USD/JPY: L'intervento coordinato stabilizza lo yen, ma il trend reggerà?
Punti chiave
- •Giappone e Stati Uniti hanno condotto un intervento valutario coordinato con Tokyo che ha speso circa 34 miliardi di dollari in una sola seduta di negoziazione dopo che lo yen si era indebolito a un minimo di quarant'anni vicino a ¥164.
- •La debolezza persistente dello yen è determinata principalmente dall'ampio differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone, aggravato dall'aumento dei prezzi del petrolio che deteriora la bilancia commerciale del Giappone.
- •I precedenti interventi unilaterali del Giappone nel 2022 e all'inizio del 2024 hanno prodotto solo una forza dello yen di breve durata, indicando che gli interventi da soli tipicamente interrompono piuttosto che invertono i trend macro-guidati.
- •I mercati attendono un possibile aumento dei tassi della Banca del Giappone a settembre, supportato da sei mesi consecutivi di crescita dei salari reali che la BoJ ha identificato come precondizione per la normalizzazione della politica.
- •In seguito all'intervento, USD/JPY sta testando il ritracciamento di Fibonacci allo 0,382 vicino a 158,48 con una trendline ascendente e una divergenza rialzista dell'RSI che suggeriscono un potenziale ulteriore recupero verso i livelli di ritracciamento allo 0,5 e 0,618.

USD/JPY è diventata una delle coppie di valute più monitorate di questa estate. Dopo che lo yen si è indebolito fino a un minimo di quarant'anni vicino a ¥164, Giappone e Stati Uniti hanno condotto un intervento coordinato, con Tokyo che avrebbe speso circa 34 miliardi di dollari in una sola seduta di negoziazione per difendere la propria valuta. L'intervento ha spinto brevemente la coppia verso ¥155, ma lo yen ha in seguito ceduto parte di quei guadagni, tornando a scambiare vicino a ¥158 mentre permangono dubbi su quanto a lungo un intervento da solo possa sostenere l'inversione. I precedenti interventi unilaterali del Giappone nel 2022 e all'inizio del 2024 hanno parimenti prodotto solo una forza dello yen di breve durata, sottolineando il pattern storico per cui le operazioni valutarie tendono a interrompere piuttosto che invertire i trend macro-guidati, a meno che non siano accompagnate da un cambiamento nella politica monetaria.
Divario dei tassi di interesse e driver macroeconomici
Il motore fondamentale alla base della debolezza dello yen rimane l'ampio divario tra i tassi di interesse statunitensi e giapponesi, esacerbato dal rimbalzo dei prezzi del petrolio in seguito a rinnovate tensioni nello Stretto di Hormuz. Poiché il Giappone importa quasi tutto il suo petrolio greggio, i costi energetici più elevati peggiorano la bilancia commerciale del Paese e aggiungono una pressione strutturale al ribasso sullo yen. Il differenziale dei tassi ha inoltre alimentato il posizionamento sul carry trade, in cui gli investitori prendono in prestito yen a tassi giapponesi bassi per finanziare acquisti di attività a rendimento più elevato altrove — un'operazione che accelera le vendite di yen quando il divario si allarga e si svolge bruscamente quando si restringe.
I mercati stanno ora osservando un possibile aumento dei tassi della Banca del Giappone (BoJ) a settembre, incoraggiati da sei mesi consecutivi di crescita dei salari reali in Giappone. Una crescita sostenuta dei salari è una precondizione chiave che la BoJ ha indicato per normalizzare la propria politica ultra-accomodante. Sul fronte statunitense, la riunione di luglio della Federal Reserve ha visto tre decisori politici dissidenti spingere per un aumento anziché per un mantenimento, tenendo la politica monetaria americana saldamente al centro dell'attenzione.
Con entrambe le banche centrali ora attivamente in gioco, la prossima messa direzionale di USD/JPY sembra dipendere da quale parte agirà per prima: la decisione sui tassi di Tokyo o il prossimo segnale guidato dai dati di Washington.
Analisi tecnica di USD/JPY
In seguito all'intervento coordinato, la coppia è crollata bruscamente dai massimi di 163,76 a un minimo vicino a 155,21 prima di avviare una ripresa costante. Il prezzo sta attualmente testando il livello di ritracciamento di Fibonacci allo 0,382 vicino a 158,48, supportato da una trendline ascendente tracciata dal minimo dell'intervento. L'indice di forza relativa (RSI) mostra una divergenza rialzista, stampando minimi più elevati anche quando il prezzo ha brievemente ritestato il range.
Scenario rialzista
Se gli acquirenti mantengono la trendline ascendente e rompono decisa``mente al di sopra del ritracciamento allo 0,382, la via si aprirebbe verso il livello di Fibonacci allo 0,5 vicino a 159,49. Un movimento più forte potrebbe puntare al ritracciamento allo 0,618 intorno a 160,50, dove probabilmente attende una resistenza più profonda.
Scenario ribassista
Viceversa, una rottura al di sotto della trendline ascendente invaliderebbe l'attuale struttura di recupero, esponendo una ritestata del minimo dell'intervento nella zona 155,21–156,00. La divergenza dell'RSI perderebbe credibilità se il prezzo non riesce a mantenere quest'area di supporto.
Con il prezzo in consolidamento in corrispondenza della confluenza di Fibonacci allo 0,382 e sia la trendline che l'RSI che suggeriscono una forza rinnovata, USD/JPY sembra pronta per un movimento decisivo. La domanda chiave rimane se il recupero post-intervento si protrarrà o se la difesa dello yen da parte di Tokyo si rivelerà temporanea.