USD/JPY cade bruscamente durante la sessione europea prima di una parziale ripresa
Punti chiave
- •USD/JPY è sceso di circa 100 pips da circa 163.30 a 162.28 in una finestra di 10-15 minuti durante la sessione europea, prima di recuperare parzialmente.
- •Il crollo netto è stato probabilmente innescato da ordini stop-loss piuttosto che da un intervento valutario, poiché USD/JPY è sceso sotto il supporto recente e la propria media mobile a 200 ore.
- •Il rafforzamento generale del dollaro di inizio sessione si sta esaurendo, con EUR/USD in risalita a circa 1.1470 e AUD/USD in guadagno dello 0,3% a 0.6975.
- •Le autorità giapponesi hanno ripetutamente messo in guardia contro movimenti valutari eccessivi a questi livelli, e in passato il Giappone è intervenuto direttamente quando USD/JPY si avvicinava a zone così elevate.
- •I rendimenti dei Treasury statunitensi rimangono elevati con il decennale vicino al 4,70% e il trentennale in avvicinamento al 5,23%, sostenendo un ampio differenziale di rendimento USA-Giappone che supporta strutturalmente USD/JPY.

I guadagni iniziali del dollaro USA si sono attenuati con il passaggio alla sessione europea, con USD/JPY che ha ridotto la propria risalita da 163.70 a circa 163.30–40. Nei successivi 10–15 minuti, la coppia ha registrato un rapido calo di 100 pips fino a 162.28 prima di avviare una modesta ripresa. La coppia è scambiata vicino a massimi pluriennali, una zona in cui le autorità giapponesi hanno ripetutamente messo in guardia contro movimenti valutari eccessivi.
Il brusco calo non sembra segnalare un intervento valutario da parte delle autorità giapponesi. Al contrario, la discesa riflette probabilmente l'attivazione di ordini stop-loss man mano che la coppia scendeva sotto il supporto recente vicino a 163.30. Sul grafico orario, USD/JPY è tornato sotto la propria media mobile a 200 ore, un sviluppo tecnico che potrebbe aver contribuito alla cascata di ordini stop al ribasso.
Anche il rafforzamento generale del dollaro osservato in precedenza nella sessione sta esaurendosi. EUR/USD è risalito a circa 1.1470, rispetto a circa 1.1435 di prima. Analogamente, AUD/USD ha guadagnato lo 0,3% fino a 0.6975, recuperando dai livelli vicino a 0.6950.
Il posizionamento di fine mese potrebbe essere un fattore contributing alla volatilità, sebbene le cause esatte rimangano poco chiare. In base alle evidenze disponibili, non vi sono indicazioni di interventi straordinari o azioni coordinate da parte dei funzionari di Tokyo. In passato il Giappone è intervenuto direttamente sui mercati valutari quando USD/JPY si avvicinava a questi livelli elevati, rendendo ogni movimento netto dello yen un punto focale per i trader che monitorano le risposte ufficiali.
L'attenzione rimane concentrata sul mercato obbligazionario, dove i rendimenti dei Treasury statunitensi a 10 anni si mantengono solidi vicino al 4,70% e quelli a 30 anni si spingono verso il 5,23%. L'ampio differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Giappone rimane un fattore strutturale chiave che sostiene USD/JPY a questi livelli, poiché la Banca del Giappone mantiene la propria politica accomodante. Movimenti sostenuti oltre questi livelli potrebbero pesare sul sentiment di rischio generale e, a loro volta, offrire supporto al dollaro. Una maggiore chiarezza sulla direzione del mercato potrebbe emergere una volta esauriti i flussi di trading di fine mese.