NotizieCryptoI gestori patrimoniali di Wall Street sostengono il CLARITY Act sulle criptovalute mentre si avvicina la scadenza al Senato

I gestori patrimoniali di Wall Street sostengono il CLARITY Act sulle criptovalute mentre si avvicina la scadenza al Senato

Autore: Blockonomi·

Punti chiave

  • •BlackRock, Charles Schwab, Fidelity, Goldman Sachs e Grayscale hanno ciascuna espresso sostegno al CLARITY Act in modo indipendente.
  • •La legislazione dividerebbe la supervisione sugli asset digitali tra SEC e CFTC, aggiungendo requisiti antiriciclaggio per i principali intermediari.
  • •La Camera ha approvato H.R. 3633 nel luglio 2025 e la Commissione bancaria del Senato ha fatto avanzare la propria versione nel maggio 2026.
  • •La senatrice Cynthia Lummis ha pubblicato il 22 luglio un testo aggiornato che combina il lavoro delle commissioni Banking e Agriculture del Senato.
  • •Il disegno di legge deve ancora affrontare obiezioni irrisolte su norme etiche, protezione degli investitori, sicurezza nazionale e incentivi legati alle stablecoin.
I gestori patrimoniali di Wall Street sostengono il CLARITY Act sulle criptovalute mentre si avvicina la scadenza al Senato

Cinque grandi società di gestione patrimoniale di Wall Street hanno espresso sostegno al Digital Asset Market Clarity Act, noto come CLARITY Act, sebbene ciascuna lo abbia fatto in modo indipendente e non tramite una dichiarazione coordinata del settore. Mentre il Senato si avvicina a una scadenza critica prima della pausa di agosto, il destino del disegno di legge dipende dal raggiungimento dei 60 voti necessari per superare gli ostacoli procedurali.

Un post virale di Crypto Rover ha riacceso l’attenzione pubblica sulla proposta, collegando BlackRock, Charles Schwab, Fidelity, Goldman Sachs e Grayscale e rilevando che i loro asset combinati si avvicinano a circa $50 trillion.

Together, these asset managers manage roughly $50 TRILLION in assets. The total crypto market cap is only $2.2T. The next bull market will be absolutely WILD.

— Crypto Rover (@cryptorover) July 25, 2026

Quella cifra ha suscitato notevole interesse, poiché il mercato globale delle criptovalute era valutato circa $2.29 trillion, in linea con la stima di $2.2 trillion indicata nel post. Il confronto con $50 trillion segnala la scala istituzionale, pur aggregando asset misurati in modi diversi tra le società. È importante sottolineare che le cinque società non hanno rilasciato un endorsement congiunto: ciascuna ha espresso le proprie posizioni, modellate da interessi commerciali e priorità regolamentari distinti.

Il sostegno di Wall Street spazia dalla custodia crypto alla tokenizzazione

La divisione Public Policy di Fidelity ha esortato i legislatori ad approvare il CLARITY Act, sostenendo che regole federali chiare rafforzerebbero la fiducia degli investitori e preserverebbero la competitività degli Stati Uniti nei mercati degli asset digitali. Il CEO di Goldman Sachs, David Solomon, ha sostenuto l’avanzamento della misura nonostante imperfezioni riconosciute, affermando che il quadro potrebbe promuovere stabilità e favorire un contesto competitivo più equilibrato.

Grayscale ha appoggiato la legislazione, descrivendola come una base giuridica per sviluppatori, emittenti di token e intermediari regolamentati di asset digitali. La posizione di Charles Schwab è stata illustrata dallo strategist Jim Ferraioli, che ha indicato il disegno di legge come un catalizzatore fondamentale per l’adozione di Bitcoin e per un più ampio coinvolgimento istituzionale.

La divisione di ricerca di BlackRock ha analogamente presentato la proposta come una componente importante del quadro normativo in evoluzione per gli asset tokenizzati. Tuttavia, le dichiarazioni disponibili non indicano che tutte e cinque le società abbiano firmato una dichiarazione comune o assunto impegni identici. I loro interessi comprendono prodotti negoziati in borsa, custodia istituzionale, servizi di intermediazione, tokenizzazione e infrastrutture dei mercati degli asset digitali. Ogni società ha quindi affrontato la legislazione da una diversa prospettiva commerciale e regolamentare, e i loro endorsement separati riflettono una domanda condivisa di regole più chiare più che una campagna unitaria del settore.

Per le grandi istituzioni finanziarie, l’importanza del disegno di legge è legata meno al lancio di un singolo prodotto che alla classificazione giuridica degli asset digitali e agli obblighi di conformità associati a negoziazione, custodia, emissione e regolamento. Confini normativi più chiari potrebbero influenzare il modo in cui le società regolamentate strutturano i servizi sugli asset digitali, mentre regole irrisolte continuano a incidere su quanta attività rimanga al di fuori dei canali finanziari tradizionali.

Si avvicina il voto al Senato mentre persistono dispute su supervisione e stablecoin

La Camera ha approvato H.R. 3633 con un voto di 294-134 nel luglio 2025, fornendo uno slancio bipartisan ampio ma incompleto. I progressi sono proseguiti nel maggio 2026, quando la Commissione bancaria del Senato ha fatto avanzare la propria versione con un margine di 15-9.

Sulla base di questi passaggi, la senatrice Cynthia Lummis ha pubblicato il 22 luglio un testo aggiornato del disegno di legge, combinando il lavoro delle commissioni Banking e Agriculture del Senato. Ciononostante, la legislazione richiede ancora un sostegno bipartisan sufficiente per superare la soglia procedurale dei 60 voti al Senato.

L’ultima versione dividerebbe la supervisione sugli asset digitali tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC). Imporrebbe inoltre requisiti antiriciclaggio ai principali intermediari, preservando al contempo le leggi esistenti sui titoli per le azioni tokenizzate. Un compromesso proposto vieterebbe gli interessi passivi sui saldi in stablecoin, consentendo però determinati incentivi direttamente collegati alle transazioni.

Questa ripartizione tra agenzie è centrale nel dibattito, perché la regolamentazione statunitense degli asset digitali dipende da tempo dalla questione se specifici asset e attività di mercato rientrino nella normativa sui titoli o in quella sulle commodity. L’approccio del disegno di legge non eliminerebbe la supervisione federale, ma definirebbe quale autorità di regolamentazione abbia competenza primaria sulle diverse parti del mercato e come gli intermediari debbano operare secondo le regole federali.

Restano irrisolti diversi disaccordi politici. I Democratici del Senato sostengono che le disposizioni etiche del disegno di legge non affrontino adeguatamente potenziali conflitti di interesse che coinvolgono funzionari eletti. La senatrice Elizabeth Warren ha individuato ulteriori lacune relative alla protezione degli investitori e alla sicurezza nazionale. Separatamente, i gruppi bancari hanno espresso preoccupazione che gli incentivi legati alle stablecoin possano attrarre depositi lontano dalle istituzioni regolamentate.

Con l’avvicinarsi della pausa di agosto del Senato, i legislatori dispongono di una finestra ristretta per raggiungere l’accordo bipartisan necessario a far avanzare il disegno di legge.