La SEC thailandese presenta una denuncia penale contro Bitkub per presunte comunicazioni fuorvianti dopo il cyberattacco del 2021
Punti chiave
- •La SEC thailandese sostiene che Bitkub abbia fornito report regolamentari imprecisi dopo un cyberattacco del maggio 2021 che ha coinvolto circa 1,7 miliardi di baht in asset digitali.
- •Bitkub afferma di aver rinviato la divulgazione per prevenire una corsa agli sportelli e che i suoi cofondatori hanno successivamente acquistato asset equivalenti per coprire il furto.
- •La SEC ha riconosciuto che gli asset rubati sono stati sostituiti entro il 31 ottobre 2021, ma sostiene che i report precedenti avrebbero dovuto riflettere l’impatto della violazione.
- •La denuncia indica Bitkub Online e gli ex direttori Sakolkorn Sakavee e Thaweesap Rawan nell’ambito del quadro normativo thailandese sugli asset digitali.
- •L’azione di enforcement arriva mentre Bitkub sta valutando un’IPO, inclusa una possibile quotazione a Hong Kong.

Il settore delle criptovalute in Thailandia è nuovamente sottoposto a scrutinio regolamentare dopo che la Securities and Exchange Commission (SEC) del Paese ha presentato una denuncia penale contro Bitkub Online e due ex direttori. Il caso riguarda accuse secondo cui l’exchange avrebbe fornito informazioni fuorvianti alle autorità di regolamentazione in relazione a un cyberattacco avvenuto a maggio 2021, un periodo in cui le violazioni degli exchange sono aumentate a livello globale mentre i prezzi delle criptovalute raggiungevano massimi storici.
La denuncia aggiunge un ulteriore livello di pressione su Bitkub, la cui società madre ha pubblicamente valutato una possibile quotazione in borsa, una mossa che sottopone le sue pratiche di governance, gestione del rischio e divulgazione a un esame più attento da parte di investitori e clienti. L’azione di enforcement rientra nei poteri conferiti alla SEC thailandese dall’Emergency Decree on Digital Asset Businesses B.E. 2561 (2018) del Paese, il quadro normativo che ha legalizzato e regolamentato il trading di criptovalute in Thailandia.
Le accuse della SEC: false comunicazioni dopo l’hack del 2021
La denuncia penale della SEC thailandese indica Bitkub Online insieme agli ex direttori Sakolkorn Sakavee e Thaweesap Rawan. Secondo l’autorità, un cyberattacco nel maggio 2021 ha portato al furto di 16 tipi di asset digitali detenuti dall’exchange, per un valore stimato di circa 1,7 miliardi di baht (circa $50 milioni).
L’accusa centrale non riguarda la violazione in sé, bensì le comunicazioni successive. La SEC ha riconosciuto che Bitkub ha sostituito gli asset rubati entro il 31 ottobre 2021. Tuttavia, le autorità sostengono che l’exchange non abbia riflesso accuratamente l’impatto dell’incidente nei suoi report giornalieri sul capitale liquido netto.
In particolare, la SEC sostiene che i report presentati tra il 10 maggio e il 30 ottobre 2021 non mostrassero una "riduzione significativa" degli asset dell’exchange, nonostante il furto fosse già avvenuto. Secondo l’autorità, questa omissione avrebbe potuto creare l’impressione che le disponibilità dei clienti fossero rimaste intatte e che l’exchange non avesse subito perdite.
La denuncia afferma che Bitkub e gli ex direttori avrebbero violato diverse disposizioni della normativa thailandese sugli asset digitali attraverso le presunte comunicazioni false. Il procedimento dovrebbe ora proseguire attraverso l’iter legale thailandese, comprendendo indagini, possibile azione penale ed eventuali procedimenti giudiziari.
La difesa di Bitkub: divulgazione rinviata per prevenire una corsa agli sportelli
Bitkub ha contestato pubblicamente le accuse della SEC in una dichiarazione pubblicata su X (ex Twitter). L’exchange ha descritto la controversia come relativa a decisioni di divulgazione prese dopo il cyberattacco del maggio 2021, piuttosto che a qualsiasi condotta fraudolenta.
