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Il CEO di Vitol vede una ripresa della domanda di petrolio della Cina e definisce insostenibile il divario delle importazioni

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il CEO di Vitol Russell Hardy ha detto che la domanda cinese di importazioni di petrolio è destinata a riprendersi, definendo insostenibile il divario di 5-6 milioni di barili al giorno tra le importazioni cinesi di greggio del 2025 e del 2026.
  • Hardy prevede che la domanda globale di petrolio scenderà di 1,5 milioni di barili al giorno nel 2026 rispetto al 2025.
  • Le interruzioni nello stretto di Bab el-Mandeb hanno colpito 2-3 milioni di barili al giorno di esportazioni saudite, mentre circa 10 milioni di barili al giorno di greggio e prodotti continuano a uscire dal Medio Oriente attraverso lo Stretto di Hormuz.
  • Le scorte globali di prodotti raffinati sono ancora in calo, indicando che il consumo continua a superare l'offerta.
  • La Russia ha importato 500.000-600.000 tonnellate di benzina al mese durante l'estate, segnale di tensione nel settore della raffinazione sotto sanzioni e interruzioni causate da droni.
Il CEO di Vitol vede una ripresa della domanda di petrolio della Cina e definisce insostenibile il divario delle importazioni

Il CEO di Vitol, Russell Hardy, ha affermato che la domanda cinese di importazioni di petrolio è destinata a riprendersi, descrivendo l'attuale divario di 5-6 milioni di barili al giorno tra le importazioni di greggio della Cina del 2025 e del 2026 come insostenibile — una valutazione che implica l'aspettativa che gli acquisti cinesi accelerino rispetto ai livelli attuali. Hardy ha rilasciato queste dichiarazioni alla conferenza energetica APPEC di Singapore, la Asia Pacific Petroleum Conference, un incontro annuale del settore che richiama regolarmente dirigenti delle società di trading ed è diventato un appuntamento fisso per prospettive di domanda e offerta in grado di fare notizia.

Il riferimento alla Cina spicca rispetto a un quadro della domanda più ampio che Hardy ha descritto come più debole. Si aspetta che la domanda mondiale di petrolio diminuisca di 1,5 milioni di barili al giorno nel 2026 rispetto al 2025. Nel complesso, le osservazioni delineano una narrativa di mercato fatta di catene di approvvigionamento sotto pressione che si scontrano con una domanda che potrebbe riaccelerare dalla Cina anche mentre il consumo globale più ampio si indebolisce — una tensione che gli operatori seguono da vicino perché le differenze nei modelli di domanda regionali influenzano il prezzo e il percorso delle carichi di greggio.

Sul fronte dell'offerta, Hardy ha quantificato la portata delle perturbazioni che continuano a interessare le rotte marittime del Medio Oriente. Ha detto che le interruzioni nello stretto di Bab el-Mandeb hanno colpito 2-3 milioni di barili al giorno di esportazioni petrolifere saudite. Nel complesso, circa 10 milioni di barili al giorno di greggio e prodotti continuano a essere esportati dal Medio Oriente, con un volume comparabile di petrolio e prodotti che continua a uscire dallo Stretto di Hormuz nonostante il conflitto in corso — dati che quantificano quanto flusso mediorientale resti esposto. Lo Stretto di Hormuz è uno dei principali colli di bottiglia petroliferi del mondo e, in condizioni normali, gestisce circa un quinto del consumo globale di liquidi petroliferi; per questo qualsiasi perturbazione prolungata viene considerata un rischio importante sia dagli operatori fisici sia dagli analisti.

Hardy ha anche osservato che le scorte globali di prodotti sono ancora in calo, segnale che il consumo di prodotti raffinati continua a superare l'offerta anche mentre i flussi di greggio restano interrotti.

Per quanto riguarda la Russia, ha detto che il Paese ha importato tra 500.000 e 600.000 tonnellate di benzina al mese durante l'estate — un dato rilevante per un Paese che storicamente era un importante esportatore di carburanti e che gli operatori monitorano come indicatore delle tensioni nel settore della raffinazione russo sotto le sanzioni e le interruzioni causate da attacchi con droni.

Le osservazioni di Hardy hanno peso data la posizione di Vitol. Vitol è la più grande società indipendente di trading energetico al mondo e acquista, vende e trasporta greggio, prodotti raffinati, gas naturale e altre materie prime sui mercati globali anziché produrli o raffinarli direttamente. Con sede privata a Ginevra e Rotterdam, la società scambia diversi milioni di barili di equivalente petrolio al giorno, offrendo ai suoi dirigenti, compreso Hardy, una prospettiva insolitamente diretta sui flussi commerciali fisici, sui modelli di trasporto e sugli spostamenti della domanda regionale — un punto di osservazione che spesso emerge in commenti capaci di muovere il mercato durante conferenze come APPEC.

In sostanza, il CEO di Vitol sta descrivendo un mercato in cui i barili del Medio Oriente diventano più difficili da movimentare e in cui gli acquisti della Cina hanno ancora margini di crescita. Da monitorare nei prossimi dati sarà se la prevista ripresa delle importazioni cinesi si materializzerà nelle statistiche doganali ufficiali e se i flussi attraverso Hormuz e Bab el-Mandeb resteranno ai livelli attuali — le due variabili su cui si basa la sua valutazione.