Riepilogo FX Europeo: I Mercati Rimbalzano e il Petrolio Cala sulle Speranze di Accordo USA-Iran
Punti chiave
- •Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha dichiarato che un accordo con l'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz potrebbe essere raggiunto a breve, notando che l'attività di spedizione attraverso la via d'acqua mostrava già segni di miglioramento.
- •I mediatori, tra cui il Qatar, hanno fatto circolare una bozza di testo per un potenziale accordo volto a ripristinare il traffico marittimo attraverso Hormuz e a facilitare la ripresa dei negoziati Washington-Teheran.
- •I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente e le attività rischiarate hanno rimbalzato mentre i trader scontavano una minore probabilità di un'ulteriore escalation nel Golfo, spingendo a uno smobilizzo parziale del premio per il rischio geopolitico.
- •EUR/USD è salito sopra 1,15 con il supporto di un intervento valutario coordinato Giappone-USA volto ad arrestare il declino sostenuto dello yen guidato dal divario di politiche tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali.
- •Saudi Aramco ha registrato un aumento dei profitti del 44%, riflettendo come i prezzi del petrolio elevati in precedenza nel ciclo abbiano aumentato significativamente le entrate dei produttori.

I mercati hanno operato in modo contenuto per gran parte della seduta europea di lunedì, appesantiti dalla persistente incertezza attorno allo Stretto di Hormuz e al più ampio confronto USA-Iran. La via d'acqua trasporta circa un quinto del consumo mondiale di petrolio trasportato via mare, rendendo qualsiasi interruzione un punto critico per i mercati energetici e le catene di approvvigionamento globali. I principali indici azionari sono rimasti vicini ai livelli di pari, i rendimenti obbligazionari sono rimasti quasi invariati e i mercati valutari hanno mancato di un chiaro catalizzatore direzionale mentre i trader attendevano nuovi sviluppi dal Medio Oriente.
Il tono è cambiato in modo deciso nella seconda parte della seduta dopo una serie di notizie che hanno acceso l'ottimismo su una possibile imminente svolta diplomatica. Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero raggiungere un accordo con l'Iran "domani" per riaprire lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che l'attività di spedizione attraverso la via d'acqua strategica mostrava già segni di miglioramento e che i prezzi dell'energia avrebbero dovuto eventualmente stabilizzarsi.
Le dichiarazioni di Bessent hanno rafforzato i precedenti rapporti secondo cui i mediatori, tra cui il Qatar, stavano facendo circolare una bozza di testo per un potenziale accordo volto a ripristinare il traffico marittimo attraverso Hormuz e a gettare le basi per rinnovati negoziati tra Washington e Teheran.
Il sentiment di rischio è migliorato bruscamente in seguito alle notizie. I futures azionari USA sono saliti, il dollaro USA si è indebolito e i prezzi del petrolio sono scesi rapidamente mentre i trader iniziavano ad assegnare una minore probabilità a un'ulteriore escalation nel Golfo. La prospettiva della riapertura di Hormuz ha incoraggiato gli investitori a smobilizzare parte del premio per il rischio geopolitico che si era accumulato nelle settimane precedenti, con il calo dei prezzi del greggio che a sua volta ha dato ulteriore supporto al sentiment più ampio del mercato.
Tra le valute, EUR/USD è salito sopra 1,15, aiutato in parte dall'intervento sullo yen giapponese. Lo yen era stato sotto una pressione costante a causa del divario di politiche tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, il che ha portato a un'azione coordinata da parte di Tokyo e Washington. L'attenzione si rivolge ora nuovamente ai fondamentali, incluso il rapporto statunitense sulle retribuzioni non agricole di questa settimana e i dati sull'indice dei prezzi al consumo, che hanno entrambi un peso maggiore mentre i trader valutano se la riduzione dei costi energetici potrebbe tradursi nelle aspettative di inflazione.
Nonostante l'apparente progresso diplomatico, resta necessaria una certa cautela. I funzionari iraniani hanno continuato a inviare segnali contrastanti riguardo a colloqui diretti con Washington, e i precedenti tentativi di raggiungere un accordo duraturo hanno incontrato ostacoli. I mercati, tuttavia, rimangono estremamente sensibili a qualsiasi segnale di progresso, e le speranze per un imminente accordo USA-Iran si sono dimostrate sufficienti per innescare un rally delle attività rischiarate e una notevole vendita di petrolio greggio.
Altre storie al centro dell'attenzione durante la seduta hanno incluso l'Iran e l'Oman vicini a un accordo sulle spedizioni via Hormuz che sfida decenni di libera navigazione; il rimbalzo iniziale del petrolio greggio su messaggi contrastanti USA-Iran mentre il rischio del fine settimana manteneva i prezzi sostenuti; e il rapporto aumento dei profitti del 44% di Saudi Aramco, che ha sottolineato la misura in cui i prezzi del petrolio elevati in precedenza nel ciclo hanno rafforzato le entrate dei produttori. Gli analisti hanno anche valutato se l'intervento valutario congiunto Giappone-USA rappresenti un punto di svolta per lo yen, con un ex funzionario della Banca del Giappone che ha affermato che Tokyo e Washington sarebbero "certamente" intervenuti di nuovo se lo yen avesse ripreso la sua discesa. Le scadenze delle opzioni FX per il taglio delle 10:00 di New York del 4 agosto hanno attirato ulteriore attenzione dai trader.