Le prospettive di rimbalzo di USD/JPY dipendono dalle tensioni in Medio Oriente e dai dati CPI degli Stati Uniti
Punti chiave
- •Il Tesoro degli Stati Uniti si è unito al Ministero delle Finanze giapponese in un intervento coordinato sui cambi la scorsa settimana, segnando la prima operazione congiunta USA-Giappone dal 2011.
- •Nonostante il forte apprezzamento dello yen causato dall’intervento, USD/JPY è tornato verso il livello di 155.00 mentre gli speculatori hanno ricostruito le posizioni a prezzi migliori.
- •Il persistente divario dei tassi d’interesse tra Federal Reserve e Bank of Japan continua a guidare la direzione di lungo periodo della coppia, con i tassi giapponesi ancora ben al di sotto di quelli statunitensi.
- •Sia il livello di 155.00 sia la trendline giornaliera rotta stanno fungendo da zone tecniche chiave di pivot, con acquirenti e venditori attivi intorno a questi livelli.
- •I prossimi dati sul mercato del lavoro USA, inclusi JOLTS, ADP, jobless claims e Non-Farm Payrolls, insieme agli sviluppi geopolitici tra Stati Uniti e Iran, saranno i principali catalizzatori di mercato questa settimana.

Panoramica fondamentale
USD
Il dollaro statunitense ha registrato vendite diffuse nella parte finale della scorsa settimana. La debolezza iniziale è emersa dopo la decisione sui tassi dell’FOMC, poiché il dissenso aggiuntivo di Kashkari della Fed non è stato interpretato come una sorpresa particolarmente hawkish.
Giovedì si sono registrati forti flussi di vendita di dollari, alimentati dagli interventi di Giappone e Corea del Sud. Le perdite si sono approfondite venerdì quando le notizie hanno confermato che anche il Tesoro degli Stati Uniti aveva partecipato all’intervento, la prima operazione congiunta di questo tipo dal 2011. Gli interventi congiunti USA–Giappone nei mercati valutari sono storicamente rari, quindi la partecipazione di entrambe le nazioni rappresenta un segnale rilevante per i mercati. Sia il Ministero delle Finanze giapponese sia il segretario al Tesoro statunitense Bessent hanno dichiarato che non esiteranno a condurre ulteriori interventi congiunti se necessario.
Poiché USD/JPY tratta ora intorno ai livelli di aprile–maggio, la probabilità di un altro intervento nel breve termine appare bassa, il che suggerisce che il dollaro dovrebbe tornare a muoversi in base ai fondamentali di fondo. Il persistente differenziale dei tassi d’interesse tra la Federal Reserve e la Bank of Japan resta un fattore chiave della traiettoria di lungo periodo della coppia, dato che i tassi giapponesi sono ben al di sotto di quelli statunitensi. Il quadro fondamentale resta sostanzialmente invariato, lasciando gli operatori concentrati sui prossimi dati CPI statunitensi e sugli ulteriori sviluppi tra Stati Uniti e Iran. Una de-escalation delle tensioni probabilmente manterrebbe il dollaro sotto pressione, attenuando i timori inflazionistici e riducendo le probabilità di un rialzo dei tassi. Al contrario, un’escalation dovrebbe continuare a sostenerlo in presenza dei rischi di tightening della Fed. Infine, un CPI superiore alle attese probabilmente consoliderebbe l’ipotesi di un rialzo dei tassi nella riunione di settembre dell’FOMC.
JPY
Dal lato dello JPY, la valuta si è apprezzata in modo marcato nella parte finale della scorsa settimana in seguito all’intervento coordinato tra il Ministero delle Finanze giapponese e il Tesoro degli Stati Uniti. I movimenti sono stati probabilmente amplificati anche da un raro intervento della Corea del Sud. Sommando i flussi di fine mese e un posizionamento eccessivamente esteso, si ottiene un’azione dei prezzi molto volatile.
Ieri si è registrata un’ulteriore discesa della coppia USD/JPY, ma i dati della BoJ suggeriscono che non vi sia stato alcun intervento, con condizioni di liquidità ridotta probabilmente alla base del movimento. Il ribasso di lunedì è già stato completamente annullato, mentre gli speculatori continuano a rientrare dopo che l’intervento ha offerto prezzi molto migliori.
In assenza di un cambiamento nei fondamentali, gli interventi continueranno a essere soltanto eventi di pulizia, utili a ricostruire posizioni a livelli più favorevoli. È improbabile che il trend cambi senza una rivalutazione più dovish delle aspettative sui tassi della Fed o senza un ritmo più rapido di tightening da parte della BoJ.
Analisi tecnica USD/JPY – Timeframe giornaliero
Sul grafico giornaliero, si può vedere che USDJPY è sceso fino al livello chiave di 155.00 dopo aver rotto al ribasso la trendline principale. Gli acquirenti sono intervenuti intorno a 155.00 con un rischio definito sotto tale livello, posizionandosi per un possibile rally verso nuovi massimi di ciclo. I venditori dovranno vedere un break sotto 155.00 per aprire la strada a un movimento verso 152.00.
Analisi tecnica USD/JPY – Timeframe a 4 ore
Sul grafico a 4 ore, si vede che il prezzo sta ritracciando verso la trendline rotta, che ora fungerà da resistenza. Possiamo aspettarci che i venditori intervengano in prossimità della resistenza con un rischio definito sopra di essa, per continuare a spingere verso nuovi minimi. Gli acquirenti, invece, vorranno vedere il prezzo rompere al rialzo per aumentare le posizioni rialziste verso nuovi massimi di ciclo.
Analisi tecnica USD/JPY – Timeframe a 1 ora
Sul grafico a 1 ora, una piccola trendline ascendente definisce l’attuale ritracciamento. Gli acquirenti probabilmente continueranno ad appoggiarsi alla trendline con un rischio definito sotto di essa per spingere verso nuovi massimi, mentre i venditori cercheranno una rottura per accumulare posizioni in vista di un ritorno verso il livello di 155.00. Le linee rosse definiscono l’intervallo medio giornaliero di oggi.
Catalizzatori in arrivo
Oggi vengono pubblicati i dati sui Job Openings negli Stati Uniti. Domani avremo l’ADP degli Stati Uniti e l’ISM Services PMI. Giovedì saranno diffusi gli ultimi dati sulle richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti. Venerdì chiuderemo la settimana con il report NFP degli Stati Uniti. Gli sviluppi tra Stati Uniti e Iran resteranno al centro dell’attenzione.