Le azioni di UiPath salgono leggermente mentre si attenua la svendita legata a OpenAI e l’ARR torna al centro dell’attenzione
Punti chiave
- •UiPath ha chiuso a $12.19, in rialzo del 4,9% martedì, e ha scambiato leggermente sopra il livello precedente all’introduzione di Presence da parte di OpenAI.
- •Il titolo ha recuperato il 12,5% in due sedute dopo essere sceso di oltre l’11% il giorno dell’annuncio di Presence.
- •Il recupero non è stato accompagnato da nuovi filing societari, aggiornamenti sugli utili o annunci importanti, e i volumi di scambio sono rimasti sotto la media recente.
- •A metà luglio circa 112.9 milioni di azioni di UiPath erano vendute allo scoperto, pari a quasi il 29% del public float.
- •Le indicazioni del secondo trimestre puntano a ricavi tra $395 milioni e $400 milioni e a un ending ARR tra $1.929 miliardi e $1.934 miliardi, con un net-new ARR atteso in rallentamento rispetto al primo trimestre.

UiPath (NYSE: PATH) ha chiuso in lieve rialzo martedì mentre gli investitori continuavano a lasciarsi alle spalle la forte svendita innescata dal nuovo prodotto enterprise agent di OpenAI, mentre l’attenzione si spostava sulla capacità della società di software per l’automazione di mantenere la crescita dell’annual recurring revenue. Il titolo ha chiuso a $12.19, in aumento del 4,9% nella seduta, rimanendo leggermente sopra il livello registrato prima che OpenAI introducesse Presence, una piattaforma progettata per collegare agenti vocali e di chat basati su AI con sistemi aziendali, policy e supervisione umana.
Il recente rimbalzo è stato rilevante perché ha annullato il calo iniziale seguito all’annuncio di OpenAI. UiPath era scesa di oltre l’11% il giorno in cui Presence è stata presentata e aveva esteso le perdite nella sessione successiva. Nelle ultime due sedute di trading, tuttavia, il titolo ha recuperato il 12,5%, suggerendo che il mercato non stia più prezzando un’interruzione immediata del business di UiPath.
Il recupero supera il panico iniziale
Nonostante il prezzo delle azioni sia più forte, il recupero è avvenuto senza alcun nuovo filing societario, aggiornamento sugli utili o annuncio importante da parte di UiPath. Questo ha portato molti trader a ritenere che il posizionamento abbia avuto un ruolo significativo nel rimbalzo. I volumi di scambio hanno raggiunto 46,8 milioni di azioni, comunque al di sotto della media recente del titolo, indicando che la partecipazione non è stata particolarmente ampia.
Il prodotto Presence di OpenAI entra in un’area vicina al business di automazione e orchestrazione di UiPath, e la reazione iniziale del mercato rifletteva il timore che i fornitori di large language model potessero competere in modo crescente per la spesa enterprise destinata ai workflow. Con l’attenuarsi di queste preoccupazioni, gli investitori sono sembrati più disposti a rivalutare la posizione di lungo periodo della società invece di concentrarsi esclusivamente sul rischio legato ai titoli di testa.
Lo short interest mantiene elevata la volatilità
Un altro fattore a sostegno del recupero è l’insolitamente alto short interest di UiPath. Circa 112.9 milioni di azioni risultavano vendute allo scoperto a metà luglio, pari a quasi il 29% del public float. Lo short interest riportato era diminuito rispetto al periodo precedente, suggerendo che alcune posizioni ribassiste possano essere già state ridotte.
Quando un titolo fortemente shortato inizia a salire, gli short seller spesso ricomprano azioni per limitare le perdite, il che può amplificare i movimenti al rialzo. I dati disponibili non consentono di confermare quanto short covering sia avvenuto durante il recente rimbalzo, ma la configurazione aumenta il potenziale di forti oscillazioni di prezzo in entrambe le direzioni.
L’ARR diventa il test chiave
Il dibattito più importante ora riguarda l’annual recurring revenue, o ARR, che molti investitori nel software considerano l’indicatore più chiaro della futura forza dei ricavi. Le indicazioni di UiPath per il secondo trimestre segnalano un ritmo di espansione più lento rispetto a quello registrato nel primo trimestre.
I ricavi sono attesi nell’intervallo compreso tra $395 milioni e $400 milioni, rispetto ai $418 milioni del trimestre precedente. L’ending ARR è previsto tra $1.929 miliardi e $1.934 miliardi, in aumento moderato rispetto a $1.901 miliardi. Il net-new ARR implicito è di circa $28 milioni-$33 milioni, contro $49 milioni in precedenza, mentre il non-GAAP operating income dovrebbe scendere a circa $75 milioni da $92 milioni.
Al punto medio delle indicazioni, il net-new ARR sarebbe inferiore di circa il 38% rispetto al primo trimestre, rendendo la crescita degli abbonamenti il tema centrale per gli investitori.