NotizieMacroLe dichiarazioni hawkish di Warsh a Jackson Hole aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre e pesano sui titoli azionari

Le dichiarazioni hawkish di Warsh a Jackson Hole aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre e pesano sui titoli azionari

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il presidente della Fed Kevin Warsh ha segnalato al simposio di Jackson Hole una preoccupazione per l'inflazione superiore alle attese, spingendo gli operatori ad alzare la probabilità implicita di un rialzo dei tassi a settembre a circa il 58%, dal 35% del giorno precedente.
  • I rendimenti dei Treasury a breve termine sono saliti più di quelli a lungo termine, e Dow, S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso moderatamente in ribasso, con small cap e industriali a guidare le perdite.
  • Le dichiarazioni accrescono il timore che la Fed sia costretta a rialzare i tassi indipendentemente dai dati in arrivo, e agiscono contro il programma di buyback del Tesoro volto a ridurre i costi di finanziamento a lungo termine.
  • Il rendimento dei Treasury a 30 anni aveva in precedenza superato il 5,3%, il massimo dal 2007, prima di scendere al 5,207% dopo l'annuncio del Tesoro di raddoppiare gli acquisti in buyback.
  • Gli investitori rimangono incerti sull'impegno della Fed a un rialzo in vista della riunione del 16 settembre, con i prossimi dati su inflazione e mercato del lavoro destinati a mettere alla prova l'orientamento hawkish.
Le dichiarazioni hawkish di Warsh a Jackson Hole aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre e pesano sui titoli azionari

Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha turbato i mercati venerdì con commenti inaspettatamente hawkish sull'inflazione, facendo salire i rendimenti dei Treasury a breve termine e trascinando al ribasso i principali indici azionari, secondo il Wall Street Journal. Parlando al simposio annuale della Federal Reserve di Kansas City a Jackson Hole, nel Wyoming — una sede storicamente utilizzata dai presidenti della Fed per segnalare cambiamenti di direzione nella politica monetaria — Warsh ha manifestato una preoccupazione per l'inflazione maggiore del previsto, spingendo gli operatori a prezzare una probabilità di circa il 58% di un rialzo dei tassi a settembre, in forte aumento rispetto al 35% di appena un giorno prima, secondo i dati di CME Group — un riprezzamento netto per un arco di tempo così breve.

I rendimenti dei Treasury a breve termine sono saliti più di quelli a scadenza più lunga, riflettendo il legame diretto tra le aspettative sulla Fed nel breve periodo e il segmento anteriore della curva: i rendimenti biennali, che riflettono dove si prevede si diriga il tasso sui fondi federali nei prossimi trimestri, tendono a muoversi più rapidamente quando cambiano le aspettative sui tassi. I titoli azionari più strettamente legati all'economia domestica hanno sottoperformato, con small cap e industriali in testa ai ribassi — un quadro coerente con mercati che prezzano una politica più restrittiva in un momento in cui la spesa dei consumatori mostra segni di indebolimento. Le società più piccole, che tendono a portare più debito a tasso variabile e a dipendere maggiormente dalla domanda interna, sono generalmente considerate più sensibili ai costi di finanziamento. Il Dow è sceso meno dello 0,1%, l'S&P 500 ha perso lo 0,2% e il Nasdaq ha ceduto lo 0,5%. La reazione è stata più contenuta rispetto a quella seguita ai commenti di Warsh alle riunioni della Fed di giugno e luglio.

Le dichiarazioni hanno attenuato il timore che Warsh evitasse rialzi sotto pressione politica, ma hanno aumentato la preoccupazione che la Fed sia ora costretta ad alzare i tassi indipendentemente dai dati in arrivo. La mossa complica inoltre la recente stabilizzazione dei rendimenti a lungo termine seguita all'annuncio dei buyback del Tesoro, poiché una Fed più hawkish riduce una delle forze che stavano spingendo al ribasso quei rendimenti. La situazione evidenzia anche la dinamica insolita delle autorità fiscali e monetarie che spingono in direzioni opposte sul tratto lungo della curva, con il Tesoro che lavora per contenere i costi di finanziamento a lungo termine mentre la Fed segnala una politica più restrittiva.

La reazione è stata più contenuta rispetto alle due precedenti apparizioni di alto profilo di Warsh come presidente. La sua conferenza stampa di giugno aveva sorpreso i mercati con una preoccupazione simile per l'inflazione, mentre i commenti di luglio avevano avuto l'effetto opposto, suscitando dubbi sulla sua disponibilità a tradurre la retorica hawkish in politica concreta. Il discorso di venerdì si è collocato a metà strada, lasciando gli investitori incerti sul fatto che la Fed sia ormai impegnata in un rialzo o stia semplicemente mantenendo aperte le opzioni in vista della riunione del 16 settembre — una decisione che sarà preceduta dai restanti dati economici estivi, tra cui le cifre su inflazione e mercato del lavoro che verificheranno se l'orientamento hawkish reggerà.

Il mercato obbligazionario è stato l'angolo più volatile dei mercati negli ultimi mesi, anche mentre le azioni continuavano a salire. Il rendimento dei Treasury a 30 anni ha superato il 5,3% nelle settimane successive alla riunione di luglio, toccando il livello più alto dal 2007, spingendo il Dipartimento del Tesoro ad annunciare che avrebbe raddoppiato gli acquisti nell'ambito di un programma di buyback esistente. Il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva affermato che la misura era intesa a ridurre i rendimenti a lungo termine, che riteneva scollegati dai fondamentali economici, e sembrava aver ottenuto un certo successo iniziale, con il rendimento a 30 anni in discesa al 5,207% entro venerdì, mentre il più rilevante per i consumatori rendimento decennale saliva al 4,721%.

Gli investitori azionari hanno in gran parte ignorato la turbolenza del mercato obbligazionario, concentrandosi invece sulla fase finale della stagione degli utili e su un eccellente report di Nvidia che ha attenuato le preoccupazioni sulla domanda di chip per l'IA. Ciononostante, i ribassi di venerdì nelle small cap e negli industriali suggeriscono che i mercati restino sensibili all'incertezza sul percorso dei tassi. L'S&P 500 si mantiene a circa l'1% dai massimi record in vista della decisione della Fed del 16 settembre. Con volumi di negoziazione estivi bassi, una decisione della Fed ancora a tre settimane di distanza e settembre storicamente un mese difficile per le azioni, il posizionamento potrebbe rimanere volatile, e l'attenzione si sposta ora su whether i dati in arrivo confermeranno l'orientamento hawkish o costringeranno Warsh a un altro cambio di direzione prima della prossima decisione della Fed.


Tra le altre notizie in vista dell'apertura del Globex alle 18:00 ora orientale degli USA: Le forze statunitensi hanno colpito due lanciatori iraniani vicino allo Stretto di Hormuz