I mercati Asia-Pacifico salgono mentre la sorpresa sui riacquisti del Tesoro USA pesa sul dollaro; l'oro scatta
Punti chiave
- •Axios ha riferito che i militari statunitensi gestiscono da diverse settimane in modo discreto un corridoio marittimo attraverso la parte meridionale dello Stretto di Hormuz per scortare le petroliere e gestire i flussi di petrolio.
- •Il presidente Trump ha annunciato nuove misure economiche contro l'Iran e ha avvertito che i paesi che aiuteranno Teheran a eludere le sanzioni dovranno affrontare severe sanzioni finanziarie.
- •Il Tesoro statunitense ha comunicato che più che raddoppierà i riacquisti di obbligazioni a lunga scadenza, contribuendo a stabilizzare i rendimenti trentennali dopo un netto sell-off ed esercitando pressioni al ribasso sul dollaro.
- •Le borse asiatiche sono salite nei principali mercati, con Giappone, Corea del Sud e Cina continentale tutte in apertura in rialzo, mentre il Kospi della Corea del Sud ha attivato il meccanismo di arresto del trading sidecar.
- •La People's Bank of China ha lasciato invariati i tassi di riferimento sui prestiti, il Giappone ha registrato a luglio esportazioni superiori alle attese e l'Australia ha riportato un calo dell'occupazione e un tasso di disoccupazione più alto.

I mercati hanno attraversato un fitto ciclo di notizie nel corso della notte, con un intervento a sorpresa del Tesoro statunitense a guidare gran parte dei movimenti di prezzo, mentre le tensioni intorno all'Iran e allo Stretto di Hormuz continuavano ad aumentare.
Axios ha riferito, citando funzionari statunitensi, che i militari statunitensi gestiscono da diverse settimane in modo discreto un corridoio marittimo attraverso il canale meridionale di Hormuz, al largo delle coste dell'Oman. Lo stretto è il punto di strozzatura petrolifera più importante al mondo e normalmente vi transita circa un quinto del petrolio scambiato a livello globale. Ogni notte attraversano lo stretto tra le 15 e le 20 petroliere, con esportazioni giornaliere ormai vicine ai 10 milioni di barili, circa la metà dei volumi prebellici. In alcune notti, fino a 15-20 milioni di barili lasciano il Golfo. L'operazione prevede la scorta delle petroliere cariche in uscita e la guida delle navi vuote nel Golfo per caricare il petrolio prima della partenza.
Separatamente, il presidente Trump ha annunciato quella che ha descritto come un'ampia nuova guerra economica contro l'Iran, presentandola come l'operazione economica più devastante mai attuata contro qualsiasi paese e avvertendo che ogni nazione che aiuterà Teheran a eludere le sanzioni dovrà affrontare severe sanzioni finanziarie. Trump ha affermato che la mossa è arrivata dopo che l'Iran non ha colto l'opportunità di raggiungere un accordo con gli Stati Uniti.
Sono inoltre emerse segnalazioni non confermate di una nave in fiamme nello Stretto di Hormuz. Non è chiaro chi abbia colpito la nave né quale tipo di attacco sia stato condotto, e l'incidente non sembra legato alla rotta dell'Oman utilizzata dal corridoio gestito dagli Stati Uniti, bensì all'attraversamento iraniano. Nonostante la segnalazione, i prezzi del petrolio sono rimasti stabili vicino ai massimi recenti. Anche l'oro ha negoziato vicino ai propri massimi.
Il principale motore dei mercati in vista della sessione asiatica è stata però la comunicazione del Tesoro statunitense, che ha annunciato di voler più che raddoppiare i riacquisti di obbligazioni a lunga scadenza, una mossa che ha alleviato un sell-off che aveva spinto i rendimenti trentennali al livello più alto dal 2007 e, con essi, i parametri di riferimento del credito a lungo termine come i tassi ipotecari. Il Tesoro aveva rilanciato le operazioni regolari di riacquisto solo nel 2024, il suo primo programma continuativo dal 2002, come strumento di gestione della liquidità attraverso cui i titoli più datati e meno negoziabili vengono riacquistati e finanziati con nuovo indebitamento a scadenza più breve. Sulla notizia, il dollaro è sceso bruscamente durante le ore di negoziazione statunitensi, mentre l'oro è balzato al rialzo. L'intervento è arrivato sullo sfondo del debito pubblico statunitense salito sopra i 40 mila miliardi di dollari, anche se gli intervalli complessivi del dollaro nelle negoziazioni asiatiche sono rimasti relativamente contenuti.
