USD/JPY in forte volatilità dopo un report NFP deludente mentre lo yen cancella i guadagni dell'intervento
Punti chiave
- •Il dollaro statunitense si è indebolito ampiamente dopo un report NFP deludente che ha mostrato una crescita negativa degli occupati e retribuzioni orarie medie al di sotto delle previsioni.
- •Il pricing di mercato per la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a settembre è sceso dal 54% al 38% prima di recuperare parzialmente al 48%.
- •Il tasso di disoccupazione è sceso ulteriormente al 4,1%, indicando che il mercato del lavoro rimane su una traiettoria più sana nonostante i deboli numeri sugli occupati.
- •Il Segretario al Tesoro USA Bessent ha suggerito un inasprimento più rapido della BoJ, affermando che l'intervento coordinato avrebbe richiesto azioni di politica di follow-up.
- •Senza un riprezzamento accommodante delle aspettative della Fed o un'accelerazione dell'inasprimento della BoJ, gli interventi valutari probabilmente produrranno solo un rafforzamento temporaneo dello yen, in linea con i modelli osservati nel 2022 e nel 2024.

Panoramica Fondamentale
Dollaro Statunitense
Il dollaro statunitense si è indebolito ampiamente venerdì dopo un report Non-Farm Payrolls (NFP) più debole del previsto, che ha mostrato una crescita negativa degli occupati e retribuzioni orarie medie ben al di sotto delle previsioni. Il report contrastava con una serie di dati sul mercato del lavoro robusti nei mesi precedenti che avevano rafforzato la necessità per la Fed di mantenere una politica restrittiva, rendendo la sorpresa al ribasso particolarmente dirompente per il posizionamento.
I dati hanno innescato un riprezzamento accommodante delle aspettative sui tassi di interesse. La probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è scesa al 38%, rispetto al 54% precedente alla pubblicazione. I prezzi di mercato si sono da allora parzialmente normalizzati, con la probabilità di un rialzo a settembre che è risalita al 48%. Questa brusca inversione nelle aspettative derivava da una perdita significativa di posti di lavoro nel settore pubblico, che ha fatto apparire il report complessivo più debole di quanto suggerissero le condizioni sottostanti. Il tasso di disoccupazione ha raccontato una storia diversa, scendendo ulteriormente al 4,1%. Nel complesso, il mercato del lavoro rimane su una traiettoria più sana rispetto agli ultimi tre anni.
Il prossimo importante evento di dati è il report CPI statunitense di mercoledì, che sarà determinante sia per la decisione del FOMC di settembre che per il prossimo Jackson Hole Symposium, un incontro annuale in cui i presidenti della Fed hanno in passato utilizzato i discorsi inaugurali per segnalare cambiamenti di politica. Un dato CPI più caldo del previsto probabilmente innescarebbe un rally del dollaro statunitense man mano che i trader aumentano le scommesse sui rialzi dei tassi. Al contrario, un report debole dovrebbe ridurre ulteriormente il rischio di un inasprimento della Fed ed esercitare ulteriore pressione sul biglietto verde.
Yen Giapponese
Sul fronte JPY, è cambiato poco a seguito del recente intervento valutario. La debolezza persistente dello yen è stata determinata in gran parte dall'ampio differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone, poiché la Banca del Giappone ha mantenuto la propria posizione di politica monetaria ultra-accomodante molto più a lungo delle banche centrali omologhe. Lo sviluppo più significativo è arrivato dai commenti del Segretario al Tesoro USA Bessent a CNBC, che hanno potenzialmente suggerito un ritmo più rapido di inasprimento della Banca del Giappone (BoJ).
Bessent ha affermato che "sarà necessario che le politiche seguano l'intervento" e ha aggiunto che "gli Stati Uniti non sarebbero intervenuti se non fossero stati ottimisti riguardo alle politiche del Giappone." Il fatto che le autorità statunitensi abbiano partecipato a un intervento coordinato è di per sé degno di nota, poiché Washington è stata storicamente riluttante a sostenere azioni sui mercati valutari. Il diplomatico valutario del Giappone Mimura ha inoltre dichiarato di avere un'intesa condivisa con la BoJ a seguito dell'intervento, il che potrebbe rappresentare un ulteriore segnale verso rialzi dei tassi più rapidi.
Senza un cambiamento fondamentale, gli interventi probabilmente rimarranno eventi di normalizzazione che consentono di ricostruire le posizioni a livelli più favorevoli, un coerente con i precedenti episodi di intervento del Giappone nel 2022 e nel 2024 che hanno prodotto solo un rafforzamento temporaneo dello yen. Il trend prevalente difficilmente si invertirà senza un riprezzamento accommodante delle aspettative sui tassi della Fed o un'accelerazione del ritmo di inasprimento della BoJ.
Analisi Tecnica USD/JPY – Timeframe Giornaliero
Sul grafico giornaliero, USD/JPY sta recuperando gradualmente terreno dopo l'intervento. Il primo obiettivo principale è la zona di resistenza intorno al livello 160.50, un'area che ha ripetutamente frenato i rally e si trova vicino ai massimi pluridecennali della coppia. Se il prezzo raggiunge quella zona, ci si aspetta che i venditori intervengano con un rischio definito al di sopra della resistenza, posizionandosi per un calo verso il livello 155.00. Gli acquirenti, d'altra parte, cercheranno un breakout per estendere le posizioni rialziste verso nuovi massimi di ciclo.
Analisi Tecnica USD/JPY – Timeframe a 4 Ore
Sul grafico a 4 ore, una trendline rialzista sta definendo l'attuale slancio rialzista. Qualora si verificasse un pullback verso la trendline, ci si aspetta che gli acquirenti vi si appoggino con un rischio definito al di sotto, mirando a spingersi verso nuovi massimi. I venditori cercheranno una rottura della trendline per accumulare posizioni in vista di un calo verso il livello 155.00.
Analisi Tecnica USD/JPY – Timeframe a 1 Ora
Sul grafico a 1 ora, il prezzo sta superando la resistenza minore di 158.50. Ci si aspetta che gli acquirenti aumentino le posizioni rialziste intorno a questi livelli con un rischio definito al di sotto della resistenza, puntando a un movimento verso 160.50. I venditori vorranno vedere il prezzo tornare al di sotto della resistenza per mirare a un pullback verso la trendline. Le linee rosse sul grafico definiscono il range medio giornaliero.
Prossimi Catalizzatori
- Mercoledì: Report CPI statunitense
- Giovedì: Dati PPI statunitensi e ultimi dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione USA
- Venerdì: Vendite al dettaglio USA e report sul sentiment dei consumatori dell'Università del Michigan