La Svizzera concede alla prima ETF Bitcoin per investitori retail un'esenzione dai requisiti standard di diversificazione
Punti chiave
- •La FINMA ha approvato la prima ETF svizzera che investe direttamente in Bitcoin ed è accessibile agli investitori retail.
- •Il fondo è classificato nella categoria "altri fondi per investimenti alternativi con rischi specifici" del regolatore, a segnalare un rischio elevato dovuto alla volatilità di Bitcoin e alla concentrazione su un singolo asset.
- •La FINMA ha concesso al fondo un'esenzione dai requisiti standard di diversificazione, citando la lunga storia di negoziazione di Bitcoin e i volumi relativamente elevati; la deroga si applica solo a questo specifico prodotto.
- •Operando nel quadro dei fondi collettivi svizzeri, il fondo si distingue dalle ETF Bitcoin basate su debito diffuse in Europa e allinea l'accesso retail svizzero a quello degli Stati Uniti, dove le ETF spot su Bitcoin sono state approvate a gennaio 2024.
- •Nonostante l'esenzione, il fondo resta soggetto a misure di custodia, controlli sul rischio operativo, obblighi continuativi di informativa e potenziali perdite derivanti da forti oscillazioni del prezzo di Bitcoin.

Il regolatore finanziario svizzero, l'Autorità di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA), ha approvato la prima exchange-traded fund (ETF) del paese che investe direttamente in Bitcoin ed è accessibile agli investitori retail, aprendo una nuova via per consentire ai privati di ottenere esposizione alla criptovaluta tramite uno strumento di investimento regolamentato. L'approvazione segna una prima assoluta per il mercato dei fondi svizzero.
La FINMA ha classificato il fondo — la prima ETF spot su Bitcoin per investitori retail della Svizzera — nella categoria "altri fondi per investimenti alternativi con rischi specifici". La categoria copre gli investimenti alternativi che presentano rischi specifici secondo la normativa svizzera sui fondi, e la classificazione riflette la volatilità della criptovaluta nonché l'esposizione concentrata del fondo su un singolo asset. L'etichettatura colloca il prodotto al di fuori delle categorie riservate ai fondi diversificati tradizionali, segnalando ai potenziali acquirenti il suo profilo di rischio elevato.
La classificazione consente al fondo di operare nel quadro dei fondi collettivi svizzeri, una struttura che si distingue dai prodotti exchange-traded basati su debito comunemente utilizzati in Europa per offrire esposizione a Bitcoin, i quali in genere replicano il prezzo dell'asset tramite titoli di debito anziché detenerlo in forma di fondo. La mossa allinea inoltre l'accesso retail svizzero all'esposizione a Bitcoin tramite fondi a quella degli Stati Uniti, dove i regolatori hanno aperto la strada a prodotti comparabili a gennaio 2024 e le prime ETF spot su Bitcoin sono state approvate per la quotazione.
La FINMA ha concesso al fondo un'esenzione dai requisiti standard di diversificazione, citando la lunga storia di negoziazione di Bitcoin e i volumi di scambio relativamente elevati. Tali requisiti di norma impongono ai fondi collettivi di distribuire l'esposizione su più asset per limitare il rischio di concentrazione — un ostacolo che storicamente ha tenuto i veicoli mono-asset fuori dalle strutture tradizionali di fondi retail. Poiché la deroga si applica a questo specifico fondo, ogni prodotto svizzero comparabile dovrà comunque superare la propria revisione regolamentare.
Nonostante l'esenzione, il fondo resta soggetto a misure di custodia, controlli sul rischio operativo e obblighi continuativi di informativa agli investitori. L'operatività nel regime dei fondi collettivi colloca il fondo nel framework sorvegliato dallaMA che disciplina i tradizionali fondi di investimento svizzeri. Gli investitori continuano ad affrontare potenziali perdite derivanti da forti oscillazioni del prezzo di Bitcoin.