Il report CPI statunitense si pone come test chiave per le aspettative di aumento dei tassi della Federal Reserve
Punti chiave
- •I dati sui prezzi alla produzione di agosto sono in programma per giovedì 10 settembre, mentre il CPI e i salari reali seguiranno venerdì 11 settembre.
- •I mercati prezzano una probabilità di circa il 58% di un aumento dei tassi alla riunione della Fed del 15-16 settembre, secondo un report di Reuters.
- •Il CPI di luglio è salito del 3,4% su base annua mentre il CPI core è aumentato del 2,5%, entrambi sopra l'obiettivo di inflazione del 2% della Fed.
- •Un CPI più caldo delle attese potrebbe spingere al rialzo i rendimenti dei Treasury e il dollaro, aumentando la pressione sugli attivi rischiosi come azioni e criptovalute.
- •UBS prevede due aumenti dei tassi nel 2026, e altri dati in programma includono i costi del lavoro per i datori di lavoro e il credito al consumo.

I mercati statunitensi si avviano verso una settimana ricca di dati, con gli investitori concentrati su inflazione, costi del lavoro e politica della Federal Reserve, dopo che un report occupazionale più forte del previsto ha aumentato le aspettative di un potenziale aumento dei tassi di interesse questo mese.
Secondo Coin Bureau, l'Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) sarà il dato più importante della settimana, con una lettura più calda delle attese che potrebbe rafforzare le scommesse su un possibile irrigidimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve. La crescita più forte di 162.000 posti di lavoro registrata per agosto ha già spinto verso l'alto le aspettative di aumento dei tassi. Reuters ha riportato lunedì che i mercati prezzavano una probabilità di circa il 58% di un rialzo alla riunione di settembre della Fed, mentre UBS ora prevede due aumenti nel 2026. La Fed ha irrigidito la politica monetaria negli ultimi due anni per riportare l'inflazione giù dai massimi pluriennali, e ogni grande pubblicazione di dati viene analizzata in cerca di indizi sulla prossima mossa di quel ciclo.
CPI e PPI riportano l'inflazione al centro dell'attenzione
Il calendario economico è concentrato sui dati sull'inflazione. Secondo l'U.S. Bureau of Labor Statistics, l'Indice dei Prezzi alla Produzione (PPI) di agosto è in programma per giovedì 10 settembre, seguito dal CPI di agosto e dai salari reali venerdì 11 settembre.
Il CPI riveste un'importanza particolare perché gli ultimi dati di luglio hanno mostrato i prezzi al consumo in crescita del 3,4% rispetto all'anno precedente, mentre il CPI core — che esclude i volatili prezzi di alimenti ed energia ed è osservato da vicino dai responsabili politici — è aumentato del 2,5%. Una lettura di agosto più forte alimenterebbe le preoccupazioni che l'inflazione rimanga al di sopra dell'obiettivo del 2% della Federal Reserve. La pubblicazione del PPI aggiunge una visione complementare dal lato dei produttori, monitorando i prezzi ricevuti dalle imprese e fungendo spesso da segnale anticipato delle pressioni sui prezzi che possono eventualmente raggiungere i consumatori.
Altri indicatori in programma includono i costi del lavoro per i datori di lavoro mercoledì e il credito al consumo martedì. I mercati monitoreranno inoltre i risultati aziendali, tra cui il report di Adobe di giovedì.
La decisione della Fed potrebbe determinare la prossima direzione dei mercati
Il Federal Open Market Committee, l'organo della Fed preposto alla fissazione dei tassi, è convocato per il 15-16 settembre, il che rende le cifre sull'inflazione di questa settimana tra gli ultimi grandi input economici prima che i responsabili politici decidano sui tassi di interesse.
Un CPI più caldo potrebbe spingere al rialzo i rendimenti dei Treasury e il dollaro, mentre i trader finanziari rivalutano la probabilità di una politica monetaria più restrittiva. Un tale ambiente aumenterebbe potenzialmente la pressione sugli attivi sensibili al rischio, tra cui azioni e criptovalute, che storicamente hanno tratto sostegno da aspettative di tassi bassi e liquidità abbondante. L'aumento dei costi di finanziamento si ripercuote anche su mutui, carte di credito e finanziamenti aziendali, motivo per cui un singolo dato sull'inflazione può muovere i prezzi degli attivi su tutta la linea.
I mercati affrontano quindi una prova chiara questa settimana: se i dati sull'inflazione confermeranno il segnale più forte dal mercato del lavoro o daranno ai responsabili politici prove sufficienti per mantenere una posizione meno aggressiva in vista della riunione della Fed di settembre. I trader saranno inoltre in ascolto delle dichiarazioni di accompagnamento della Fed per indicazioni sul ritmo della politica oltre settembre.
Fonte: Hokanews