Donald Trump avvia un’indagine Section 301 sulle multe UE da 21,5 miliardi di dollari alle società statunitensi
Punti chiave
- •Il presidente Trump ha ordinato un’indagine Section 301 immediata sull’Unione europea in risposta alla sua multa da circa un miliardo di dollari contro Google ai sensi del Digital Markets Act.
- •La Commissione europea ha emesso due sanzioni separate per un totale di 890 milioni di euro, riguardanti l’autopreferenza di Google nei risultati di ricerca e le sue restrizioni agli sviluppatori di app nel Google Play store.
- •Trump ha citato multe cumulative dell’UE per circa 21,5 miliardi di dollari contro Apple, Meta, Amazon e Google come prova del fatto che le società americane sarebbero prese di mira ingiustamente.
- •Il DMA consente sanzioni fino al 10 percento del fatturato annuo globale di una società, che salgono al 20 percento in caso di violazioni ripetute, sebbene la multa a Google rappresentasse circa lo 0.22 percento del suo fatturato.
- •L’escalation minaccia il quadro commerciale USA-UE stabilito lo scorso anno e segnala che le dispute sulla regolamentazione digitale potrebbero influenzare sempre più la più ampia politica commerciale transatlantica.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato nuovi dazi contro l’Unione europea dopo che Bruxelles ha multato Google per circa $1 billion ai sensi del suo Digital Markets Act (DMA), aggravando un rapporto commerciale transatlantico già teso.
Trump annuncia un’indagine Section 301
Trump ha dichiarato che la sua amministrazione avrebbe avviato immediatamente un’indagine Section 301 sull’Unione europea dopo l’ultima sanzione del regolatore contro Google. La Section 301 del Trade Act del 1974 conferisce a Washington l’autorità di indagare sulle pratiche commerciali estere e imporre dazi di ritorsione.
Lo strumento è già stato utilizzato in passato dalle amministrazioni statunitensi per contestare pratiche ritenute sleali nei confronti del commercio americano, rendendo l’avvio di un’indagine un passaggio formale prima di un’eventuale risposta tariffaria. Tali indagini sono in genere gestite attraverso l’apparato commerciale statunitense e possono includere consultazioni, raccolta di prove e una valutazione sul fatto che le pratiche estere siano irragionevoli o discriminatorie.
Il presidente ha accusato l’UE di prendere sistematicamente di mira le principali società tecnologiche americane attraverso multe ripetute. Ha osservato che il blocco aveva sanzionato Apple, Meta, Amazon, Google e altre aziende statunitensi, affermando che gli Stati Uniti non avrebbero permesso all’Europa di usare le società americane come fonte di entrate.
In un post su X (fonte), Trump ha scritto: "The United States of America is not a 'PIGGYBANK' for Europe, nor will we allow it to be." Ha avvertito che l’UE avrebbe "pay a very big price" per quello che ha definito un trattamento ingiusto delle società americane.
La minaccia di dazi segue una più ampia azione commerciale degli Stati Uniti contro circa 60 partner commerciali, inclusa l’Unione europea. Nuovi dazi compresi tra il 10% e il 12.5% sono entrati in vigore venerdì dopo precedenti indagini commerciali.
La Commissione europea sanziona Google ai sensi del DMA
La Commissione europea ha multato Google per 890 milioni di euro (circa $1 billion) per violazione del Digital Markets Act, segnando la prima sanzione imposta a Google ai sensi della normativa di riferimento dell’UE per le grandi piattaforme online.
Il DMA è concepito per regolamentare i grandi "gatekeeper" digitali che controllano servizi online chiave, tra cui ricerca, app store e accesso alle piattaforme. Le sue norme mirano a limitare l’autopreferenza e a imporre alle società designate di offrire a utenti commerciali e consumatori una maggiore scelta nei mercati digitali.
La Commissione ha emesso due decisioni separate. Una multa da 460 milioni di euro ha riguardato le accuse secondo cui Google avrebbe privilegiato i propri servizi di shopping, hotel, trasporti e sport nei risultati di ricerca. Una seconda multa da 430 milioni di euro ha riguardato le restrizioni agli sviluppatori di app, con i regolatori dell’UE secondo cui tali limitazioni impedivano agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso offerte più convenienti al di fuori del Google Play store.
Ai sensi del Digital Markets Act, le sanzioni possono arrivare fino al 10% del fatturato annuo globale di una società, mentre le violazioni ripetute possono comportare multe fino al 20% del fatturato annuo globale. Un funzionario dell’UE ha osservato che le ultime sanzioni rappresentavano circa lo 0.22% del fatturato di Google.
La responsabile tecnologica dell’UE Henna Virkkunen ha dichiarato: "We are very committed to our rules." I funzionari dell’UE hanno sostenuto che le loro normative digitali non sono rivolte esclusivamente alle aziende statunitensi, una posizione che Washington ha costantemente respinto, sostenendo che le società americane siano prese di mira in modo sproporzionato dall’enforcement europeo.
Aumentano le tensioni commerciali tra Stati Uniti e UE
Il post di Trump ha fatto riferimento anche a precedenti sanzioni dell’UE contro altre società americane, citando $15 billion di multe contro Apple, $3 billion contro Meta e $2.5 billion contro Amazon. Sommate all’ultima sanzione contro Google, le multe citate da Trump ammontano a circa $21.5 billion.
Il presidente ha dichiarato che gli Stati Uniti si aspettavano l’annullamento delle sanzioni e ha avvertito che dazi sostanziali potrebbero seguire rapidamente. Trump ha scritto che l’amministrazione avrebbe indagato su quella che ha definito la pratica dell’UE di "ROBBING" società e contribuenti americani, aggiungendo: "Stay tuned!" mentre segnalava una possibile azione commerciale.
La disputa aumenta la pressione sul quadro commerciale stabilito da Washington e Bruxelles lo scorso anno, che aveva ridotto i dazi statunitensi sulle auto europee in cambio di concessioni da parte dell’UE.
Lo scontro emerge inoltre mentre le società tecnologiche statunitensi cercano sempre più il sostegno della Casa Bianca nelle loro controversie sulla regolamentazione digitale europea. Diverse grandi aziende hanno intensificato le attività di lobbying sulla regolamentazione dell’UE da quando Trump è tornato in carica nel gennaio 2025.
Il processo Section 301 rappresenterà il passo successivo e potrebbe determinare se gli Stati Uniti passeranno dalle minacce a misure tariffarie concrete. L’UE ha difeso le proprie azioni regolatorie, mentre la Casa Bianca ha inquadrato la sanzione contro Google come parte di un più ampio modello di trattamento ingiusto verso le società americane. Qualsiasi passaggio dall’indagine ai dazi metterebbe inoltre alla prova fino a che punto entrambe le parti siano disposte a collegare le dispute sulla regolamentazione digitale alla più ampia politica commerciale.
Fonte: Coinpaper