NotizieCryptoReport: gli USA valutano una spinta all'estero per le stablecoin in dollari per stimolare la domanda di Tesori americani

Report: gli USA valutano una spinta all'estero per le stablecoin in dollari per stimolare la domanda di Tesori americani

Autore: CryptoNewsNet·

Punti chiave

  • •L'amministrazione Trump sta valutando un'iniziativa per promuovere le stablecoin denominate in dollari nei mercati esteri, al fine di proteggere lo status di riserva del dollaro e stimolare la domanda di Titoli del Tesoro americani.
  • •Una delle opzioni in discussione sono le joint venture tra governo e aziende private, con il coinvolgimento di Dipartimento del Tesoro, Dipartimento di Stato e DFC nei colloqui.
  • •Il piano si basa sul GENIUS Act, che ha istituito un quadro federale che richiede agli emittenti di stablecoin di detenere riserve che includano dollari e Titoli del Tesoro a breve termine.
  • •Le stablecoin ancorate al dollaro rappresentano circa 305 miliardi di dollari della capitalizzazione totale di circa 306 miliardi del mercato delle stablecoin, mentre i token in euro detengono meno di 1 miliardo.
  • •L'iniziativa americana resta in fase di discussione, senza una struttura definitiva o una tempistica, mentre lo yuan digitale cinese e i progetti di euro digitale della BCE fanno avanzare infrastrutture di pagamento concorrenti.
Report: gli USA valutano una spinta all'estero per le stablecoin in dollari per stimolare la domanda di Tesori americani

Report: gli USA valutano una spinta all'estero per le stablecoin in dollari per stimolare la domanda di Tesori americani

Secondo un report di Bloomberg che cita persone a conoscenza dei piani, l'amministrazione Trump sta valutando un'iniziativa per promuovere le stablecoin denominate in dollari nei mercati esteri.

L'obiettivo è proteggere lo status del dollaro come asset di riserva mondiale e aumentare la domanda di Titoli del Tesoro americani, che gli emittenti di stablecoin detengono tipicamente come copertura delle riserve.

Joint venture e agenzie federali in fase di esame

L'iniziativa potrebbe coinvolgere diverse agenzie federali, tra cui il Dipartimento del Tesoro e il Dipartimento di Stato, con la US International Development Finance Corp. (DFC) al centro delle discussioni.

Una delle opzioni in esame prevederebbe la creazione di joint venture tra il governo e aziende del settore privato per supportare progetti di stablecoin nei mercati esteri. La DFC è una candidata probabile per questo ruolo, poiché collabora spesso con aziende private per promuovere gli obiettivi di politica estera degli USA. Il suo vertice è Ben Black, figlio del cofondatore di Apollo Global Management Leon Black. Apollo ha una presenza nel mondo delle criptovalute e delle stablecoin, inclusa una partnership con Coinbase Asset Management che consente agli utenti di prendere prestiti a fronte dei propri asset digitali.

Le stablecoin sono tipicamente ancorate a valute tradizionali, con emittenti che generalmente mantengono riserve in contanti e debito pubblico a breve termine a copertura dei token. La proposta del governo americano si concentrerà sulle versioni ancorate al dollaro, che potrebbero creare una potenziale fonte di domanda di Titoli del Tesoro americani man mano che la loro circolazione si espande.

Il piano riportato si basa su politiche esistenti. presidente Donald Trump ha firmato lo scorso anno il GENIUS Act, istituendo un quadro federale che richiede agli emittenti di stablecoin di detenere riserve che includano dollari e Titoli del Tesoro a breve termine. Anche il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha sostenuto che l'adozione delle stablecoin potrebbe rafforzare la posizione del dollaro come valuta di riserva mondiale.

I token in dollari dominano, il mercato in euro resta piccolo

I dati di DefiLlama collocano la capitalizzazione di mercato totale delle stablecoin a circa 306 miliardi di dollari, con la $USDT di Tether a detenere quasi il 60%. Secondo RWA.xyz, le stablecoin ancorate al dollaro rappresentano circa 305 miliardi di dollari di quella capitalizzazione, mentre le controparti in euro ne detengono quasi 805 milioni e i token ancorati al real brasiliano quasi 81 milioni.

Queste cifre forniscono il contesto dell'iniziativa riportata: i token ancorati al dollaro costituiscono già quasi l'intero mercato delle stablecoin per capitalizzazione, quindi una spinta all'estero partirebbe da una posizione dominante anziché da un deficit, con le alternative non in dollari ancora marginali in termini di scala.

I dati sui flussi netti della piattaforma mostrano inoltre flussi positivi per diverse stablecoin in dollari, tra cui 1,2 miliardi di dollari per USDC e 1,1 miliardi per $USDT, seguiti da 819 milioni per USDe di Ethena e 355 milioni per RLUSD di Ripple. Nel frattempo, Visa Onchain Analytics ha registrato 6,4 mila miliardi di dollari di volume totale di transazioni in stablecoin negli ultimi 30 giorni, con un numero totale di transazioni pari a 1,7 miliardi.

Infrastrutture di pagamento concorrenti all'estero

Il piano di Washington è emerso in un momento in cui altre economie stanno sviluppando infrastrutture di pagamento concorrenti. Lo yuan digitale cinese è già utilizzato nel Project mBridge, mentre la Banca Centrale Europea sta facendo avanzare il progetto di euro digitale e ha recentemente lanciato un'iniziativa che collega i mercati blockchain ai sistemi di pagamento europei esistenti.

Oltre 12 stablecoin in euro sono ora pienamente autorizzate nell'ambito del quadro MiCA, tra cui EURR, emessa da Bridge, di proprietà di Stripe, che Revolut ha iniziato a distribuire ad alcuni clienti selezionati in Danimarca, Polonia e Portogallo ad agosto.

Per ora, l'iniziativa americana resta in fase di discussione: il report descrive opzioni in esame, senza che sia stata annunci una struttura di joint venture definitiva, una rosa confermata di agenzie o una tempistica di attuazione. Come — e se — quel piano verrà formalizzato rispetto ai progetti statali già in avanzamento in Europa e Cina è il dettaglio da osservare nei prossimi mesi.