Solido rapporto sull'occupazione USA riporta in primo piano l'aumento dei tassi della Fed mentre Trump intensifica la pressione per tagli
Punti chiave
- •I forti dati sull'occupazione USA di agosto hanno riacceso le aspettative di un aumento dei tassi della Federal Reserve nella riunione di politica monetaria di settembre.
- •Il presidente Donald Trump ha più volte e pubblicamente esortato la Fed a tagliare i tassi, in contrasto con le aspettative di irrigidimento prezzate dai mercati.
- •Le aspettative sui tassi influenzano un'ampia gamma di prezzi degli asset, poiché il tasso sui fondi federali incide sui costi di finanziamento, sui rendimenti dei Treasury e sul dollaro.
- •I prossimi dati sull'inflazione USA sono considerati il prossimo input critico che potrebbe plasmare la decisione di settembre della Fed.
- •La Fed ha storicamente sostenuto che le sue decisioni di politica si fondano sul suo mandato economico e non su considerazioni politiche.

Un rapporto sull'occupazione statunitense più forte del previsto ha riacceso le aspettative che la Federal Reserve possa aumentare i tassi di interesse nella riunione di politica monetaria di settembre, proprio mentre il presidente Donald Trump intensifica la pressione pubblica sulla banca centrale perché si muova nella direzione opposta e tagli i tassi.
La pubblicazione dei dati sull'occupazione di agosto ha riportato l'attenzione dei mercati sulla possibilità di un irrigidimento monetario. Un mercato del lavoro robusto è tipicamente monitorato da vicino dalla Federal Reserve, il cui doppio mandato del Congresso richiede di perseguire sia la massima occupazione sia la stabilità dei prezzi. Cifre occupazionali forti possono segnalare una solidità economica di fondo che potrebbe mantenere elevate le pressioni inflazionistiche, influenzando le decisioni sui tassi della Fed.
Gli spostamenti nelle aspettative sui tassi tendono a propagarsi sui mercati finanziari, poiché le variazioni del tasso sui fondi federali incidono sui costi di finanziamento di mutui, carte di credito e prestiti alle imprese, e influenzano i rendimenti dei titoli di Stato e il valore di cambio del dollaro — motivo per cui un singolo rapporto sull'occupazione può muovere ampiamente i prezzi degli asset.
Al tempo stesso, la pressione politica sulla Fed si è intensificata. Donald Trump ha più volte e pubblicamente esortato la banca centrale ad abbassare i tassi di interesse, ponendosi in contrasto con le aspettative di irrigidimento ora prezzate dai mercati a seguito del rapporto sull'occupazione.
L'attenzione degli investitori si sposta ora sui prossimi dati sull'inflazione USA, considerati ampiamente il prossimo input critico che potrebbe determinare la prossima mossa di politica monetaria della Federal Reserve. Le letture dell'inflazione sono un indicatore chiave con cui la banca centrale valuta se l'obiettivo di stabilità dei prezzi è raggiunto, e le nuove cifre dovrebbero plasmare le aspettative per la decisione di settembre. I responsabili della politica monetaria riceveranno prima un ulteriore aggiornamento, poiché la riunione di settembre sarà preceduta dalla pubblicazione di ulteriori dati su lavoro e inflazione che i mercati analizzeranno per la conferma o l'inversione delle attuali aspettative di aumento dei tassi.
L'organo della Federal Reserve che decide i tassi, il Federal Open Market Committee (FOMC), tiene riunioni regolarmente programmate circa ogni sei settimane per fissare il intervallo di riferimento del tasso sui fondi federali, il tasso di interesse benchmark che influenza i costi di finanziamento in tutta l'economia USA. I funzionari pubblicano inoltre proiezioni economiche aggiornate in riunioni selezionate, che i mercati scrutinano in cerca di segnali sul probabile percorso della politica oltre la singola decisione.
Questi sviluppi si verificano sullo sfondo di un crescente scrutinio sull'indipendenza della Fed, con le critiche continue di Trump alla posizione di politica monetaria della banca centrale che aggiungono una dimensione politica ai dati economici oggi trainanti le aspettative sui tassi. Storicamente, la Fed ha sottolineato che le sue decisioni di politica si basano sul suo mandato economico e non su considerazioni politiche, un principio che i funzionari citano spesso quando rispondono alle critiche pubbliche.
Fonte: Economic Times Markets