Investitore britannico recupera 61 Bitcoin del valore di 3,3 milioni di sterline dopo 12 anni di battaglia legale
Punti chiave
- •Chris ha acquistato 61 Bitcoin per 1.500 sterline nel dicembre 2011 tramite Britcoin, il primo exchange di criptovalute del Regno Unito, in seguito diventato Intersango e chiuso nel 2014.
- •Le Bitcoin recuperate valgono oggi circa 3,3 milioni di sterline (circa 4,7 milioni di dollari), rispetto a circa 4.000 sterline quando l'accesso è andato perso nel 2014.
- •CEL Solicitors ha tracciato le monete usando documenti di proprietà e atti giudiziari, inclusi fascicoli statunitensi, confermando Chris come legittimo proprietario e ottenendo l'intero ammontare di 61 monete.
- •La legge inglese considera le criptovalute proprietà tracciabile e recuperabile in cause civili, consentendo ai detentori di perseguire asset detenuti da terzi.
- •Chris intende spendere parte dei fondi per una casa familiare più grande adatta a un familiare con disabilità, conservando il resto delle sue Bitcoin.

Un investitore britannico ha recuperato 61 Bitcoin del valore di circa 3,3 milioni di sterline, più di un decennio dopo il collasso dell'exchange che custodiva i suoi fondi. Chris, che aveva acquistato le monete nel dicembre 2011, ha riottenuto l'accesso quest'anno con l'aiuto degli specialisti legali di CEL Solicitors. Il caso dimostra come vie legali possano sbloccare asset crittografici un tempo ritenuti persi per sempre. evidenzia inoltre un problema più ampio risalente ai primi anni delle criptovalute: gli exchange di quell'epoca collassavano frequentemente con i fondi dei clienti bloccati al loro interno, e migliaia di utenti colpiti in tutto il mondo hanno trascorso anni a cercare il recupero tramite tribunali e procedure di insolvenza.
Come i Bitcoin sono andati persi per oltre un decennio
Chris è entrato nel mercato delle Bitcoin precocemente. Nel dicembre 2011 ha speso 1.500 sterline nella valuta digitale tramite Britcoin, il primo exchange di criptovalute del Regno Unito. All'epoca ogni moneta era scambiata a circa 2,94 sterline, per un totale di 61 Bitcoin. L'exchange ha in seguito cambiato nome in Intersango.
Entro il 2014, il valore delle monete di Chris era cresciuto fino a circa 4.000 sterline. Nello stesso anno, la piattaforma ha chiuso tra difficoltà finanziarie, tagliandogli completamente l'accesso al conto. Il collasso di Intersango avvenne in un periodo in cui fallirono diversi exchange crittografici pionieristici, in primo luogo il giapponese Mt. Gox, che nel 2014 dichiarò bancarotta dopo aver perso centinaia di migliaia di Bitcoin dei clienti, lasciando gli utenti a cercare riparazione attraverso lunghi procedimenti legali e fallimentari.
Per i successivi 12 anni, Chris non ha potuto toccare i suoi fondi. Ha visto il prezzo delle Bitcoin salire costantemente sui mercati globali mentre le sue monete rimanevano congelate in un exchange defunto. In seguito ha descritto l'esperienza come il periodo più difficile della sua vita di investitore.
61 Lost Bitcoins Retrieved! A British guy bought £1,500 of Bitcoin in 2011 through Intersango, the UK's first crypto exchange, then it collapsed in 2014 with his coins frozen inside. In 2018 the founders emailed him to claim his funds and he deleted it thinking it was a scam.… pic.twitter.com/aNUvvcUNS7 — Lark Davis (@LarkDavis) August 30, 2026
A differenza di molte storie di criptovalute perdute che coinvolgono password dimenticate o hardware wallet danneggiati, questo caso riguardava i diritti di proprietà. Le chiavi private rimasero sotto il controllo dei vecchi gestori dell'exchange, trasformando la questione in una disputa legale anziché in un recupero tecnico. Questa distinzione conta ai sensi della legge inglese, dove i tribunali hanno riconosciuto le criptovalute come una forma di proprietà suscettibile di essere tracciata e recuperata in cause civili, offrendo ai detentori una base legale per perseguire asset detenuti da terzi.
L'azione legale porta al recupero completo
Dopo che i ripetuti tentativi di contattare i vecchi gestori di Intersango fallirono, Chris ha deciso all'inizio di quest'anno di avviare una richiesta legale formale. Secondo quanto riportato, la moglie lo ha incoraggiato a compiere questo passo dopo anni di fondi rimasti intoccati.
Ha incaricato CEL Solicitors, uno studio legale britannico, di gestire il caso. Il team legale ha utilizzato documenti di proprietà e atti giudiziari, inclusi fascicoli di procedimenti correlati negli Stati Uniti, per fondare la sua richiesta sulle monete. Attraverso questo processo, CEL Solicitors è riuscita a tracciare le Bitcoin, confermare Chris come legittimo proprietario e ottenere il rilascio dell'intero ammontare di 61 monete.
Il recupero rappresenta uno dei casi più rilevanti di asset crittografici a lungo dormienti restituiti attraverso canali legali anziché mezzi tecnici. Con il prezzo delle Bitcoin aumentato fortemente dal 2014, le monete recuperate valgono ora circa 3,3 milioni di sterline, equivalenti a circa 4,7 milioni di dollari.
Chris ha dichiarato di voler utilizzare parte dei fondi per acquistare una casa familiare più grande, in grado di accogliere un familiare con disabilità. Ha confermato l'intenzione di conservare la parte restante delle sue Bitcoin invece di venderle integralmente.
Il caso si aggiunge a una lista crescente di esempi in cui la perseveranza e il supporto legale hanno aiutato gli investitori a recuperare asset crittografici un tempo considerati permanentemente inaccessibili. Per i detentori ancora bloccati fuori da exchange falliti, suggerisce che documentare le transazioni originali e cercare consulenza legale specialistica possa valere la pena, in particolare dove gli exchange hanno lasciato dietro di sé registri di proprietà verificabili.