Expanded Tech-Software Sector ETF ha perso più del 2% giovedì. Sebbene il fondo abbia recuperato oltre il 35% dal minimo di aprile, rimane circa il 3% al di sotto del proprio valore di inizio anno.
A titolo di confronto, il PHLX Semiconductor Index è sceso del 15% dall'inizio di luglio. I titoli software hanno mostrato una forza relativa rispetto ai produttori di chip in questo periodo compresso, sebbene un divario significativo di performance persista su orizzonti temporali più lunghi.
Il tema degli investimenti in AI ha incontrato ulteriori ostacoli a causa delle liquidazioni forzate presso Situational Awareness, un hedge fund specializzato in AI. Queste vendite obbligatorie hanno intensificato la pressione sui titoli legati alle infrastrutture durante i mesi estivi e hanno alimentato speculazioni su una migrazione di valore verso le aziende a livello applicativo.
Tuttavia, l'attuale round di comunicazioni degli utili suggerisce che questa narrativa non è uniforme. Persino Alphabet ha riorganizzato la propria divisione di ricerca sull'AI dopo un periodo di plauso industriale per il suo approccio allo sviluppo.
Gli investitori che anticipano una ripresa generalizzata del settore software si stanno confrontando con la sfida del tempismo. Il netto contrasto tra vincitrici come Palantir e società sottoperformanti come Datadog illustra come questo segmento rimanga altamente incerto nell'ambiente attuale, con esiti che dipendono non semplicemente dal fatto che un'azienda sia "correlata all'AI", ma dalle specifiche dinamiche economiche con cui ciascun business monetizza le funzionalità intelligenti rispetto ai costi di calcolo che queste generano.