USD/CAD chiude la settimana in rialzo dopo movimenti volatili intorno alle principali medie orarie
Punti chiave
- •USD/CAD ha trovato supporto vicino a 1.4003 ed è rimbalzato sopra le medie mobili a 100 e 200 ore, raggiungendo un massimo settimanale di 1.4114 prima di ripiegare e scambiare vicino a 1.4087.
- •La media mobile a 200 ore vicino a 1.4061 è il livello tecnico chiave di breve periodo; i compratori mantengono il vantaggio finché la coppia resta sopra di essa.
- •Il nuovo quadro tariffario dell’amministrazione Trump impone un dazio del 10% sulle importazioni canadesi, mentre restano in vigore le tariffe esistenti su acciaio, alluminio e rame.
- •Il Canada ha risposto agli aggiustamenti tariffari dando priorità ai negoziati rispetto alle ritorsioni e continuando a perseguire la diversificazione commerciale oltre gli Stati Uniti.
- •Il nuovo quadro tariffario statunitense ha rafforzato il dollaro sulle aspettative che costi di importazione più elevati possano mantenere l’inflazione sostenuta e ritardare i tagli dei tassi della Federal Reserve.

USD/CAD ha trovato supporto lunedì poco sopra il minimo di venerdì e il livello psicologico chiave a 1.4000. La coppia ha toccato un minimo di 1.4003, dove sono emersi i compratori, spingendo il prezzo di nuovo sopra la media mobile a 100 ore in calo. Il rimbalzo è proseguito martedì, fermandosi inizialmente prima della media mobile a 200 ore, prima che i compratori acquisissero in seguito sufficiente slancio per superarla. Quel movimento ha portato USD/CAD verso il minimo di swing del 10 luglio a 1.4116, dove il momentum ha iniziato ad affievolirsi.
L’azione dei prezzi è poi diventata più volatile. Un pullback correttivo ha riportato la coppia verso le medie mobili a 100 e 200 ore, ma giovedì i compratori hanno difeso quei livelli. Venerdì, USD/CAD è sceso brevemente sotto la media mobile a 100 ore, ma il supporto crescente della media mobile a 200 ore ha contribuito a innescare un nuovo rimbalzo. La ripresa ha portato la coppia a un nuovo massimo settimanale a 1.4114, appena due pip sotto l’obiettivo di 1.4116, prima del ritorno dei venditori. Da allora la coppia si è mossa al ribasso e scambia vicino a 1.4087.
Il quadro tecnico di breve periodo è stato relativamente chiaro da martedì: nonostante scambi irregolari, i compratori hanno difeso ripetutamente le medie mobili a 100 e 200 ore. La più significativa delle due è la media mobile a 200 ore, attualmente vicino a 1.4061. Finché la coppia resta sopra quel livello, i compratori mantengono il vantaggio tecnico sia in un’ottica di breve sia di medio periodo.
Un movimento deciso di ritorno sotto quelle medie mobili indebolirebbe questa configurazione. Se ciò dovesse verificarsi, i compratori recenti potrebbero trasformarsi in venditori, spostando l’attenzione di nuovo verso i minimi di 1.4000/03 di venerdì e lunedì. La successiva area di interesse potrebbe quindi diventare il ritracciamento del 38.2% del rialzo dal minimo di maggio al massimo di giugno, situato a 1.3981.
Al rialzo, la principale area di resistenza resta la zona compresa tra 1.4116 e 1.4148. Quell’intervallo era il precedente pavimento di supporto che aveva tenuto da metà giugno a metà luglio. Una rottura sostenuta al di sopra di tale area segnerebbe un’altra vittoria tecnica per i compratori e potrebbe consentire un ulteriore momentum rialzista. Fino ad allora, il comportamento del prezzo intorno alle medie mobili orarie resta il principale indicatore della direzione di breve periodo della coppia.
Sul fronte fondamentale, la politica commerciale statunitense ha dominato i titoli di mercato questa settimana dopo che l’amministrazione Trump ha introdotto un nuovo quadro tariffario. Il quadro impone dazi del 10% o del 12.5% sulle importazioni da decine di Paesi. Al Canada è stata assegnata l’aliquota inferiore del 10%, sebbene restino in vigore le tariffe esistenti su prodotti tra cui acciaio, alluminio e rame. Gli operatori di mercato stanno osservando come la nuova politica possa influenzare l’inflazione, i negoziati con i partner commerciali e le prospettive di politica monetaria della Federal Reserve.
Il Canada ha trascorso la settimana rispondendo agli ultimi aggiustamenti tariffari statunitensi, continuando al contempo a porre l’accento sui negoziati anziché sulle ritorsioni. L’apertura del Gordie Howe International Bridge ha sottolineato l’importanza del commercio nordamericano, ma l’evento è stato oscurato dal rinnovarsi delle tensioni tariffarie. I funzionari canadesi hanno inoltre continuato a evidenziare l’obiettivo di diversificare il commercio oltre gli Stati Uniti, preservando al contempo catene di approvvigionamento integrate.
Per USD/CAD, la discussione sui dazi è rilevante perché il tasso di cambio è esposto sia ai movimenti del dollaro statunitense sia al rapporto commerciale del Canada con il suo principale partner. Qualsiasi cambiamento di politica che incida sui costi di importazione, sulle catene di approvvigionamento transfrontaliere o sulle aspettative relative alle banche centrali può diventare rapidamente rilevante per la coppia, soprattutto quando il prezzo sta già testando livelli tecnici attentamente osservati.
Il nuovo quadro tariffario ha sostenuto il dollaro statunitense sulle aspettative che costi di importazione più elevati possano mantenere l’inflazione alta e ritardare i tagli dei tassi della Federal Reserve.
La politica commerciale, più che gli accordi commerciali, è stata il tema centrale della settimana. Sebbene il Canada abbia evitato la fascia tariffaria più elevata, il permanere di dazi settoriali specifici e il nuovo quadro tariffario statunitense mantengono elevata l’incertezza per imprese, responsabili politici e mercati finanziari su entrambi i lati del confine. Gli operatori continueranno a monitorare se USD/CAD riuscirà a mantenere la media mobile a 200 ore vicino a 1.4061 o se una rinnovata pressione di vendita riporterà l’area 1.4000/03 al centro dell’attenzione.