Analisi USD/INR: le speculazioni su un accordo USA-Iran e la decisione sui tassi della RBI delineano le prospettive di breve termine della rupia
Punti chiave
- •Il dollaro USA è sceso martedì dopo che i mediatori qatarioti e il segretario al Tesoro USA Bessent hanno indicato che un accordo nucleare USA-Iran, con riapertura dello Stretto di Hormuz, era vicino.
- •La Reserve Bank of India ha lasciato invariato il tasso repo al 5,25% e ha mantenuto un orientamento neutrale, con il governatore Malhotra che ha descritto la banca centrale come né hawkish né dovish.
- •USD/INR ha rimbalzato dal supporto chiave a 95,10 sul grafico giornaliero, con gli acquirenti che puntano alla resistenza a 96,10 mentre i venditori avrebbero bisogno di una rottura decisa sotto 95,10 per puntare a 94,00.
- •La rupia indiana resta in un trend strutturalmente ribassista rispetto al dollaro USA nonostante i guadagni temporanei legati all’allentamento delle tensioni in Medio Oriente.
- •Le prossime richieste di sussidi di disoccupazione negli USA e il rapporto Non-Farm Payrolls di domani saranno input chiave per le aspettative sulla politica della Federal Reserve e per la traiettoria di breve termine del dollaro.

Panorama fondamentale
Dollaro USA
Il dollaro USA si è indebolito in modo generalizzato martedì dopo notizie che indicavano un imminente accordo nucleare USA-Iran. La fase di vendita è iniziata quando i mediatori qatarioti hanno indicato che il testo preliminare di un possibile accordo USA-Iran era stato preparato.
La pressione ribassista si è intensificata dopo che il segretario al Tesoro USA Bessent ha confermato che un accordo con l’Iran avrebbe potuto essere raggiunto già ieri e avrebbe incluso la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo Stretto di Hormuz è uno dei più importanti colli di bottiglia per il transito del petrolio a livello mondiale, con circa un quinto del consumo globale di petrolio che vi passa attraverso, rendendo il suo status una variabile chiave per i prezzi dell’energia e, di conseguenza, per le aspettative valutarie legate all’inflazione.
Le perdite del dollaro hanno iniziato ad assottigliarsi verso la fine della seduta, probabilmente perché la tempistica attesa per un annuncio è trascorsa senza alcuna comunicazione ufficiale. Tuttavia, l’ottimismo legato a un potenziale accordo dovrebbe mantenere il biglietto verde sotto pressione, salvo una nuova escalation geopolitica. Un rischio inferiore in Medio Oriente tende normalmente a ridurre la domanda di beni rifugio per il dollaro, che di solito beneficia nei periodi di maggiore incertezza.
Guardando avanti, il prossimo catalizzatore principale sarà il rapporto CPI USA della prossima settimana. Il dato sull’inflazione sarà decisivo per la riunione FOMC di settembre e per il Jackson Hole Symposium, il consueto incontro annuale in cui il presidente della Fed segnala ai mercati la traiettoria di politica monetaria di breve periodo. Un dato più caldo delle attese probabilmente alimenterebbe un rally del dollaro, poiché i trader aumenterebbero le scommesse su ulteriori rialzi dei tassi. Al contrario, un report più debole dovrebbe ridurre ulteriormente le aspettative di restrizione monetaria da parte della Federal Reserve e aumentare la pressione ribassista sulla valuta.
Rupia indiana
Sul fronte INR, la rupia ha esteso i guadagni martedì dopo che sia i mediatori qatarioti sia il segretario al Tesoro USA Bessent hanno segnalato che un accordo con l’Iran era imminente e avrebbe comportato la riapertura dello Stretto di Hormuz. L’India importa la stragrande maggioranza del proprio petrolio greggio, quindi qualsiasi attenuazione del rischio per la catena di approvvigionamento attraverso lo Stretto incide direttamente sulla bolletta delle importazioni e sulla bilancia commerciale, rendendo la rupia particolarmente sensibile agli sviluppi legati a Hormuz.
I guadagni hanno poi iniziato a svanire, probabilmente perché la tempistica attesa per l’accordo è trascorsa senza un annuncio formale. Inoltre, la Reserve Bank of India (RBI) ha lasciato invariato il tasso repo al 5,25%, mantenendo il proprio orientamento di politica monetaria neutrale. Il governatore Malhotra ha sottolineato un approccio dipendente dai dati, affermando che la banca centrale non è né hawkish né dovish. L’assenza di indicazioni restrittive future ha probabilmente pesato ulteriormente sulla rupia, poiché un tasso stabile senza inclinazione restrittiva fa poco per ampliare il differenziale dei tassi che sostiene la valuta contro il dollaro.
Nel quadro più ampio, la rupia indiana rimane in un trend strutturalmente ribassista rispetto al dollaro USA. Gli acquirenti sui ribassi continueranno probabilmente a cercare opportunità in prossimità di livelli tecnici solidi, con l’obiettivo di spingere la coppia USD/INR verso nuovi massimi.
Analisi tecnica USD/INR
Timeframe giornaliero
Sul grafico giornaliero, USD/INR ha rimbalzato dalla zona di supporto chiave a 95,10, con gli acquirenti che sono intervenuti con un rischio definito al di sotto del supporto per posizionarsi in vista di un ritorno verso la resistenza a 96,10. I venditori dovranno vedere un break deciso sotto 95,10 per aprire la strada a un calo verso il livello di 94,00.
Timeframe a 4 ore
Sul grafico a 4 ore, il prezzo sta rompendo al di sopra della trendline discendente che definiva lo slancio ribassista. Ci si può attendere che gli acquirenti aumentino le posizioni rialziste attorno a questi livelli, con rischio definito al di sotto della trendline, continuando a puntare alla resistenza a 96,10. I venditori, d’altro canto, dovranno attendere una rottura sotto il supporto a 95,10 per ottenere convinzione su un movimento verso nuovi minimi.
Timeframe a 1 ora
Sul grafico a 1 ora è ora presente una piccola trendline ascendente che definisce l’attuale momentum. In caso di pullback, è probabile che gli acquirenti si appoggino alla trendline con un rischio definito al di sotto di essa per continuare a spingere verso nuovi massimi. I venditori, invece, vorranno vedere il prezzo rompere al di sotto sia della trendline sia del supporto per intervenire in massa in vista di un calo verso il livello di 94,00.
Catalizzatori in arrivo
Oggi arrivano gli ultimi dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli USA. Domani si chiude la settimana con il rapporto US NFP.