Gli USA minacciano rappresaglie devastanti se Bruxelles limita l'accesso allo spettro di Starlink
Punti chiave
- •L'ambasciatore USA Andrew Puzder ha detto che le imprese europee dovrebbero essere allerte a possibili severe ritorsioni nel mercato USA se l'UE limita l'accesso dei concorrenti americani a parti del mercato UE.
- •La Commissione Europea ha proposto di riservare una porzione di spettro per i servizi satellitari diretti con gli smartphone agli operatori europei, riducendo le frequenze disponibili per i fornitori USA e cinesi, tra cui Starlink di SpaceX.
- •SpaceX si è opposta al piano sullo spettro, avvertendo che potrebbe degradare la connettività in Ucraina, dove Starlink trasporta comunicazioni civili e militari dall'invasione russa su larga scala.
- •Puzder ha criticato il Cloud and AI Development Act dell'UE e ha messo in dubbio che le multe di miliardi di euro alle aziende tecnologiche USA previste dal Digital Markets Act mirino alla concorrenza o a raccogliere entrate per l'Europa.
- •La Commissione Europea ha difeso la proposta sullo spettro come incoraggiamento di nuovi entranti e fornitori UE più diversificati, restando aperta agli operatori extra-blocco.

Washington ha messo in guardia Bruxelles: le imprese europee potrebbero pagare un prezzo pesante nel mercato americano se l'Unione Europea dovesse escludere gli operatori satellitari USA da una parte delle sue frequenze, inasprendo una disputa transatlantica su chi controlla la tecnologia critica europea. Il segnale da Washington è che la ricerca da parte dell'Europa di indipendenza tecnologica — dalle frequenze satellitari alle regole sul cloud fino alle multe di miliardi di euro alle grandi imprese tecnologiche USA — potrebbe avere un conto da saldare nel mercato americano.
Andrew Puzder, ambasciatore degli USA presso l'UE, ha dichiarato al Financial Times che le aziende europee potrebbero subire severe ritorsioni nel mercato USA se il blocco limita l'accesso dei concorrenti americani a parti del mercato UE. Ha detto che le imprese europee dovrebbero essere allerte alla possibilità di ritorsioni e ha suggerito che le conseguenze sarebbero gravi, dato quanto queste aziende dipendono dall'accesso al ampio mercato USA.
La riserva di spettro al centro della disputa
Il punto di frizione è una proposta della Commissione Europea, presentata quest'anno, di riservare una porzione dello spettro utilizzato per le connessioni satellitari dirette con gli smartphone agli operatori europei. La riserva ridurrebbe le frequenze disponibili per i fornitori americani e cinesi, tra cui SpaceX con la sua rete Starlink. Lo spettro è una risorsa finita e soggetta a licenza, quindi destinare bande agli operatori UE restringe lo spazio per i concorrenti in un servizio emergente che collega i normali telefoni direttamente ai satelliti in orbita.
Puzder ha riconosciuto che l'Europa ha un legittimo interesse a salvaguardare i dati governativi sensibili, ma ha sostenuto che regole concepite per indebolire i concorrenti americani per favorire quelli nazionali non rafforzerebbero l'industria europea. I prodotti USA nel settore erano affidabili e affidabili, ha detto, aggiungendo che l'Europa non aveva bisogno di quella che ha definito "mediocrità sincronizzata".
SpaceX si è già opposta fermamente al piano sullo spettro, avvertendo che potrebbe degradare la connettività in Ucraina, dove Starlink trasporta comunicazioni sia civili sia militari da quando la Russia ha lanciato la sua invasione su larga scala — un promemoria del fatto che l'esito del dibattito europeo sullo spettro andrebbe ben oltre gli utenti commerciali.
Un'agenda di sovranità più ampia
La proposta si inserisce in una più ampia spinta europea verso la sovranità tecnologica, con i responsabili politici che cercano di ridurre la dipendenza dalla tecnologia USA in un contesto di preoccupazioni per l'imprevedibilità del presidente Donald Trump e per i rischi del controllo straniero su infrastrutture critiche. Insieme alla legislazione sul cloud e all'applicazione delle regole di concorrenza digitale, il piano sullo spettroituisce un pilastro centrale di tale agenda.
Accanto alla proposta sullo spettro, la Commissione ha presentato un Cloud and AI Development Act che stabilirebbe condizioni di sovranità per i fornitori di servizi cloud sensibili, aiutando al contempo le imprese europee a crescere fino a diventare alternative ai gruppi USA. Puzder ha criticato tale legislazione e ha anche messo in dubbio l'applicazione da parte dell'UE del Digital Markets Act — il quadro normativo di concorrenza del blocco rivolto alle grandi piattaforme digitali — chiedendosi se le multe di miliardi di euro alle aziende tecnologiche americane siano davvero finalizzate alla concorrenza o piuttosto a raccogliere entrate per l'Europa. Ha sostenuto che l'approccio regolatorio rischia di scoraggiare gli investimenti USA e di minare le stesse ambizioni tecnologiche dell'Europa.
Più che cercare di controllare le imprese americane, ha detto, Washington e Bruxelles dovrebbero cooperare per restare davanti alla Cina nell'intelligenza artificiale e nel calcolo quantistico, facendo eco alla visione di Trump secondo cui perdere quella competizione sarebbe l'esito peggiore.
La Commissione, dal canto suo, ha difeso la proposta sullo spettro, affermando che incoraggia nuovi entranti e fornitori UE più diversificati, restando aperta agli operatori extra-blocco.
Cosa osservano i mercati
L'avvertimento aggiunge un nuovo rischio commerciale transatlantico a un mercato che aveva in gran parte trattato la regolamentazione digitale UE come una questione di conformità anziché come un innesco per contromisure USA. Gli esportatori europei con forte esposizione ai ricavi USA sono il canale più evidente se la retorica si trasforma in azioni, mentre gli operatori satellitari e di telecomunicazioni UE che trarrebbero beneficio dallo spettro riservato affrontano ora un percorso più contestato verso tale vantaggio. Per l'euro, un rinnovato sceneggio di occhio per occhio è un vento contrario modesto al margine, sebbene nulla di concreto sia stato annunciato. Gli investitori osserveranno se Washington collegherà la regolamentazione tecnologica a una politica tariffaria più ampia, il che innalzerebbe la posta ben oltre il settore satellitare.
Come Bruxelles procederà con il piano, e con la sua più ampia agenda di sovranità, sarà ora osservato per capire se questa disputa passerà dalla retorica a misure commerciali.