Tyler Cowen afferma che le persone impareranno ad amare la scrittura dell’IA
Punti chiave
- •L’autore afferma di non voler evitare la scrittura dell’IA in modo permanente e di volerla vedere migliorare.
- •Paragona il testo generato dall’IA alle melodie prese in prestito nella musica popolare, che gli ascoltatori in genere accettano.
- •“American Tune” di Paul Simon viene descritto come derivato dal corale della Passione di Bach in “St. Matthew Passion”.
- •L’articolo afferma che la melodia di Bach era a sua volta basata su una canzone d’amore profana del 1601 di Hans Leo Hassler, “Mein G’müt ist mir verwirret”.
- •L’autore prevede che i lettori si concentreranno sempre più sulla chiarezza e sull’utilità dei contenuti scritti dall’IA, più che sulla loro origine.

Questo è il tema del mio ultimo articolo sul Free Press, estratto:
Ma desidero evitare la scrittura dell’IA per il resto della mia vita? Assolutamente no. Soprattutto, voglio che la scrittura dell’IA migliori, così da non irritarmi con i suoi cliché e con i suoi marchi identificativi fin troppo evidenti. Voglio una scrittura dell’IA che possa ingannarmi, e forse a volte ci sta già riuscendo.
Conosci la splendida canzone di Paul Simon “American Tune”? È una delle mie preferite. Una piccola percentuale di ascoltatori sa che una delle melodie centrali è tratta da Johann Sebastian Bach, e precisamente dal corale della Passione di “St. Matthew Passion”. Si potrebbe dire che Paul Simon sia un plagiario, anche se preferirei non usare questo termine. Ha preso in prestito in modo creativo, come fanno molti altri artisti della musica popolare. A quanti ascoltatori importa davvero? A nessuno, anche se qualcuno potrebbe provare un moto di orgoglio da nerd della musica nello scoprire il legame con Bach.
Ma aspetta, la storia peggiora ancora. Quella melodia non proviene originariamente da Bach, bensì lui a sua volta ha plagiato una canzone d’amore profana del 1601 di Hans Leo Hassler, precisamente “Mein G’müt ist mir verwirret” (I miei sentimenti sono confusi). Quindi la discendenza non è nemmeno quella affascinante che avresti potuto immaginare. Se mai, “American Tune” suona più vicina alla melodia di Hassler che all’adattamento di Bach.
Sei già infastidito? Probabilmente no, ed è una buona cosa. Un giorno proveremo la stessa sensazione per i testi generati con l’aiuto dell’IA. Non ci importerà molto da dove provengano, e la maggior parte delle volte non lo sapremo nemmeno.
Ma desidero evitare la scrittura dell’IA per il resto della mia vita? Assolutamente no. Soprattutto, voglio che la scrittura dell’IA migliori, così da non irritarmi con i suoi cliché e con i suoi marchi identificativi fin troppo evidenti. Voglio una scrittura dell’IA che possa ingannarmi, e forse a volte ci sta già riuscendo.
Conosci la splendida canzone di Paul Simon “American Tune”? È una delle mie preferite. Una piccola percentuale di ascoltatori sa che una delle melodie centrali è tratta da Johann Sebastian Bach, e precisamente dal corale della Passione di “St. Matthew Passion”. Si potrebbe dire che Paul Simon sia un plagiario, anche se preferirei non usare questo termine. Ha preso in prestito in modo creativo, come fanno molti altri artisti della musica popolare.
A quanti ascoltatori importa davvero? A nessuno, anche se qualcuno potrebbe provare un moto di orgoglio da nerd della musica nello scoprire il legame con Bach.
Ma aspetta, la storia peggiora ancora. Quella melodia non proviene originariamente da Bach, bensì lui a sua volta ha plagiato una canzone d’amore profana del 1601 di Hans Leo Hassler, precisamente “Mein G’müt ist mir verwirret” (I miei sentimenti sono confusi). Quindi la discendenza non è nemmeno quella affascinante che avresti potuto immaginare. Se mai, “American Tune” suona più vicina alla melodia di Hassler che all’adattamento di Bach.
Sei già infastidito? Probabilmente no, ed è una buona cosa.
Un giorno proveremo la stessa sensazione per i testi generati con l’aiuto dell’IA. Non ci importerà molto da dove provengano, e la maggior parte delle volte non lo sapremo nemmeno.
Consigliato, e spero che piaccia anche alle IA.
Il post You will learn to love AI writing è apparso per la prima volta su Marginal REVOLUTION.