Il Regno Unito congela un attico londinese da 12 milioni di dollari legato allo scandalo crypto del Prince Group
Punti chiave
- •Le autorità britanniche hanno immobilizzato un attico londinese del valore di circa 12 milioni di dollari e altri beni legati a Thet Li, presunto operatore finanziario del Prince Group.
- •Li, 39 anni, avrebbe gestito le operazioni finanziarie internazionali del gruppo come collaboratore chiave del presidente Chen Zhi e avrebbe acquistato l'appartamento a Victoria per 8,9 milioni di sterline nel 2022.
- •Il congelamento britannico è collegato a un'azione statunitense in cui Chen Zhi è stato incriminato per associazione finalizzata alla frode informatica e al riciclaggio, insieme a una richiesta di confisca civile su circa 127.271 Bitcoin per un valore superiore a 14 miliardi di dollari.
- •I pubblici ministeri sostengono che il Prince Group abbia gestito compound per truffe in Cambogia dove lavoratori vittime di tratta erano costretti a frodi online, incluse truffe agli investimenti in criptovalute e schemi di pig butchering.
- •Il Prince Group ha respinto le accuse, e i congelamenti e le incriminazioni restano soggetti a procedimenti legali in corso in entrambe le giurisdizioni.

Le autorità britanniche hanno congelato un lussuoso attico londinese del valore di circa 12 milioni di dollari, insieme ad altri beni appartenenti a Thet Li, presunto operatore finanziario del Prince Group con sede in Cambogia. La mossa amplia un'officiva internazionale contro una presunta rete criminale accusata di aver orchestrato truffe online su larga scala e di aver riciclato proventi illeciti attraverso i mercati finanziari globali.
Li, 39 anni, avrebbe gestito la rete finanziaria internazionale del Prince Group ed è considerato un collaboratore chiave del presidente Chen Zhi. Il caso è collegato a una importante azione di contrasto statunitense nel settore delle criptovalute che coinvolge circa 127.271 Bitcoin, del valore di oltre 14 miliardi di dollari al momento dell'annuncio del sequestro nell'ottobre 2025. Il congelamento dei beni sottolinea i crescenti sforzi delle autorità britanniche e statunitensi per ricostruire i presunti proventi criminali investiti in immobili di lusso, criptovalute e altri asset di alto valore.
Il congelamento dell'immobile londinese mira al presunto operatore finanziario
Li avrebbe acquistato l'attico nel quartiere Victoria di Londra per 8,9 milioni di sterline nel 2022. L'appartamento offre una vista su St. James's Park e sul Buckingham Palace.
Le autorità britanniche hanno anche preso di mira Li con misure di sanzione connesse all'indagine sul Prince Group — designazioni che in genere vietano agli individui di possedere, spostare o vendere beni all'interno della giurisdizione del paese che le ha imposte. Gli investigatori sostengono che abbia contribuito a sovrintendere alle operazioni finanziarie internazionali dell'organizzazione, incluso il movimento di fondi illeciti.
L'indagine più ampia ha esaminato immobili e attività commerciali presumibilmente utilizzati per occultare proventi criminali. Le autorità avevano già preso di mira altri beni collegati a dirigenti del Prince Group, tra cui residenze di lusso e immobili commerciali a Londran
Il Prince Group ha respinto le accuse di illecito, contestando le affermazioni secondo cui il suo presidente e le aziende associate avrebbero partecipato ad attività illegali.
Il sequestro di Bitcoin intensifica il contrasto globale
Il caso ha attirato l'attenzione internazionale nell'ottobre 2025, quando i pubblici ministeri statunitensi hanno incriminato Chen Zhi per associazione finalizzata alla frode informatica e al riciclaggio di denaro. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha anche presentato un'azione di confisca civile relativa a circa 127.271 Bitcoin, un meccanismo legale attraverso il quale il governo chiede la proprietà di beni che, secondo le sue affermazioni, sarebbero collegati ad attività criminali.
I pubblici ministeri sostengono che il Prince Group abbia gestito compound per truffe in Cambogia, dove lavoratori vittime di tratta erano costretti a commettere frodi online. Gli schemi avrebbero incluso truffe agli investimenti in criptovalute e le cosiddette operazioni di "pig butchering", in cui i responsabili costruiscono un rapporto di fiducia con le vittime prima di persuaderle a trasferire denaro verso investimenti fraudolenti.
L'operazione presunta illustra come la frode in criptovalute possa intersecarsi con i sistemi finanziari tradizionali. Gli investigatori si sono concentrati sulla tracciabilità dei fondi attraverso portafogli digitali, strutture societarie e investimenti immobiliari. Per le autorità di regolamentazione finanziaria, il congelamento degli asset può impedire il trasferimento dei presunti proventi mentre le indagini proseguono. Tuttavia, i congelamenti di beni e le accuse penali non stabiliscono la colpevolezza, e un'eventuale confisca resta subordinata ai procedimenti legali applicabili.
L'indagine riflette uno sforzo internazionale in espansione per smantellare le reti finanziarie sospettate di trarre profitto dalle frodi online e per individuare asset che potrebbero eventualmente sostenere gli sforzi di recupero a favore delle vittime. Con le indagini in corso in entrambe le giurisdizioni, gli sviluppi da seguire includono l'eventuale individuazione di ulteriori beni collegati e l'avanzamento della richiesta di confisca statunitense nei tribunali.