In risposta, le azioni asiatiche hanno registrato un rialzo generalizzato. Il Nikkei 225 del Giappone ha aperto in salito di 461 punti, +0,7%, estendendo i guadagni fino a circa l'1% alla pausa di mezzogiorno, mentre il più ampio Topix è salito dello 0,9%. Il Kospi della Corea del Sud ha aperto in crescita del 3% e ha esteso l'avanzata fino a circa il 5,5%, attivando il meccanismo di sidecar della borsa coreana, una regola che sospende temporaneamente il trading programmatico dopo forti movimenti nei futures sugli indici. Nella Cina continentale, lo Shanghai Composite ha guadagnato lo 0,33% all'apertura, lo Shenzhen Component è salito dell'1,03% e l'indice ChiNext ha progredito dell'1,27%.
La People's Bank of China ha lasciato invariati i tassi di riferimento sui prestiti per il quindicesimo mese consecutivo, mantenendo il loan prime rate a un anno al 3,00% e quello a cinque anni al 3,50%, in linea con le attese del mercato. Il loan prime rate è fissato ogni mese da un comitato di banche e costituisce il riferimento di prezzo per la maggior parte dei nuovi prestiti e mutui in Cina. Secondo gli analisti, i tassi stabili suggeriscono che i responsabili delle politiche economiche potrebbero puntare più su misure fiscali accelerate che su un nuovo allentamento monetario per sostenere la crescita, con le banche già alle prese con margini di profitto prossimi ai minimi storici. Separatamente, la banca centrale cinese ha fissato il tasso di riferimento giornaliero dello yuan 612 pips sotto le stime di mercato, la più ampia deviazione verso il lato debole dal 27 febbraio, a segnalare la volontà di rallentare gli apprezzamenti della valuta dopo che lo yuan è salito al livello più forte contro il dollaro in più di tre anni. Lo yuan può negoziare solo entro una banda del 2% ai due lati del fixing ufficiale ogni giorno, il che rende la fissazione giornaliera uno strumento chiave per gestire il ritmo dei movimenti della valuta.
Anche i dati di luglio del Giappone hanno superato le attese. Le esportazioni sono aumentate del 23,2% su base annua, battendo le previsioni del 19,9% e segnando il quinto mese consecutivo di crescita in accelerazione, il ritmo più rapido dall'ottobre 2022. L'aumento è stato trainato da un balzo del 49,1% nelle spedizioni di attrezzature per semiconduttori legate alla domanda di AI, una categoria in cui il Giappone figura tra i principali fornitori a livello mondiale. Le importazioni sono salite del 27,8%, anch'esse sopra le stime e al livello più alto dal novembre 2022. Il Giappone ha registrato per il mese un deficit commerciale di 634,5 miliardi di yen, e si prevede che il deficit persista nel breve periodo, poiché gli elevati costi energetici continueranno a pesare sul valore delle importazioni finché i traffici attraverso lo Stretto di Hormuz non torneranno alla normalità, nonostante il perdurare della forza delle esportazioni trainata dalla AI.
In Australia, l'occupazione è calata inaspettatamente a luglio e il tasso di disoccupazione è salito al livello più alto dalla fine del 2021, rafforzando i segnali di un raffreddamento del mercato del lavoro. I dati hanno spinto il dollaro australiano solo modestamente al ribasso. I mercati prezzano una scarsa probabilità di un aumento dei tassi della Reserve Bank of Australia il prossimo mese, anche se una mossa entro fine anno resta considerata con probabilità vicine al 50%, con molto che dipende dai prossimi dati sull'inflazione.