Trump temporeggia sulla fine della guerra: "Penso che finirà abbastanza presto"
Punti chiave
- •Trump ha declinato di fornire una tempistica specifica per la fine del conflitto, mantenendo una postura ambigua che persevera da sei mesi.
- •Trump ha descritto lo Stretto di Hormuz come "in un certo senso" aperto, senza approfondire lo stato della critica rotta marittima per le spedizioni di petrolio.
- •L'attenzione del mercato si è spostata sull'attesa decisione di Trump sull'accordo nucleare iraniano, una questione che lo impegna da quando ha ritirato gli Stati Uniti dall'accordo del 2015 durante la sua presidenza.
- •Lo Stretto di Hormuz facilita circa un quinto delle spedizioni giornaliere mondiali di greggio via mare, rendendo significativa qualsiasi interruzione per i mercati energetici globali.
- •I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve rialzo intragiornaliero ma sono rimasti in traiettoria per cali settimanali consecutivi, suggerendo che i trader vedono probabilità ridotte di un'interruzione dell'offerta nel breve periodo.

L'ex presidente Donald Trump ha continuato a temporeggiare su quando terminerà il conflitto in corso, senza fornire una tempatica precisa nelle sue ultime dichiarazioni.
Trump ha affermato di ritenere che la guerra "finirà abbastanza presto", ma ha declinato di dare una risposta più specifica. Questa postura ambigua è in linea con le sue dichiarazioni degli ultimi sei mesi, da quando è iniziato il conflitto. L'assenza di una tempistica concreta è stata una caratteristica costante dei commenti di Trump sul conflitto, lasciando mercati e alleati a interpretare le sue parole in cerca di segnali piuttosto che di indicazioni politiche azionabili.
Interpellato sullo Stretto di Hormuz, Trump ha detto che è "in un certo senso" aperto in questo momento, senza dilungarsi sullo stato attuale di uno dei punti di strozzatura marittima più critici al mondo per le spedizioni di petrolio.
I suoi commenti arrivano in un contesto di rinnovata attenzione del mercato sulla regione. I prezzi del petrolio avevano in precedenza registrato un forte rialzo mentre i timori per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz innalzavano il premio al rischio, e ora l'attenzione si è spostata sull'attesa decisione di Trump sull'accordo con l'Iran. L'accordo con l'Iran fa riferimento alle trattative in corso sul programma nucleare di Teheran, una questione con cui Trump si è confrontato ripetutamente da quando, durante la sua presidenza, ha ritirato per la prima volta gli Stati Uniti dal Piano d'azione congiunto globale del 2015.
Lo Stretto di Hormuz, situato tra l'Oman e l'Iran, è una delle vie di navigazione strategicamente più importanti a livello globale: circa un quinto del greggio trasportato per via marittima ogni giorno nel mondo vi transita. Qualsiasi interruzione del traffico attraverso lo stretto ha in genere implicazioni immediate per i mercati energetici mondiali.
I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve rialzo nella giornata, ma sono rimunti in traiettoria per cali settimanali consecutivi, suggerendo che, nonostante la persistente incertezza geopolitica, i trader stanno progressivamente scontando una ridotta probabilità di interruzioni dell'offerta nel breve periodo.