Rifornitori e aerei da ricognizione USA aumentano sul Golfo Persico mentre l'Iran minaccia nuovi attacchi
Punti chiave
- •Almeno sette aerei rifornitori statunitensi sono stati tracciati in operazione sul Golfo Persico il 20 settembre, in un contesto descritto da un account di monitoraggio come intenso attività dell'Aviazione USA vicino al sud dell'Iran.
- •Un drone di sorveglianza MQ-4C Triton della Marina statunitense, capace di rimanere in volo oltre 24 ore, ha condotto una missione di ricognizione sulla regione, sebbene i funzionari USA non abbiano confermato lo scopo dei dispiegamenti.
- •Il comando militare centrale iraniano ha affermato di disporre di informazioni che indicherebbero che Washington stia preparando una nuova azione militare e ha avvertito che un nuovo attacco USA innescerebbe rappresaglie sostenute contro basi e interessi americani in tutta la regione.
- •Il presidente Trump ha detto di essere in 'deciding mode' riguardo all'Iran, ha indicato che "very big things" potrebbero presto verificarsi e ha lasciato aperta la possibilità di un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
- •L'allerta elevata è seguita ad attacchi con missili e droni degli Houthi, filo-iraniani, verso l'Arabia Saudita, e il Dipartimento di Stato USA ha avvertito i cittadini americani che le condizioni di sicurezza potrebbero deteriorarsi inaspettatamente, anche con cancellazioni di voli e chiusure dello spazio aereo.

L'attività dell'aviazione militare statunitense si è intensificata sul Golfo Persico domenica, mentre l'Iran ha avvertito che Washington potrebbe preparare nuovi attacchi, innalzando i livelli di allerta in un conflitto che si avvicina ormai al suo settimo mese. L'aumento dei voli tracciati ha confermato l'atteggiamento più allertato, pur non confermando che un altro attacco sia stato effettivamente ordinato.
Secondo The Hormuz Report, un account di monitoraggio che traccia i movimenti militari nella regione, almeno sette aerei rifornitori statunitensi erano in operazione sul Golfo il 20 settembre. Un'immagine di Flightradar24 condivisa dall'account mostrava attività di aerei intorno al Qatar, agli Emirati Arabi Uniti e nelle acque al largo del sud dell'Iran. L'account ha descritto i rifornitori come parte di un'intensa attività dell'Aviazione statunitense in tutto il Medio Oriente, in particolare vicino al sud dell'Iran.
In un post su X, l'account ha scritto:
BREAKING: The U.S. is now directly posturing for a large-scale attack, with intense Air Force activity across the Middle East and particularly near southern Iran. At least seven U.S. aerial refueling tankers are operating over the Persian Gulf, while an MQ-4C Triton conducted a… pic.twitter.com/1jAkMWuqzD
— The Hormuz Report (@HormuzReport) September 20, 2026
Poche ore prima, lo stesso account aveva segnalato una missione di ricognizione di un MQ-4C Triton della Marina statunitense sulla regione. Il Triton, la variante marittima della Marina statunitense dell'RQ-4 Global Hawk, è progettato per la sorveglianza marittima, può rimanere in volo per più di 24 ore e ha un raggio d'azione di 7.400 miglia nautiche.
I rifornitori estendono la portata mentre il Triton sorveglia il mare
Gli aerei rifornitori consentono agli aerei da combattimento di restare in volo più a lungo e di operare più lontano dalle loro basi di partenza. Questa capacità può supportare missioni di attacco pattugliamenti di prontezza operativa, voli di sorveglianza e altre operazioni in tutto il Golfo. I funzionari statunitensi non hanno confermato lo scopo delle dispiegamenti. Il Qatar, dove una parte delle attività tracciate si è concentrata, ospita la base aerea di Al Udeid, la più grande installazione militare statunitense in Medio Oriente e un hub centrale per le operazioni aeree americane nella regione.
Il Triton svolge un ruolo diverso, raccogliendo intelligence marittima su vaste aree per periodi prolungati. La sua autonomia permette agli equipaggi di monitorare le rotte commerciali, i movimenti aerei e altre attività nel teatro marittimo, offrendo ai comandanti un quadro continuo della regione. I voli di sorveglianza di questo tipo hanno una storia nel Golfo: nel giugno 2019, l'Iran ha abbattuto un drone di sorveglianza della Marina statunitense vicino allo Stretto di Hormuz, aggravando fortemente le tensioni tra Washington e Teheran all'epoca.
Né la concentrazione di rifornitori né i voli di ricognizione dimostrano che Washington abbia approvato nuovi attacchi. L'attività visibile indica una maggiore capacità operativa e sorveglianza, mentre lo scopo delle singole missioni resta non confermato.
L'Iran minaccia rappresaglie sostenute contro obiettivi USA
Il comando militare centrale iraniano ha affermato di aver ricevuto informazioni che indicherebbero che Washington stia preparando una nuova azione militare con il supporto di diversi paesi della regione. Teheran, tuttavia, non ha reso note le prove a sostegno di questa valutazione.
Il comando ha avvertito che un altro attacco statunitense innescerebbe rappresaglie sostenute contro basi e interessi americani in tutta la regione. Ha anche affermato che i paesi che assistono Washington potrebbero essere trattati come parti del conflitto.
The Hormuz Report ha inoltre citato affermazioni dei media iraniani su aerei da caccia non identificati vicino a Bandar Abbas, un porto strategico vicino allo Stretto di Hormuz, il stretto passaggio all'ingresso del Golfo attraverso cui transita una quota significativa del petrolio trasportato via mare nel mondo, da sempre punto critico nelle confronti regionali. Tale rapporto non era stato verificato in modo indipendente al momento della pubblicazione.
Trump dice di essere in "deciding mode"
L'attività militare si è sviluppata mentre il presidente Trump ha dichiarato di essere in "deciding mode" riguardo all'Iran, secondo Fox News. Trump ha anche detto che "very big things" potbero presto verificarsi, lasciando aperta la possibilità di un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Le dichiarazioni sono giunte mentre Washington innalzava il proprio stato di prontezza, pur senza confermare un nuovo attacco.
Reuters ha riportato nuove minacce scambiate tra Washington e Teheran dopo che gli Houthi, gruppo filo-iraniano con base in Yemen, hanno lanciato attacchi con missili e droni verso l'Arabia Saudita. Il Dipartimento di Stato statunitense ha avvertito separatamente i cittadini americani che le condizioni di sicurezza potrebbero deteriorarsi inaspettatamente, anche a causa di cancellazioni di voli e chiusure dello spazio aereo.
Nel complesso, la presenza dei rifornitori, la missione del Triton, gli avvertimenti iraniani e le dichiarazioni di Trump indicano una maggiore prontezza e una retorica più aspra su entrambi i fronti. Non confermano, tuttavia, che gli Stati Uniti abbiano deciso di lanciare un altro attacco su larga scala. Nei prossimi giorni, i segnali da monitorare includono se l'afflusso di rifornitori si manterrà, se i funzionari statunitensi confermeranno lo scopo dei voli e se l'incontro ipotizzato tra Trump e Pezeshkian si terrà.