Crollo degli indici USA dopo l'IPC più alto del previsto, ma i fondamentali livelli di supporto delle medie mobili reggono sui principali indici
Punti chiave
- •Gli indici azionari statunitensi sono scesi dopo un rapporto sull'indice dei prezzi al consumo superiore alle attese, e l'influenza dell'IPC sulle aspettative sui tassi della Federal Reserve lo rende un dato molto seguito.
- •Tutti e tre i principali indici avevano registrato nuovi massimi storici martedì scorso senza riuscire a sostenere la rottura, e i successivi ribassi non hanno ancora stabilito una polarizzazione ribassista definita.
- •Il Nasdaq 100 è l'indice più vulnerabile, con il minimo di seduta a 30.239,63 circa 111 punti sopra la propria media mobile a 200 ore in crescita a 30.128,67, sotto la quale la media mobile a 100 giorni vicino a 29.627 sarebbe il prossimo obiettivo al ribasso.
- •Il Nasdaq Composite è sceso sotto la propria media mobile a 100 ore a 27.168,43 ma resta sopra la propria media mobile a 200 ore in crescita a 26.820,47, lasciando la polarizzazione tecnica a breve termine neutrale.
- •L'S&P 500 si è mantenuto appena sopra la propria media mobile a 100 ore in crescita a 7.745,70, lo stesso livello che aveva attirato acquirenti in supporto durante il calo di giovedì scorso, con una rottura confermata che aprirebbe la strada alla media mobile a 200 ore a 7.706,45.

Le azioni statunitensi sono tornate sotto pressione dopo dati sull'indice dei prezzi al consumo superiori alle attese, con i venditori attivi sugli indici principali. I ribassi, tuttavia, non hanno ancora rotto i fondamentali supporti delle medie mobili, lasciando intatti i livelli tecnici importanti.
L'IPC, un indicatore mensile dell'inflazione al consumo, è uno dei dati economici più seguiti perché i suoi valori alimentano le aspettative sulla politica dei tassi di interesse della Federal Reserve. Il dato più alto del previsto ha messo sulla difensiva i principali indici, con il Nasdaq 100 il più vicino a una significativa rottura al ribasso:
- S&P 500: in calo di circa lo 0,65%
- Nasdaq Composite: in calo di circa lo 0,90%
- Nasdaq 100: in calo di circa l'1,05%
Tutti e tre gli indici avevano raggiunto nuovi massimi storici martedì scorso, ma quelle roture non sono riuscite a mantenere lo slancio. Gli acquirenti hanno avuto l'occasione di spingersi più in alto e non l'hanno colta. I venditori stanno ora attaccando, tuttavia i ribassi non hanno ancora stabilito una polarizzazione ribassista definita sui tre indici. I fondamentali supporti delle medie mobili restano in gioco, offrendo ai trader livelli chiari per valutare se i venditori possono assumere un ulteriore controllo. Le medie mobili, che lisicano i prezzi su un numero determinato di ore o giorni, sono tra i punti di riferimento tecnici più utilizzati: le medie orarie tracciano l'oscillazione a breve termine, mentre i valori a 100 giorni riflettono il trend più ampio.
Nasdaq 100: il più vulnerabile
Il Nasdaq 100 si sta avvicinando alla propria media mobile a 200 ore in crescita a 30.128,67. Il minimo odierno dell'indice ha toccato 30.239,63, lasciandolo circa 111 punti sopra quel livello di supporto. Il prezzo è a tiro, ma i venditori devono ancora romperlo. La pendenza ascendente di quella media riflette il trend rialzista a breve termine che i venditori stanno ora mettendo alla prova.
Un movimento sotto la media mobile a 200 ore—e la capacità di restarvi sotto—aumenterebbe la polarizzazione ribassista e aprirebbe la strada a ulteriori vendite. La media mobile a 100 giorni in crescita vicino a 29.627 diventerebbe quindi il prossimo importante obiettivo al ribasso. Finché tale rottura non si verifica, gli acquirenti conservano un livello su cui poggiarsi per definire il rischio.
Nasdaq Composite: intrappolato tra le medie mobili orarie
Il Nasdaq Composite è sceso sotto la propria media mobile a 100 ore a 27.168,43, regalando ai venditori una vittoria di breve termine. L'indice, tuttavia, resta sopra la propria media mobile a 200 ore in crescita a 26.820,47. Con il prezzo negoziato tra queste medie, la polarizzazione tecnica a breve termine è più neutrale.
Un ritorno sopra la media mobile a ore allevierebbe parte della pressione e darebbe agli acquirenti un punto d'appoggio. Al contrario, una rottura sotto la media mobile a 200 ore darebbe ai venditori un maggiore controllo, con lo swing level e la linea di trend in crescita vicino a 26.676 come prossimo obiettivo. Sotto quello, la media mobile a 100 giorni vicino a 26.290 diventa il prossimo obiettivo al ribasso.
S&P 500: gli acquirenti difendono la media mobile a 100 ore
L'S&P 500 ha toccato oggi un minimo di 7.751,93, fermandosi appena sopra la propria media mobile a 100 ore in crescita a 7.745,70. Anche il calo di giovedì scorso aveva messo alla prova quella media mobile trovando acquirenti in supporto, rendendo il livello ancora oggi un importante barometro.
Finché l'indice resta sopra la media mobile a 100 ore, gli acquirenti mantengono un punto d'appoggio. Un movimento sotto—e la capacità di rimanervi—darebbe ai venditori un maggiore controllo, con la media mobile a 200 ore a 7.706,45 come prossimo obiettivo al ribasso.
La lezione: un ribasso ha bisogno di conferma
Una rottura fallita verso un massimo storico costituisce un segnale d'allarme. Una rottura sotto un fondamentale supporto fornirebbe l'elemento di prova successivo. Il rapporto sull'IPC ha dato una spinta ai venditori, ma i livelli tecnici aiuteranno a determinare se quella spinta si trasformi in qualcosa di più. Il comportamento del prezzo al supporto—e se una rottura possa mantenersi—sarà decisivo. I venditori stanno attaccando, ma hanno ancora lavoro da fare.
Fonte: Investinglive