NotizieCryptoL'Ucraina smantella un gruppo di drenaggio di criptovalute attivo a Kiev con movimenti fino a 1 milione di dollari al mese

L'Ucraina smantella un gruppo di drenaggio di criptovalute attivo a Kiev con movimenti fino a 1 milione di dollari al mese

Autore: Decrypt·

Punti chiave

  • •La polizia ucraina e l'SBU hanno chiuso una rete di finti piattaforme di investimento gestita da Kiev che drenava wallet di criptovalute di vittime in oltre 20 paesi, con 62 vittime identificate finora.
  • •L'SBU ha identificato l'organizzatore come un informatico di 25 anni e ha stimato un fatturato di picco fino a 1 milione di dollari al mese, con oltre 46 reclutati in uffici a Kiev e dintorni.
  • •Le vittime venivano reclutate su Telegram e mostravano guadagni di trading fabbricati, poi venivano indotte ad approvare una transazione di "test" che attivava un wallet drainer trasferendo i loro asset ai wallet del gruppo.
  • •Gli inquirenti hanno accesso a un database su server in Olanda contenente registrazioni delle vittime, indirizzi di wallet e dati personali raccolti, inclusi dati-passaporto e password.
  • •La polizia ha eseguito 34 perquisizioni, sequestrando oltre 100 computer, oltre 100 telefoni, 79 schede SIM, contanti e 15 auto; il caso procede ai sensi dell'Articolo 190 del codice penale ucraino sulla frode organizzata su larga scala.
L'Ucraina smantella un gruppo di drenaggio di criptovalute attivo a Kiev con movimenti fino a 1 milione di dollari al mese

La Polizia Nazionale e il Servizio di sicurezza ucraini (SBU) hanno dichiarato martedì di aver chiuso una rete di finti piattaforme di investimento gestita da Kiev che drenava portafogli di criptovalute appartenenti a persone in oltre 20 paesi.

Gli inquirenti hanno finora identificato 62 vittime, tra cui cittadini di Germania, Polonia, Lituania, Lettonia, Spagna, Francia, Regno Unito, Canada e Israele. La diffusione geografica riflette la natura senza confini delle frodi crittografiche: truffe gestite da una singola giurisdizione possono colpire utenti di wallet ovunque, spesso lasciando le vittime con poche possibilità di rivalsa una volta che gli asset vengono trasferiti a wallet controllati dagli aggressori.

Il Servizio di sicurezza ha descritto l'organizzatore come un informatico di 25 anni e ha stimato un fatturato dell'operazione fino a 1 milione di dollari al mese nel periodo di picco. Secondo l'agenzia, lo schema ha reclutato più di 46 ucraini e gestiva diversi uffici a Kiev e nella regione circostante. Gli sviluppatori hanno creato le piattaforme finte e le hanno mantenute online nonostante i tentativi di blocco, mentre altro personale gestiva gli uffici, lavorava ai telefoni e si occupava della sicurezza. Questa struttura — operatori di call center, sviluppatori e sicurezza dedicata — rispecchia quella delle operazioni di frode su scala industriale documentate altrove in Europa orientale, dove le finte piattaforme di trading sono da tempo un pilastro della frode online organizzata.

Поліцейські припинили діяльність мережі фейкових інвестиційних платформ, через які шахраї викрадали криптовалюту у громадян понад 20 країн Наразі поліцейські встановили 62 потерпілих. 🔗 Деталі: pic.twitter.com/QblK1EWXi8 — Національна поліція України (@NPU_GOV_UA) September 1, 2026

Come funzionava la truffa

L'approccio iniziava su Telegram, dove il gruppo pubblicizzava presunti progetti crittografici profittevoli. Gli utenti che si registravano collegavano un wallet e inviavano fondi per quelli che venivano presentati come progetti di investimento. Il personale poi falsificava manualmente le operazioni di trading, mostrando saldi in crescita nella dashboard di ogni cliente.

Quando le vittime tentavano di prelevare, le richieste venivano bloccate. Per verificare il funzionamento della piattaforma, veniva detto alle vittime, era necessario collegare il proprio wallet principale e approvare una piccola transazione di "test". Quell'approvazione attivava un drainer integrato nel sito, che trasferiva gli asset verso wallet controllati dal gruppo e bloccava l'accesso della vittima. Si tratta di una firma tipica degli attacchi wallet-drainer: anziché limitarsi a rubare credenziali, il malware induce gli utenti a firmare una transazione che cede direttamente il controllo dei loro asset on-chain.

Dove finivano i soldi

Gli inquirenti hanno rintracciato in Olanda attrezzature server contenenti il database del gruppo e ne hanno ottenuto l'accesso. Il database elencava le vittime, i loro indirizzi di wallet, le somme sottratte, la corrispondenza interna e i registri del funzionamento delle piattaforme. Il processo di registrazione e verifica aveva inoltre raccolto dati-passaporto, numeri di telefono, indirizzi email, login, password e fotografie — dati personali che i gruppi di truffatori sono soliti riutilizzare per truffe successive e furti di identità.

Gli agenti hanno effettuato 34 perquisizioni a Kiev e nella regione circostante, sequestrando più di 100 computer, più di 100 telefoni, 79 schede SIM, un gateway GSM, contanti e 15 automobili. Alcuni veicoli e proprietà erano intestati a mogli e parenti dei sospettati. Secondo gli inquirenti, l'organizzatore si spostava con guardie del corpo armate.

Il caso procede ai sensi della Parte 5 dell'Articolo 190 del codice penale ucraino, la norma che disciplina la frode su larga scala commessa da un gruppo organizzato. La polizia dichiara di stare ancora lavorando per identificare tutti i coinvolti, ulteriori vittime e la somma totale sottratta — una cifra che potrebbe crescere ben oltre le 62 vittime confermate finora, dato il fatturato dichiarato del gruppo e le operazioni in oltre 20 paesi.

L'operazione segue altri sforzi ucraini contro la criminalità crittografica. A giugno, l'Ucraina ha trasferito più di 8,3 milioni di dollari in USDT sequestrati in un wallet gestito dallo Stato, la prima volta che criptovalute confiscate venivano poste sotto gestione statale. Il Royal United Services Institute ha stimato che norme più severe potrebbero consentire al paese di recuperare almeno 10 miliardi di dollari tra fondi sottratti ed entrate fiscali perse. Per l'Ucraina, che ha cercato un allineamento più stretto con gli standard di regolamentazione finanziaria dell'Unione Europea, azioni di enforcement come questa segnalano una spinta più ampia a considerare le frodi crittografiche una priorità penale anziché un reato di nicchia.