L'amministrazione Trump impone nuove tariffe sui droni, inclusa una tassa del 15% su Corea, Giappone e altre economie
Punti chiave
- •Le tariffe seguono una struttura a fasce basata sulla sensibilità per la sicurezza nazionale, con aliquote del 100 percento, 25 percento, 15 percento e 10 percento applicate a diverse categorie di droni e economie di origine.
- •Trump ha invocato la Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, la stessa disposizione precedentemente utilizzata per le tariffe su acciaio e alluminio, per giustificare le restrizioni sulle importazioni di droni.
- •La maggior parte delle tariffe sui droni entra in vigore il 3 settembre 2026, mentre i dazi sui componenti meno sensibili sono posticipati al 9 febbraio 2027.
- •L'industria statunitense dei droni non dispone attualmente di una sufficiente scala produttiva per sostituire completamente i principali fornitori stranieri in tutte le categorie coperte dalle nuove tariffe.
- •Giappone e Corea, entrambi significativi esportatori di componenti per droni e alleati con trattato degli Stati Uniti, hanno in precedenza contestato l'uso statunitense delle tariffe Sezione 232 presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio.

WASHINGTON — Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato giovedì un proclama per imporre nuove tariffe sui droni e sui relativi componenti, inclusa una tassa del 15 percento sulle importazioni da Corea, Giappone e diverse altre economie, ha annunciato la Casa Bianca, definendo la misura uno sforzo per rafforzare la sicurezza nazionale.
Il proclama stabilisce una struttura tariffaria a fasce basata su considerazioni di sicurezza nazionale. Un dazio del 100 percento sarà applicato a determinati droni, inclusi i modelli di dimensioni maggiori e quelli dotati di capacità di imaging termico, considerati sensibili per fini di sicurezza nazionale. Un dazio del 25 percento si applicherà ad alcuni droni più piccoli che sollevano ugualmente preoccupazioni di sicurezza.
Secondo le nuove misure, le importazioni da Corea, Giappone, Unione Europea, Liechtenstein, Svizzera e Taiwan saranno soggette a una tariffa del 15 percento, mentre un dazio del 10 percento si applicherà alle importazioni di droni dalla Gran Bretagna.
Le tariffe entreranno in vigore alle 12:01 del 3 settembre 2026. Tuttavia, i dazi sui componenti dei droni meno sensibili saranno implementati in un secondo momento, con effetto dalle 12:01 del 9 febbraio 2027, secondo il proclama.
Trump ha invocato la Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962 per imporre le tariffe. La Sezione 232 è una disposizione commerciale che autorizza il presidente a regolamentare le importazioni quando il Dipartimento del Commercio stabilisce che minacciano di compromettere la sicurezza nazionale. La norma è stata precedentemente utilizzata per imporre dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio durante l'amministrazione Trump.
La mossa arriva in un contesto di crescenti preoccupazioni degli Stati Uniti sull'uso di droni di fabbricazione straniera, in particolare nei settori che coinvolgono infrastrutture critiche, difesa e operazioni di sorveglianza. Il governo degli Stati Uniti ha in precedenza limitato l'uso di droni cinesi nelle agenzie federali, citando preoccupazioni relative alla sicurezza dei dati e allo spionaggio, e la società cinese DJI ha dominato per anni il mercato globale dei droni consumer e commerciali, fornendo velivoli utilizzati in agricoltura, topografia, ispezione di infrastrutture e produzione cinematografica. La struttura a fasce crea di fatto una finestra protetta per i produttori statunitensi di droni, sebbene l'industria nazionale non disponga attualmente della scala produttiva necessaria per sostituire i principali fornitori stranieri in tutte le categorie coperte dalle tariffe.
L'annuncio potrebbe suscitare reazioni da parte dei partner commerciali colpiti, diversi dei quali sono alleati con trattato degli Stati Uniti. Giappone e Corea sono significativi esportatori di tecnologia con catene di fornitura consolidate per i componenti dei droni, e entrambi hanno in precedenza espresso preoccupazioni presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio sull'uso statunitense delle tariffe Sezione 232 su altri prodotti. Le aziende che si affidano a droni importati per servizi commerciali — tra cui ispezione aerea, agricoltura di precisione e logistica — potrebbero affrontare costi più elevati per le attrezzature man mano che i dazi entrano in vigore.
Fonte: The Korea Times