NotizieAzioniMercato azionario di oggi: Dow, S&P 500 e Nasdaq in calo con il rendimento del decennale oltre il 5%

Mercato azionario di oggi: Dow, S&P 500 e Nasdaq in calo con il rendimento del decennale oltre il 5%

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • •Il rendimento del Treasury a 10 anni ha superato il 5,05%, il livello più alto dal 2007, e il tasso influenza i costi ipotecari, il finanziamento alle imprese e le valutazioni azionarie nell'economia statunitense.
  • •Il Nasdaq Composite è sceso di circa lo 0,8%, mentre la Dow ha perso lo 0,3% e la S&P 500 lo 0,4%, con i titoli tecnologici a guidare la discesa dopo i massimi record dell'inizio della settimana.
  • •Il PMI composito statunitense di S&P Global ha mostrato un'attività economica in espansione superiore alle attese ma ha segnalato costi di produzione più elevati legati all'energia, rafforzando i timori che l'inflazione risulti difficile da controllare.
  • •Il greggio Brent ha superato i 101 dollari al barile e il West Texas Intermediate si è avvicinato ai 92 dollari, mentre la guerra in Iran e le speranze di una ripresa della diplomazia mantengono al centro l'inflazione legata all'energia.
  • •L'incontro Trump-Xi di giovedì dovrebbe affrontare commercio, forniture di terre rare, intelligenza artificiale, Taiwan e Iran, anche se gli investitori non si attendono in generale un accordo importante.
Mercato azionario di oggi: Dow, S&P 500 e Nasdaq in calo con il rendimento del decennale oltre il 5%

Le azioni statunitensi sono scese mercoledì mentre la forte crescita dei rendimenti dei Treasury pesava sui titoli tecnologici e gli investitori guardavano all'incontro di giovedì tra il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping a Washington.

Il Dow Jones Industrial Average è sceso di circa lo 0,3%, mentre la S&P 500 ha perso circa lo 0,4%. Il Nasdaq Composite ha calato di circa lo 0,8% dopo aver registrato massimi record consecutivi all'inizio della settimana, con i titoli tecnologici a guidare la discesa. Tutti e tre gli indici di riferimento sono rimasti in territorio negativo.

Il rendimento del Treasury a 10 anni supera il 5%

La pressione maggiore è arrivata dal mercato obbligazionario. Il rendimento del Treasury a 10 anni ha superato il 5,05%, il livello più alto dal 2007, dopo essere tornato brevemente sopra la soglia chiave del 5%. Il tasso decennale funge da riferimento per i costi di finanziamento nell'economia statunitense, influenzando i tassi ipotecari, il finanziamento alle imprese e le valutazioni azionarie, ed era scambiato su livelli comparabili l'ultima volta nel 2007, prima della crisi finanziaria globale.

L'aumento dei rendimenti può pesare notevolmente sui titoli growth e tecnologici, perché riduce il valore attuale degli utili futuri. Il movimento è avvenuto mentre gli investitori continuavano a valutare i rischi di inflazione legati ai prezzi dell'energia e a un'economia statunitense ancora resiliente.

Il PMI composito flash statunitense di S&P Global ha mostrato un'attività economica in espansione più rapida del previsto, segnalando però anche costi di produzione più elevati legati all'energia. Le stime flash vengono pubblicate prima dei dati definitivi e sono seguite attentamente come segnali anticipatori del ritmo di crescita. I rilevamenti hanno rafforzato i timori che l'inflazione possa risultare difficile da controllare.

Il petrolio ha aggiunto preoccupazioni dopo essere salito ancora. Il greggio Brent ha superato i 101 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate si è avvicinato ai 92 dollari. Entrambi i benchmark hanno oscillato nelle ultime sedute nel contesto della guerra in Iran e delle speranze di una ripresa della diplomazia, mantenendo i timori di'inflazione guidata dall'energia al centro dell'attenzione degli investitori.

L'incontro Trump-Xi entra nel mirino

I mercati si preparano anche all'incontro di giovedì tra Trump e Xi. Reuters ha riferito che commercio, forniture di terre rare, intelligenza artificiale, Taiwan e Iran sono tra le tematiche che potrebbero emergere nei colloqui. Le terre rare hanno un peso particolare perché la Cina rappresenta la stragrande maggioranza dell'estrazione e della lavorazione globale di questi materiali, che alimentano prodotti che vanno dai veicoli elettrici ai sistemi di difesa, rendendo la politica delle esportazioni uno dei punti di leva più evidenti di Pechino nelle trattative commerciali.

L'account X Coin Bureau (@coinbureau) ha pubblicato mercoledì:

🚨LATEST:🇨🇳President Xi Jinping just left Beijing to meet President Trump in Washington, his first state visit to the US capital since 2015. AI is on the agenda, but expectations for a major deal are low. So far, the US has proposed a way for both countries to alert each other… pic.twitter.com/NLZGeK8c9A

— Coin Bureau (@coinbureau) September 23, 2026

Xi visita gli Stati Uniti dal 23 al 25 settembre, la sua prima visita di Stato negli USA dopo anni. Gli investitori non si attendono in generale un accordo di ampia portata, ma qualsiasi dichiarazione su dazi, restrizioni sui chip o esportazioni di terre rare potrebbe muovere i titoli tecnologici e dei semiconduttori. La politica sui chip è da tempo un punto di frizione: Washington ha progressivamente inasprito i controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati e attrezzature per la produzione di chip destinati alla Cina, restrizioni diventate una fonte ricorrente di attrito per le società di semiconduttori attive su entrambi i lati del Pacifico.

L'intelligenza artificiale sarà osservata con particolare attenzione, poiché la competizione tra Stati Uniti e Cina è diventata una parte centrale della loro relazione economica. Reuters ha riferito che gli investitori rimangono esposti agli ecosistemi AI di entrambi i paesi nonostante la crescente pressione politica e le restrizioni tecnologiche.

Anche l'Iran resta parte del quadro di mercato. Trump ha detto che i colloqui tra Stati Uniti e Iran proseguivano e che riteneva possibile raggiungere eventualmente un accordo, anche se i rischi geopolitici restano elevati. Il conflitto è stato un fattore chiave delle recenti oscillazioni del petrolio, e la posizione dell'Iran come importante produttore petrolifero OPEC fa sì che i mercati energetici seguano da vicino ogni evoluzione della contesa.

Per gli investitori, la direzione del mercato nel breve termine potrebbe dipendere meno dalle perdite di mercoledì che dalla persistenza dei rendimenti sopra il 5%, dal mantenimento del petrolio su livelli elevati e da eventuali cambi di politica inattesi dai colloqui Trump-Xi di giovedì.