Secondo Bitkub, la società ha deliberatamente rinviato la comunicazione della compromissione del wallet per prevenire una corsa agli sportelli mentre lavorava per recuperare o sostituire i fondi rubati. L’exchange ha dichiarato che i suoi cofondatori hanno successivamente acquistato asset digitali equivalenti a quelli sottratti, il che significa che né l’exchange né i suoi clienti hanno infine subito perdite finanziarie.
Bitkub ha inoltre sottolineato di aver da allora rafforzato i propri sistemi di governance, conformità e sicurezza in risposta all’incidente.
Il caso dipende quindi da interpretazioni contrapposte su tempistiche e accuratezza delle comunicazioni. La SEC considera la documentazione materialmente fuorviante durante il periodo in cui gli asset erano compromessi, mentre Bitkub sostiene che il ritardo nella divulgazione sia stato una decisione deliberata di gestione del rischio volta a evitare il panico tra la propria clientela. La controversia riflette un più ampio dibattito globale su come gli exchange debbano bilanciare gli obblighi di trasparenza con le preoccupazioni di stabilità durante incidenti di sicurezza, una questione che negli ultimi anni hanno affrontato anche autorità di regolamentazione dagli Stati Uniti al Giappone.
Implicazioni più ampie per l’industria crypto thailandese
Per il più ampio settore delle criptovalute in Thailandia, la denuncia evidenzia come le autorità possano affrontare le pratiche di divulgazione, anche nei casi in cui un operatore affermi che le perdite siano state infine coperte. In molti sistemi finanziari, la trasparenza durante periodi di stress operativo è considerata critica quanto l’esito finale, poiché determina il modo in cui mercati e controparti valutano il rischio.
Dal punto di vista della conformità e degli investitori, il caso dimostra anche come la governance stia diventando un punto centrale per gli exchange che valutano importanti operazioni societarie. Le discussioni sulla quotazione pubblica di Bitkub, precedentemente riportate da Cointelegraph, hanno già attirato attenzione sulla struttura organizzativa e sui controlli interni della società. Sebbene la denuncia della SEC riguardi specificamente le comunicazioni del 2021, essa emerge in un momento in cui la trasparenza societaria sarà probabilmente essenziale per qualsiasi futura iniziativa di raccolta fondi o quotazione.
Bitkub è stata fondata nel 2018 ed è cresciuta fino a diventare una delle piattaforme di trading di criptovalute più importanti della Thailandia. Secondo i dati di CoinGecko, l’exchange è al primo posto tra gli exchange crypto thailandesi per trust score e al momento della pubblicazione registrava circa $712 milioni di volume di trading giornaliero.
Le valutazioni sull’IPO amplificano lo scrutinio sulla governance
Nel dicembre 2025, Bitkub ha confermato a Cointelegraph che stava valutando un’offerta pubblica iniziale, inclusa una possibile quotazione a Hong Kong. Cointelegraph ha inoltre riferito di aver contattato Bitkub per ulteriori commenti sia sulla denuncia della SEC sia sui suoi piani di IPO, ma di non aver ricevuto risposta al momento della pubblicazione.
In questo contesto, le accuse della SEC assumono rilevanza oltre la questione legale in sé. Anche senza alcuna determinazione di colpevolezza in questa fase, le denunce penali possono influenzare il profilo di rischio percepito da controparti e potenziali investitori. Tendono inoltre ad aumentare le richieste di documentazione interna approfondita, verificabilità e preparazione complessiva alla conformità, requisiti che potenziali sedi di quotazione come la Hong Kong Stock Exchange in genere esaminano durante i processi di approvazione.
Per i clienti, la questione pratica è come le autorità e l’exchange concilieranno il divario tra ciò che Bitkub descrive come "copertura tardiva" degli asset rubati e la posizione della SEC secondo cui le comunicazioni precedenti avrebbero dovuto riflettere una riduzione del capitale liquido netto.
Mentre la denuncia procede nel sistema legale thailandese, le domande principali includono quali prove saranno presentate per comprovare le presunte carenze nelle comunicazioni, come Bitkub difenderà la propria giustificazione della "prevenzione della corsa agli sportelli" e se la controversia influenzerà la tempistica o la struttura di eventuali futuri piani di quotazione societaria.