I data center AI degli USA affrontano un deficit energetico di 32 GW entro il 2028, avverte Morgan Stanley
Punti chiave
- •Morgan Stanley proietta che i data center statunitensi potrebbero affrontare entro il 2028 un deficit energetico di circa 32 GW, pari a circa il 34% dell'energia necessaria per la domanda prevista.
- •Le connessioni alla rete e gli aggiornamenti delle trasmissioni richiedono tipicamente dai quattro ai sette anni, molto più dei tempi di costruzione dei data center hyperscale, rendendo difficile colmare rapidamente il deficit.
- •I prezzi di mercato mostrano che la probabilità di una moratoria texana sui data center è aumentata di 6 punti nel sub-mercato del 1° gennaio 2028, un orizzonte che coincide con la data di deficit proiettata da Morgan Stanley.
- •I mercati della Louisiana mostrano un aumento simile della probabilità di una moratoria sui data center, riflettendo il più ampio impatto regionale della carenza energetica.
- •Potenziali cambiamenti di politica potrebbero essere segnalati dal governatore texano Greg Abbott, dalla Legislatura texana, da ERCOT, dalla PUCT e dal governatore della Louisiana Jeffrey M. Landry.

I data center AI negli Stati Uniti stanno incontrando un ostacolo crescente: l'elettricità. Secondo Morgan Stanley, i data center statunitensi potrebbero affrontare entro il 2028 un deficit energetico di circa 32 GW — circa il 34% dell'energia necessaria a soddisfare la domanda prevista. La constatazione sottolinea come la disponibilità di elettricità sia un vincolo critico per l'espansione della capacità di calcolo AI: poiché i carichi di lavoro AI su larga scala richiedono energia continua e in grandi volumi, le carenze di offerta si traducono in limiti alla quantità di nuova capacità di calcolo effettivamente attivabile.
Il divario deriva in gran parte da uno squilibrio nei tempi. Le connessioni alla rete e gli aggiornamenti delle infrastrutture di trasmissione richiedono tipicamente dai quattro ai sette anni per essere completati, mentre i progetti di data center hyperscale vengono realizzati su calendari molto più brevi — lasciando utilities e gestori di rete in difficoltà nel tenere il passo con il rapido ciclo di costruzione. L'implicazione è che le decisioni infrastrutturali prese anni prima determinano in larga misura quanta energia sarà disponibile entro il 2028, rendendo difficile colmare rapidamente il deficit.
I segnali di mercato puntano a una possibile moratoria in Texas
I prezzi di mercato suggeriscono che un maggiore controllo sulle operazioni dei data center potrebbe portare il Texas a valutare una moratoria sui nuovi sviluppi — una misura politica che fermerebbe temporaneamente la realizzazione di nuovi data center. La variazione più rilevante osservata è apparsa nel sub-mercato del 1° gennaio 2028, dove la probabilità è aumentata di 6 punti, in linea con le crescenti preoccupazioni per i vincoli energetici. Quell'orizzonte coincide con la data di deficit proiettata da Morgan Stanley. I mercati della Louisiana mostrano un aumento simile della probabilità di una moratoria sui data center, riflettendo il più ampio impatto regionale della carenza energetica.
Cosa osservare
Il governatore del Texas Greg Abbott e la Legislatura texana potrebbero svolgere un ruolo cruciale in eventuali cambiamenti di politica. Gli osservatori dovrebbero monitorare le sessioni legislative dedicate ai vincoli energetici, così come eventuali ordini esecutivi di Abbott. Anche le decisioni dell'Electric Reliability Council of Texas (ERCOT), che gestisce la rete che serve gran parte del Texas, o della Public Utility Commission of Texas (PUCT), il regolatore delle utility dello stato, relative alle connessioni dei data center potrebbero indicare cambiamenti nell'orientamento regolatorion
Anche la Louisiana merita attenzione: qualsiasi azione esecutiva o iniziativa legislativa del governatore Jeffrey M. Landry o della Legislatura della Louisiana potrebbe segnalare che una moratoria è in fase di valutazione.