Trump Annulla gli Attacchi Previsti contro l'Iran Citando un Accordo Quadro, Teheran Smentisce la Richiesta
Punti chiave
- •Trump ha dichiarato che gli attacchi militari previsti contro l'Iran erano stati annullati perché erano stati definiti i contorni di un accordo diplomatico, con l'intesa proposta che richiede all'Iran di aprire lo Stretto di Hormuz e porre fine al proprio programma nucleare.
- •I funzionari iraniani hanno respinto le affermazioni di Trump, con i media semiufficiali che hanno definito la narrazione una menzogna e il ministro della Difesa ad interim che ha sottolineato come Teheran consideri tutte le minacce credibili e non resterà passiva.
- •Le segnalazioni dei media statunitensi indicavano che Washington e Israele stavano preparando un'estesa campagna di bombardamento contro le infrastrutture energetiche iraniane, un piano presumibilmente discusso durante la riunione di gabinetto di Trump di venerdì.
- •Una de-escalazione confermata ridurrebbe i rischi dall'offerta acuti sui mercati petroliferi, poiché circa un quinto del consumo petrolifero giornaliero globale transita attraverso lo Stretto di Hormuz, strategicamente critico.
- •La smentita dell'Iran alla premessa dichiarata da Trump introduce una significativa incertezza, rendendo i mercati riluttanti a scontare pienamente il rischio geopolitico finché entrambe le parti non confermino pubblicamente la stessa sequenza di eventi.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver annullato gli attacchi militari previsti contro l'Iran, affermando che erano stati concordati i "perimetri" di un più ampio accordo diplomatico, anche se i funzionari iraniani hanno fermamente respinto l'affermazione centrale alla base del suo annuncio.
In un post pubblicato nel fine settimana su Truth Social, Trump ha dichiarato che Washington era "pronta e caricata, pronta a colpire la Repubblica Islamica dell'Iran, a livelli di Terrore Militare, Forza e Potenza non visti dalla Seconda Guerra Mondiale." Nonostante tale posizione, ha aggiunto che l'Iran e altri Paesi del Medio Oriente avevano chiesto agli Stati Uniti di sospendere qualsiasi attacco perché erano stati concordati i contorni di un accordo.
Secondo Trump, l'accordo proposto includerebbe l'apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell'Iran. Ha dichiarato di aver accettato di cancellare gli attacchi su questa base, a condizione che un accordo venisse finalizzato rapidamente. Israele, ha aggiunto, si è unito all'impegno.
L'Iran ha prontamente contestato la versione di Trump. L'agenzia di stampa semiufficiale Mehr ha respinto la narrazione senza esitazioni, definendola "una nuova menzogna." Il ministro della Difesa ad interim dell'Iran, Majid Ibn al-Reza, ha dichiarato che Teheran considera ogni minaccia dei propri avversari come reale e credibile, anche quelle che fanno parte della guerra psicologica, e ha sottolineato che l'Iran non si sarebbe lasciato cogliere impreparato né sarebbe rimasto passivo.
Lo scambio segue le segnalazioni dei media statunitensi secondo cui Washington e Israele stavano preparando una delle campagne di bombardamento più intense mai condotte contro le infrastrutture energetiche iraniane. Secondo le fonti citate da CBS News, partner statunitense della BBC, il piano è stato discusso durante la riunione di gabinetto di Trump di venerdì. Il governo degli Stati Uniti ha inoltre invitato i cittadini americani in Medio Oriente a rimanere vigili e pronti a lasciare la regione qualora le tensioni dovessero aumentare ulteriormente.
I resoconti contrastanti lasciano incerto il reale stato delle trattative. Non è la prima volta che Trump lancia gravi avvertimenti all'Iran per poi inquadrare successivamente la situazione come un contesto in cui viene dato spazio alla diplomazia. Durante il suo primo mandato, Trump ha ritirato gli Stati Uniti dall'accordo nucleare iraniano del 2015, formalmente noto come Piano d'Azione Congiunto Completo, e ha ristabilito ampie sanzioni economiche contro Teheran. Dal ritiro, l'Iran ha progressivamente superato i limiti di arricchimento stabiliti dall'accordo originario, accumulando scorte di uranio arricchito a livelli quasi weaponizzabili, secondo i rapporti periodici dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.
Per quanto riguarda le implicazioni di mercato, una confermata sospensione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane attenuerebbe uno dei rischi dall'offerta più acuti che attualmente pesano sui mercati petroliferi, in particolare considerando la portata della campagna di bombardamento presa in esame. Qualsiasi de-escalazione che coinvolga lo Stretto di Hormuz riveste un'importanza eccezionale, poiché circa un quinto del consumo petrolifero giornaliero globale transita attraverso questa via navigabile, rendendola uno dei punti di strozzatura energetici strategicamente più critici al mondo. Gli operatori interpreterebbero probabilmente il passaggio garantito attraverso lo stretto come un elemento di supporto per i flussi di merci, riducendo al contempo il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi.
Tuttavia, la smentita ufficiale dell'Iran riguardo alla premessa di aver richiesto una sospensione introduce un'incertezza significativa. I mercati potrebbero essere riluttanti a scontare completamente il rischio finché entrambe le parti non confermino pubblicamente la stessa sequenza di eventi. Il sentiment è destinato a rimanere volatile, con ulteriori segnalazioni militari statunitensi o cambiamenti nella retorica iraniana in grado di invertire rapidamente qualsiasi movimento di mercato.