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Gli sforzi di intervento sullo yen si arrestano mentre USD/JPY si mantiene vicino a 157,70

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • USD/JPY si è stabilizzato intorno a 157,70 in seguito a un insolito intervento diretto degli Stati Uniti sul mercato valutario dello yen la scorsa settimana.
  • Il Segretario al Tesoro Scott Bessent aveva segnalato l'intervento in anticipo, un allontanamento dalla norma secondo cui il Ministero delle Finanze giapponese guida tali azioni con il coinvolgimento statunitense tipicamente limitato a dichiarazioni di supporto.
  • Il recente voto di policy della Banca del Giappone non è stato particolarmente combattuto, e un rialzo di emergenza dei tassi a questo stadio rischierebbe di danneggiare la credibilità della banca centrale.
  • Il persistente differenziale dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti rimane un fattore strutturale alla base della debolezza dello yen che il solo intervento valutario non ha affrontato.
  • Storicamente, gli interventi unilaterali sullo yen hanno avuto un effetto duraturo limitato a meno che non fossero accompagnati da un cambiamento nei fondamentali della politica monetaria.
Gli sforzi di intervento sullo yen si arrestano mentre USD/JPY si mantiene vicino a 157,70

Il trade sullo yen giapponese ha raggiunto un punto morto, con USD/JPY che si mantiene stabile intorno a 157,70 in seguito ai recenti sforzi di intervento degli Stati Uniti.

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent avrebbe segnalato la settimana scorsa il prossimo intervento sullo yen, prima che le autorità statunitensi passassero all'azione più tardi nella stessa giornata. Le ragioni del segnale preventivo rimangono poco chiare e i partecipanti al mercato sembrano incerti su come posizionarsi in prospettiva. Il segnale in sé è stato insolito: la partecipazione diretta degli Stati Uniti a un intervento sullo yen è rara, poiché storicamente gli interventi valutari sono stati guidati dal Ministero delle Finanze giapponese, con il coinvolgimento statunitense tipicamente limitato a dichiarazioni di supporto piuttosto che ad azioni coordinate.

Persistono dubbi sull'esistenza di un piano coordinato per spingere significativamente verso il basso USD/JPY, o se l'approccio statunitense venga formulato su base ad hoc. La coppia si era avvicinata al livello di 160 nelle ultime settimane, una zona in cui le autorità giapponesi erano già intervenute nel 2024, a sottolineare la sensibilità di tale soglia per i responsabili delle politiche.

Per ora, il trade sullo yen è stagnante. Sono circolate speculazioni su un potenziale rialzo dei tassi della Banca del Giappone, ma il voto della BOJ della settimana scorsa non è stato particolarmente combattuto, e un rialzo di emergenza a questo stadio rischierebbe di danneggiare la credibilità della banca centrale. La BOJ continua a mantenere il suo tasso di policy a un livello ben al di sotto del range obiettivo della Federal Reserve degli Stati Uniti, lasciando intatto il sostanziale divario dei tassi di interesse tra le due economie — un fattore strutturale che ha sostenuto la debolezza dello yen negli ultimi due anni.

Allo stesso tempo, se le autorità statunitensi si ritirassero dall'intervento ora, ciò potrebbe favorire una nuova ondata di acquisti su USD/JPY, riportando potenzialmente la coppia ai livelli precedenti all'intervento. Storicamente, gli interventi unilaterali sullo yen hanno avuto un effetto duraturo limitato a meno che non fossero accompagnati da un cambiamento nei fondamentali della politica monetaria.

Il mercato dello yen si aggiunge ora a un elenco di mercati che gli osservatori hanno descritto come soggetti a influenza politica sotto l'amministrazione attuale, insieme al petrolio e alle azioni Intel, tra gli altri.