NotizieMacroIl principale generale statunitense in Europa avverte il Pentagono della carenza navale che minaccia la difesa di Israele

Il principale generale statunitense in Europa avverte il Pentagono della carenza navale che minaccia la difesa di Israele

Autore: Rawstory·

Punti chiave

  • Il generale Alexus Grynkewich ha avvertito il Pentagono per iscritto che, senza un cacciatorpediniere aggiuntivo della Marina, sarebbe costretto a scegliere tra difendere il territorio nazionale statunitense e difendere Israele dalle minacce di missili balistici.
  • Il blocco navale dei porti iraniani imposto dal presidente Donald Trump in risposta alla chiusura dello Stretto di Hormuz ha deviato i cacciatorpedinieri dalla difesa antimissile e da altre missioni critiche.
  • La Marina statunitense opera con circa 70 cacciatorpedinieri missilistici guidati della classe Arleigh Burke, che costituiscono le principali unità sia per la difesa antimissile balistico sia per le operazioni di controllo del mare.
  • I missili intercettori montati sui cacciatorpedinieri, come gli SM-3 ed SM-6, sono costosi e prodotti in quantità limitate, sollevando preoccupazioni sul reintegro delle munizioni durante operazioni prolungate.
  • Gli analisti della difesa avvertono che gli obblighi simultanei in Europa e in Medio Oriente stanno dilatando le risorse navali oltre il quadro previsto dalla National Defense Strategy del Pentagono.
Il principale generale statunitense in Europa avverte il Pentagono della carenza navale che minaccia la difesa di Israele

Un alto comandante militare statunitense in Europa ha avvertito privatamente il Pentagono di non disporre di forze navali sufficienti per difendere Israele da potenziali attacchi con missili balistici, secondo un rapporto de The Washington Post.

Il generale Alexus Grynkewich, a capo dello U.S. European Command (EUCOM), ha comunicato per iscritto ai vertici del Pentagono che sarebbe costretto a scegliere tra difendere il territorio nazionale statunitense e difendere Israele se non avesse ricevuto un cacciatorpediniere aggiuntivo della Marina, ha riferito The Post. L'EUCOM è responsabile delle operazioni militari statunitensi in tutta Europa ed è incaricato di proteggere gli Stati Uniti dalla minaccia dei missili balistici russi, oltre a mantenere la prontezza contro una potenziale incursione russa in territorio NATO.

L'avvertimento evidenzia una crescente pressione sulle risorse della Marina statunitense causata dal blocco navale dei porti iraniani ordinato dal presidente Donald Trump. Il blocco è stato imposto in risposta alla chiusura dello Stretto di Hormuz, un collo di bottiglia marittimo critico attraverso cui transita una parte significativa dell'approvvigionamento petrolifero mondiale. Il mantenimento del blocco ha richiesto il dispiegamento di cacciatorpedinieri della Marina, allontanandoli da altre missioni. La Marina statunitense opera con una flotta limitata di circa 70 cacciatorpedinieri missilistici guidati della classe Arleigh Burke, che rappresentano le principali unità di superficie utilizzate sia per la difesa antimissile balistico sia per le missioni di controllo del mare.

I cacciatorpedinieri navali statunitensi sono dotati del sistema di combattimento Aegis e armati con missili intercettori, tra cui le varianti SM-3 ed SM-6, che in passato sono stati utilizzati per abbattere missili lanciati contro Israele dall'Iran e dai militanti Houthi in Yemen. Ogni intercettore è costoso e prodotto in quantità limitate, e le operazioni prolungate hanno attirato l'attenzione sulle tempistiche di reintegro delle munizioni. Con questi cacciatorpedinieri impegnati nell'applicazione del blocco dei porti iraniani, la capacità di mantenere tale copertura difensiva è diminuita.

«Essere in piedistallo di guerra avrà un costo in termini di prontezza e livelli di scorte di munizioni», ha dichiarato a The Post Tom Karako, direttore del Missile Defense Project presso il Center for Strategic and International Studies (CSIS), un think tank di politica della difesa con sede a Washington. «Ora la domanda è: qual è la strategia qui?»

Le osservazioni di Karako sottolineano preoccupazioni più ampie tra gli analisti della difesa riguardo alla sostenibilità degli impegni militari statunitensi simultanei. Le esigenze del blocco dei porti iraniani, combinate con gli obblighi permanenti di dissuadere l'aggressione russa in Europa e difendere i partner in Medio Oriente, hanno dilatato le risorse navali. La National Defense Strategy del Pentagono ha richiesto che le forze armate siano in grado di dissuadere più avversari contemporaneamente, ma l'attuale domanda di cacciatorpedinieri tra teatri in competizione ha messo alla prova quel quadro strategico.

La notifica del generale Grynkewich al Pentagono riflette i difficili compromessi che i pianificatori militari statunitensi devono affrontare mentre bilanciano priorità in competizione across molteplici teatri di operazione.